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SCUOLA/ Israel: nessuna alchimia didattica può sostituire l'incontro di maestro e allievo

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Da qualche decennio però l’educazione viene sempre più concepita come un processo “scientifico”, come qualcosa che, per essere “efficiente” deve essere ridotto a una sorta di meccanismo automatico e razionalmente regolato, al di fuori di ogni “sbandamento” provocato dall’intervento della soggettività. Deve essere un processo totalmente oggettivo e questo si dovrebbe ottenere riducendo il maestro a un mero esecutore dei precetti scientifici-oggettivi prescritti dagli scienziati dell’educazione.

Questa è la morte dell’educazione e, in prospettiva, è la distruzione della coesione sociale. Le colpe di certo pedagogismo ispirato a precetti di stampo positivistico, nell’aver favorito tale indirizzo, è indubbio. Ma oggi si avanzano dei paladini ancor più dannosi: sono coloro che pretendono di far trionfare questa visione applicando all’istruzione certe tecniche manageriali che stanno fallendo miseramente persino in quel mondo dell’impresa, per cui sono nate. Sono persone che non sanno nulla di istruzione ed educazione, che non hanno mai vissuto realmente il processo educativo, e che propongono ricette che sembravano buone per gestire efficacemente una fabbrica di automobili, e non risultano efficaci neppure in quel caso. Figuriamoci quando è in gioco l’educazione!...

 

Ebbene, non voglio farla lunga. Se penso al motto del Meeting ed alla sua declinazione nell’ambito educativo, penso che esso abbia la grande efficacia di ricordare che il processo educativo è un rapporto tra persone, un rapporto il cui nucleo è qualcosa che non può essere ridotto a conteggi e misurazioni fallaci: è, in primo luogo, uno slancio del cuore. Solo con l’innesco costituito da questo slancio, dal rinnovarsi quotidiano del suo miracolo, l’educazione può divenire qualcosa di grande.

 

 

 



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COMMENTI
22/08/2010 - Appiattire la scuola sul rapporto interpersonale (enrico maranzana)

La legge Moratti del 2003 ha dato al sistema scolastico una duplice finalizzazione: razionale, concepita come sviluppo di capacità e competenze; spirituale e morale "ispirata ai principi della Costituzione, e lo sviluppo della coscienza storica e di appartenenza alla comunità locale, alla comunità nazionale ed alla civiltà europea". Perché filosofeggiare se il campo del problema è stato puntualmente circoscritto? Perché non puntare il dito verso coloro che non hanno onorato il mandato ricevuto? Perché non stigmatizzare la definizione degli obiettivi dell'apprendimento in termini di abilità e di conoscenze (CFR regolamenti di riordino) che disegna la scuola come una sartoria in cui la preparazione dei giovani si funda sul misurare e sul tagliare (abilità) trascurando l'attività progettuale (capacità)? La gestione scientifica del SISTEMA educativo di formazione e di istruzione e il rapporto interpersonale docente..discente si devono affrontare e risolvere su due piani differenti: il primo è stato chiuso nel 1974 con l'introduzione dei principi delle scienze dell'organizzazione (disposizioni che le scuole hanno sistematicamente eluso); il secondo, di natura affettiva, implica la credibilità, l'autenticità, la disponibilità, l'empatia del docente: questioni di dimensione smisurata.