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SCUOLA/ Israel: nessuna alchimia didattica può sostituire l'incontro di maestro e allievo

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«Quella natura che spinge a desiderare cose grandi è il cuore». È una frase che evoca il dualismo tra ragione e sentimento impersonato da questi due organi del corpo umano: cuore e cervello. Un dualismo che tiene in affanno il pensiero umano dalla notte dei tempi. Sono le oscillazioni eccessive della bilancia da una parte o dall’altra che producono disequilibri nocivi per l’equilibrio sociale. Tra le manifestazioni meno lontane di questo dualismo ricordiamo il conflitto tra illuminismo e romanticismo. Il primo poneva la ragione, il cervello, l’intelletto scientifico al centro di ogni possibile processo di redenzione sociale e morale dell’umanità. La reazione romantica, con Chateubriand, si scagliava con violenza contro «l’albero della scienza che produce la morte, dissecca il cuore, disincanta la natura e conduce le menti deboli all’ateismo», che «suddivide l’anima in gradi e in minuti e riduce tutto l’universo, Dio compreso, a una semplice sottrazione dal nulla».

Gli illuministi replicavano, con Ginguené, chiedendo amaramente: «Se il cuore ha degli abissi in cui non osate gettare la sonda, come li conoscerete?... E tutto questo disgraziato mondo dovrà forse ridursi a poesia? Una generazione di umani che potevano diventare esseri razionali dovrà tornare a nutrirsi di visioni, affinché altri sognatori del nulla si dilettino di queste visioni?». Ma era Napoleone stesso a scendere nella mischia per condannare le «tenebrose metafisiche che, ricercando con sottigliezza le cause prime, vogliono fondare su di esse la legislazione dei popoli, invece di far dipendere queste leggi dalla conoscenza del cuore umano e dalle lezioni della storia. La storia dipinge il cuore umano, è nella storia che occorre cercare i vantaggi e gli inconvenienti delle diverse legislazioni».

 

Oggi nel conflitto tra i due poli - ragione e sentimento, cervello e cuore - ancora una volta un conflitto che non riesce a sanarsi in un’armoniosa ed equilibrata composizione, torna di nuovo a prevalere il primo termine. Tutto è ormai visto come cervello: ogni processo mentale è processo cerebrale, danza di neuroni. Il conflitto che abbiamo sopra ricordato sottendeva un conflitto tra materialismo illuminista e spiritualismo romantico. Oggi è il prevalere di un’ideologia materialista a ridurre ogni aspetto del pensiero e delle attività mentali e spirituali umane a processi cerebrali. Oggi il protagonista indiscusso è il cervello, la mente razionale, l’intelletto, la razionalità scientifica.

 

Persino il tentativo di far tornare in patria gli scienziati emigrati all’estero è chiamato “rientro dei cervelli” e non “rientro delle menti”… Si sfida l’immagine ridicola di una processione di flaconi di organi in soluzione alcoolica pur di non parlare di qualcosa di immateriale come la “mente”. Il cuore non ha più alcun ruolo, salvo quello di mero organo della fisiologia umana. Difatti, è compito del pensiero razionale dissolvere le manifestazioni poetiche e artistiche e persino quelle religiose in processi materiali. Non vi è chi ha “dimostrato” di recente che il sentimento della trascendenza non è altro che il frutto di una particolare conformazione neuronale di taluni individui? Ovviamente, la densità di presenza di individui con questa caratteristica fisica nel Meeting di Rimini è altissima…

 

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COMMENTI
22/08/2010 - Appiattire la scuola sul rapporto interpersonale (enrico maranzana)

La legge Moratti del 2003 ha dato al sistema scolastico una duplice finalizzazione: razionale, concepita come sviluppo di capacità e competenze; spirituale e morale "ispirata ai principi della Costituzione, e lo sviluppo della coscienza storica e di appartenenza alla comunità locale, alla comunità nazionale ed alla civiltà europea". Perché filosofeggiare se il campo del problema è stato puntualmente circoscritto? Perché non puntare il dito verso coloro che non hanno onorato il mandato ricevuto? Perché non stigmatizzare la definizione degli obiettivi dell'apprendimento in termini di abilità e di conoscenze (CFR regolamenti di riordino) che disegna la scuola come una sartoria in cui la preparazione dei giovani si funda sul misurare e sul tagliare (abilità) trascurando l'attività progettuale (capacità)? La gestione scientifica del SISTEMA educativo di formazione e di istruzione e il rapporto interpersonale docente..discente si devono affrontare e risolvere su due piani differenti: il primo è stato chiuso nel 1974 con l'introduzione dei principi delle scienze dell'organizzazione (disposizioni che le scuole hanno sistematicamente eluso); il secondo, di natura affettiva, implica la credibilità, l'autenticità, la disponibilità, l'empatia del docente: questioni di dimensione smisurata.