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SCUOLA/ E se in attesa del Regolamento si riaprissero le SSIS?

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Il 1° giugno scorso, all’indomani del parere definitivo espresso dal Consiglio di Stato e dopo un lungo silenzio nel dibattito sul nuovo Regolamento che disciplinerà la formazione iniziale degli insegnanti, intervenni su questo giornale per riaprire il confronto e sollevare il problema dell’ormai indifferibile emanazione del relativo decreto ministeriale. Fece seguito a quell’intervento un’interessante discussione alla quale parteciparono diversi interlocutori.

Sono passati due mesi da allora e non me ne vogliano coloro che stanno lavorando con impegno a un provvedimento certamente difficile da articolare, se torno sull’argomento lanciando un allarme non privo di fondamento, nella speranza di contribuire a una più rapida conclusione di questo travagliato percorso.

 

Nel luglio appena trascorso, con l’espressione dei pareri delle VII Commissioni di Camera e Senato, sono state completate le consultazioni di tutti gli organi che dovevano essere interpellati. Dalle indicazioni risultanti gli uffici del ministero hanno potuto operare gli ultimi adattamenti al testo, peraltro già noto nelle sue linee essenziali. Questione di giorni, si dice, di ore, ma l’attesa si prolunga ancora.

 

Sia che ciò dipenda dagli ultimi necessari aggiustamenti di coerenza giuridica, sia che dipenda dalle ultime verifiche che i dicasteri di Economia-Finanze e Pubblica Amministrazione devono fare sulle modifiche, la circostanza alimenta di fatto più di una preoccupazione: da un lato perché anno scolastico e anno accademico sono in fase di avvio senza che siano noti i tempi di emanazione del decreto e dall’altro perché le ultime vicende di cronaca parlamentare preludono a esiti di difficile previsione.

La contingenza del momento ci presenta, infatti, una fase di forte contrasto politico e di estrema fragilità istituzionale, e getta un’ombra di incertezza sulle effettive possibilità di portare a compimento alcuni dei procedimenti normativi in corso. In queste condizioni è legittimo temere che il Regolamento, se non emanato in tempi rapidi, rischi di interrompere il suo cammino a causa di improvvisi empasse governativi o perché superato da provvedimenti ritenuti politicamente più rilevanti.

 

Un’eventualità che penalizzerebbe pesantemente gli aspiranti insegnanti della scuola secondaria (di primo e secondo grado) che attendono di poter accedere a percorsi formativi abilitanti ormai da tre anni. L’ultimo accesso a tali percorsi risale, infatti, alle selezioni SSIS del 2007, dato che con l’art. 64 comma 4-ter del D.lgs. 112/2008, convertito dalla legge 133/2008, furono sospese a partire dal 2008 le iscrizioni alle SSIS (formazione degli insegnanti della sola scuola secondaria). Le facoltà di Scienze della formazione primaria, alle quali compete formare gli insegnanti della scuola dell’infanzia e del primo ciclo, furono al contrario risparmiate dal provvedimento e poterono continuare ad accogliere, e ancor oggi lo fanno, iscritti ai loro corsi.

 

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COMMENTI
07/09/2010 - disparità di trattamento (antonio gasperi)

Della provocazione del prof. Scaglioni, con cui ho avuto la fortuna di collaborare, sottolineo un punto fondamentale: la necessità di ristabilire la parità di trattamento fra aspiranti insegnanti dei diversi ordini scolastici. È noto che gli insegnanti degli ordini "inferiori" sono in generale meglio preparati in didattica e pedagogia. In passato si è pensato che questa fosse una caratteristica necessaria della professione insegnante: accompagnando i discenti nell’età evolutiva, li dovremmo portare da uno "stato di natura" alla maturazione culturale. Si tratta – come ci dice l’autore - di un modo di ragionare vecchio di almeno venti anni, dato che negli altri paesi avanzati si è cominciato a ragionare di metacognizione e a predisporre curricola per competenze – anche per giovani e adulti - fin dagli anni‘70. Dunque, offrire una formazione iniziale agli insegnanti della scuole dell’infanzia e primaria e togliere questa opportunità agli altri – oltre ad essere una ingiustificata disparità - significa privare il nostro sistema formativo della capacità di alimentare la società della conoscenza, condicio sine qua non per competere a livello internazionale. Osservo infine in merito all’ultima bozza di Regolamento che per integrare coerentemente nel percorso di formazione iniziale degli insegnanti l’attività di tirocinio è necessario creare un tavolo permanente di consultazione, presieduto (uso le vecchie denominazioni) dal SVT, fra scuole sedi di tirocinio e i Coordinatori Universitari.

