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SCUOLA/ Le quattro "dimensioni" per insegnare a scrivere

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Quanto all’ideazione, per esempio, essa è “indicatore di un’alta capacità di proiettare la propria mente sull’intera trattazione”, perché consiste nel trovare un centro attorno al quale far ruotare informazioni, argomentazioni, giudizi; comporta che informazioni, dati, ecc. ci siano effettivamente (il “contenuto”) e in quantità adeguata, ma soprattutto richiede la capacità di dare ordine alle idee, di non divagare e di concludere: “Cosa vuoi sostenere? Dove vuoi arrivare?”.

 

Anche se nel quadro di riferimento della comprensione del testo la dimensione ideativa non compare (in quanto il testo è dato), in realtà è quella che più si collega alla comprensione, in questo caso della traccia: aver capito il problema permette di valutare la pertinenza delle osservazioni che si vanno proponendo e di rielaborarle con consequenzialità.

 

Poi è necessaria una “tessitura” (questo significa testo). È utile la conoscenza dei tipi di connessioni possibili fra i paragrafi e al loro interno, che sostengono come un’impalcatura la coerenza testuale: la causa e l’effetto, i particolari di cui si compone un tutto, la descrizione di un processo attraverso le sue fasi, l’esemplificazione rispetto a un concetto, ecc.

 

La vecchia scaletta del testo argomentativo “introduzione-tesi; argomentazioni; conclusione” è solo uno dei possibili schemi di sviluppo delle idee, ma altri se ne presentano nella varietà dei testi. La grafica, cioè l’impaginazione e la paragrafazione, sono al servizio di questa tessitura come aspetti non meno importanti dal punto di vista logico.

 

Proprio nell’adolescenza la mente impara a organizzare i significati attraverso il pensiero astratto, e questo favorisce anche l’immaginazione del possibile, la proiezione verso il futuro, la progettualità personale. Un percorso didattico che abbia al centro l’articolazione delle idee perciò è fondamentale a cavallo fra la scuola superiore di I e di II grado.

 

Quanto agli aspetti più propriamente linguistici, è importante la flessibilità e la varietà dell’uso. Un adolescente deve saper controllare una gamma di formulazioni alternative per uno stesso contenuto: a questo proposito, in grammatica è idea “nuova” (ma non tanto) il fatto che per esprimere certe situazioni, per esempio i rapporti temporali, la lingua si serve di differenti strumenti, come i tempi del verbo, gli avverbi e i complementi di tempo, le subordinate temporali: scegliere l’una o l’altra può risultare più efficace (naturalmente bisogna anche rendersene conto).

 

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