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SCUOLA/ E se in attesa del Regolamento si riaprissero le SSIS?

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Per completezza d’informazione, e per non incorrere in fraintendimenti già verificatisi in passato su formazione iniziale degli insegnanti e aumento del precariato nella scuola, è opportuno rammentare che entrambi i canali - formazione degli insegnanti di scuola dell’infanzia e primo ciclo da una parte, e formazione degli insegnanti di scuola secondaria dall’altra - sono sempre stati a numero programmato in funzione delle cattedre disponibili; un aspetto, quest’ultimo sul quale sarebbe opportuno aprire più di una riflessione, ma che non è il caso di affrontare in questa sede.

 

Alla luce di questa situazione e per scongiurare il rischio di un altro anno di sospensione forzata nell’offerta formativa per gli insegnanti, inviterei a considerare le due seguenti alternative:

a) o si portano a termine entro breve, come tutti si attendono, le procedure di emanazione del Regolamento, affrontando presto il nodo dei decreti attuativi successivi e dei passaggi amministrativi necessari (sul piano organizzativo nell’università e nella scuola; per la determinazione dei numeri degli accessi nelle singole classi di abilitazione; ecc.) che richiederanno i dovuti tempi;

b) oppure si interrompa la sospensione delle procedure di accesso alle SSIS permettendo alle Scuole di Specializzazione di riprendere la loro attività in modo da porre termine al vuoto determinato dall’assenza di normazione specifica e ristabilire la parità di trattamento fra aspiranti insegnanti dei diversi ordini scolastici.

 

Un breve approfondimento per spiegare la seconda azzardata ipotesi. L’art 64 comma 4-ter del D.lgs. 112/2008 convertito dalla legge 133/2008, nel disporre di fatto la chiusura dell’esperienza SSIS recita: 4-ter) Le procedure per l'accesso alle Scuole di specializzazione per l'insegnamento secondario attivate presso le università sono sospese per l'anno accademico 2008-2009 e fino al completamento degli adempimenti di cui alle lettere a) ed e) del comma 4.

 

Per completezza d’informazione, le lettere a) ed e) del comma 4 fissano alcuni dei criteri stabiliti per procedere ad una revisione dell'attuale assetto ordinamentale della scuola, e nello specifico:

 a) razionalizzazione ed accorpamento delle classi di concorso, per una maggiore flessibilità nell'impiego dei docenti;

[…] e) revisione dei criteri e dei parametri vigenti per la determinazione della consistenza complessiva degli organici del personale docente ed ATA, finalizzata ad una razionalizzazione degli stessi; […].

 

La revisione delle classi di abilitazione pare essere prossima alla sua definizione e la razionalizzazione degli organici è in atto da tempo: ritenere questi processi già compiuti è forse prematuro, tuttavia, non è fuori luogo pensare che le condizioni per sciogliere il nodo aperto con il comma 4-ter dell’art.64 potrebbero essere presto soddisfatte o superate da un dispositivo che di fatto lo preveda.

 

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COMMENTI
07/09/2010 - disparità di trattamento (antonio gasperi)

Della provocazione del prof. Scaglioni, con cui ho avuto la fortuna di collaborare, sottolineo un punto fondamentale: la necessità di ristabilire la parità di trattamento fra aspiranti insegnanti dei diversi ordini scolastici. È noto che gli insegnanti degli ordini "inferiori" sono in generale meglio preparati in didattica e pedagogia. In passato si è pensato che questa fosse una caratteristica necessaria della professione insegnante: accompagnando i discenti nell’età evolutiva, li dovremmo portare da uno "stato di natura" alla maturazione culturale. Si tratta – come ci dice l’autore - di un modo di ragionare vecchio di almeno venti anni, dato che negli altri paesi avanzati si è cominciato a ragionare di metacognizione e a predisporre curricola per competenze – anche per giovani e adulti - fin dagli anni‘70. Dunque, offrire una formazione iniziale agli insegnanti della scuole dell’infanzia e primaria e togliere questa opportunità agli altri – oltre ad essere una ingiustificata disparità - significa privare il nostro sistema formativo della capacità di alimentare la società della conoscenza, condicio sine qua non per competere a livello internazionale. Osservo infine in merito all’ultima bozza di Regolamento che per integrare coerentemente nel percorso di formazione iniziale degli insegnanti l’attività di tirocinio è necessario creare un tavolo permanente di consultazione, presieduto (uso le vecchie denominazioni) dal SVT, fra scuole sedi di tirocinio e i Coordinatori Universitari.

 
31/08/2010 - ancora le SSIS? (ELISABETTA Tempestini)

Assolutamente no! Ma per carità! Dopo sette anni di ingegneria (non tutti riescono a diventare ingegneri in cinque anni...), senza il 3+2 che ha sveltito molto - e semplificato - l'università, ho passato due anni facendo 180 km al giorno per andare a Pisa da Prato a seguire corsi di altri docenti universitari! E tra l'altro la pretesa era approfondire l'elettromagnetismo e la tecnologia, invece di insegnarci ad insegnare! Io e alcune mie compagne di corso con un figlio in età da asilo nido e incinte del secondo, altre con dieci anni di insegnamento alle spalle. Non tutto il tempo è stato perso però: ci siamo conosciuti, tra giovani insegnanti, ed abbiamo realizzato una rete virtuale per lo scambio di proposte, metodi e materiale. Se lo scopo è questo, perchè tutti questi sacrifici?

 
31/08/2010 - