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SCUOLA/ Le quattro "dimensioni" per insegnare a scrivere

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La scrittura richiede una particolare coscienza dei mezzi di cui si serve. Scrivere non è un’azione naturale, diversamente dal parlare; imparare materialmente a scrivere è atto culturale, che modifica l’uomo anche a livello neurologico. Per questo la scrittura non è affatto la trasposizione grafica del parlato.

 

La letteratura contemporanea, quando mima apposta il parlato, cela questo aspetto decisivo. Anche insistere sulla “autenticità” della comunicazione può non aiutare: non perché lo scritto sia inautentico, ma perché passa necessariamente attraverso una forma; infatti, se il parlato, come sempre ricorda il professor Sabatini, fa leva sull’udito, lo scritto adopera la vista; così mentre l’ascolto procede linearmente sulla linea del tempo, nella lettura il cervello coordina i segmenti e vi coglie una struttura organizzata, su cui è possibile ritornare con l’occhio, e che “resta” oltre il tempo della sua produzione. Esistono “oggetti formali” ben individuabili caratteristici della forma scritta, che devono essere nominati col loro nome per entrare nell’orizzonte conoscitivo degli studenti.

 

Un punto di partenza possono essere le quattro dimensioni: “testuale”, “morfosintattica”, “lessicale semantica” e “ideativa”, individuate dal fascicolo Crusca-Invalsi Sentendo questi termini si ha l’impressione di qualcosa di conosciuto, ma farne oggetto di didattica finalizzata richiede di uscire dall’ovvietà.

 

Gli insegnanti rilevano negli scritti dei loro alunni l’involuzione o l’inconcludenza, l’esilità dei contenuti e delle argomentazioni, ma non sempre riescono a giustificare con la necessaria chiarezza che cosa “in concreto” rende scadente il testo (al di là di commenti come “svolgimento involuto”, “non coerente”, “scarsamente strutturato” e simili), e come si può fare di meglio. Ho osservato invece, da insegnante, che mostrare in base a quali aspetti concreti un tema merita un 8 e un altro un 9 è molto utile per far prendere coscienza agli alunni di certe competenze.

 

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