 
31/08/2010 - ancora le SSIS? (ELISABETTA Tempestini)

Assolutamente no! Ma per carità! Dopo sette anni di ingegneria (non tutti riescono a diventare ingegneri in cinque anni...), senza il 3+2 che ha sveltito molto - e semplificato - l'università, ho passato due anni facendo 180 km al giorno per andare a Pisa da Prato a seguire corsi di altri docenti universitari! E tra l'altro la pretesa era approfondire l'elettromagnetismo e la tecnologia, invece di insegnarci ad insegnare! Io e alcune mie compagne di corso con un figlio in età da asilo nido e incinte del secondo, altre con dieci anni di insegnamento alle spalle. Non tutto il tempo è stato perso però: ci siamo conosciuti, tra giovani insegnanti, ed abbiamo realizzato una rete virtuale per lo scambio di proposte, metodi e materiale. Se lo scopo è questo, perchè tutti questi sacrifici?

 
31/08/2010 - Regolamento e SSIS (Riccardo Scaglioni)

La riattivazione delle SSIS in realtà, è una possibilità che nello spirito dell’articolo risulta piuttosto paradossale. Scrivo infatti che risulta un'azzardata ipotesi la cui tenuta sul piano giuridico sarebbe tutta da verificare e la definisco esplicitamente una provocazione. Il titolo ad effetto che la Redazione ha scelto, esalta questo aspetto paradossale e invita il lettore ad approfondire. A una lettura attenta, infatti, l’intervento evidenzia i rischi connessi all’eventuale mancata tempestiva emanazione del Regolamento. Sono certo che tutti coloro che hanno partecipato all’elaborazione del Regolamento - dal Gruppo di lavoro ministeriale, al Consigliere del Ministro, Max Bruschi, a quanti hanno dato un contributo lungo il percorso - auspicano, me compreso, che la vicenda si chiuda presto con la sua emanazione. Nell’esame dei contenuti del regolamento, fra l’altro, l’ANFIS ha fornito alcuni contributi, e il Ministero ha dimostrato, come ho avuto già modo di sottolineare in altre occasioni, apertura ad accogliere diverse istanze e richieste di miglioramento. Il pezzo lancia un allarme rivolto a tutti coloro che hanno a cuore il futuro della scuola e della qualità nell'insegnamento. Come tutti gli allarmi prelude a una chiamata a convergere su un comune obiettivo (una dichiarata speranza nel mio articolo), che è quello di avere presto una normativa di riferimento certa, che con ragionevole approssimazione non può che essere oggi il Regolamento emanato e vigente.

 
31/08/2010 - Buona idea (Paolo Fasce)

Pochissimi giorni fa leggevo l'art. 64 della 133/2008 e anche io intravedevo l'opportunità di riaprire le SSIS. Ritengo sia una brillante idea a patto che si provveda a definire i numeri delle diverse classi di concorso in virtù di un reale carteggio con gli Uffici Scolastici Regionali. Onde prevenire eventuali atteggiamenti non all'altezza, tali numeri dovrebbero essere motivati localmente e attentamente verificati (ed eventualmente censurati o limati) a livello centrale, anche in virtù delle scelte limitrofe. In altre parole, ogni SSIS deve guardare al proprio territorio di riferimento e bandire posti in virtù del reale fabbisogno. Giacché questo fabbisogno è variegato, penso che la riattivazione delle SSIS, orientandole organizzativamente alle nuove modalità immaginate dalla Commissione Israel et similia, consentirebbe un graduale ed efficace passaggio verso la riforma della formazione iniziale degli insegnanti, senza ogni volta reinventare l'acqua calda. Cordiali saluti e auguri di buon lavoro.

 
31/08/2010 - Riapertura SSIS (luca caserini)

Un breve commento portando un'esperienza concreta. Mia figlia si è da poco laureata in lettere moderne e da sempre manifesta una marcata attitudine all'insegnamento. Pensare che per farlo dovrebbe studiare altri 3 anni mi pare sinceramente eccessivo... Si pensi piuttosto ad inserire la formazione all'insegnamento all'interno del percorso universitario. E si favorisca la formazione continua degli insegnanti con la partecipazione a corsi d'insegnamento. Ma lasciamo che questi giovani possano iniziare ad insegnare, sia per guadagnare qualcosa e farsi una famiglia, sia per farlo quando ancora sono nel pieno delle loro giovani forze... La riattivazione delle SSIS non mi pare andare in tal senso...