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SCUOLA/ Meglio la libertà del web o i vecchi libri ad uso dello Stato-maestro?

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3) Florenskij parlava delle sue lezioni, delle sue parole che metteva in stampa. Verba volant, scripta manent in origine significava che fin quando le parole restano chiuse nei libri non si diffondono, e solo attraverso la voce di chi le annuncia possono volare: ma la sola voce non può arrivare ovunque. Le lezioni così diventano dispense. Anche qui si potrebbe riflettere sulla valenza del dispensare come un distribuirsi il pane fra pari, o un elargire dall’alto tutto e solo ciò che si ritiene di concedere (ci sarebbe il terzo, quello di esentare: se hai delle buone dispense sei esentato dal venire in aula, ma transeat).

Credo vi sia ancora molto da scrivere sul rapporto fra il libro di testo, completo e raffermo, e la dispensa, frammentaria ma fresca di giornata, nel momento in cui il web si configura come un dispensatore automatico apparentemente illimitato (ma né casuale né imparziale). Ancora di più richiede la presenza di un maestro di dispensa, che sappia scegliere e distribuire secondo le necessità ed opportunità di ognuno. Ma proprio per questo, nelle mani di un maestro attento, il web può sostituire l’illusoria e rassicurante completezza del libro-gabbia sporgendo l’allievo verso gli spazi illimitati, con tutti i rischi della libertà.

 

4) Florenskij richiede al buon libro di testo l’essenzialità, l’asciuttezza. Poveri quei tomi portati a spasso dai rappresentanti, in cui è sovrano proprio l’inessenziale: figurine, esercizi, aneddoti. Quel che sarebbe dovere, e piacere, di questo maestro poter scegliere ed adattare per questo allievo. Come il profumo pesantemente aggiunto ad un detersivo, che il più delle volte è il fattore che orienta all’acquisto e ne decide il prezzo, anche se in tutti i flaconi c’è soprattutto acqua. E chi vorrebbe un detersivo con solo il minimo di profumo, ma che in compenso lavi bene, di scelta ne ha poca.

 

 

 



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COMMENTI
23/08/2010 - cosa serve all'apprendimento? (Lorenzo Caputo)

Il libro di testo si usa e si continua ad usare, i LdT digitali non sono altro che la riproposta del libro su un differente supporto; caso mai il "fatto nuovo" è se e come si usa la rete e le sue opportunità per l’apprendimento. Il LdT è vecchio? E allora? Ma serve a imparare? A mio modo di vedere il problema è: quali sono gli strumenti di supporto o di sussidio di cui hanno bisogno l’insegnante per insegnare e lo studente per apprendere ed (eventualmente) esercitare le sue conoscenze? Si torna sempre al problema: o si apre ad un modo nuovo di mettersi di fronte allo studio (quindi alla realtà) o non se ne esce, così come altri hanno detto in modo molto più autorevole di me. Grazie

 
20/08/2010 - e se abolissimo i libri di testo? (Salvo Piccinini)

ma i docenti hanno davvero bisogno del libro preconfezionato? Il web non è solo un repertorio di dispense già pronte all'uso, di voci wikipediane da stampare per poter dire di aver "fatto la ricerca". E' anche un formidabile ambiente collaborativo dove fioriscono blog tenuti da docenti per i propri alunni e la comunità tutta degli internauti. Basterebbe che le famose reti di scuole decidessero di creare propri contenuti per lo studio dei ragazzi e otterremmo una serie di vantaggi non indifferenti, tra cui strumenti a costo zero o quasi per gli studenti, perché trattandosi di materiali autoprodotti dalla comunità dei docenti e uploadate su internet, sarebbe sufficiente scaricare e stampare (o fotocopiare, a questo punto legalmente), bypassando tutti quei passaggi che rendono inevitabilmente costoso un testo prodotto da una casa editrice. Tra l'altro, in questo modo le scuole si trasformerebbero in laboratori di ricerca, anziché limitarsi ad adottare il testo "migliore" disponibile.

 
18/08/2010 - Progettualità e libri di testo (enrico maranzana)

Il macroscopio è uno strumento che, offuscando i dettagli, fa risaltare struttura e direzione dell'oggetto osservato. La questione posta, relativa ai libri di testo, può essere affrontata solamente dopo averla collocata all'interno dello scenario generale. Siamo nel 2010 .. le conoscenze esplodono, raddoppiano in 5/7 anni e la loro crescita non avviene per accumulazione ma per ristrutturazione .. le conoscenze disciplinari non sono più il cardine della scuola, sono "strumento e occasione" per la promozione di capacità e competenze .. la funzione dei docenti e dell’intera scuola assume natura progettuale! Da qui si deve iniziare la riflessione critica sui libri di testo che, il più delle volte, rappresentano la delega di responsabilità che i docenti conferiscono alle case editrici. Queste, per la legge del mercato, orientano la loro produzione sui testi che vendono di più. Se il governo della scuola e l'efficacia del servizio fossero assunti come punti d'osservazione, questa situazione circolare, acefala apparirebbe in tutta la sua drammaticità.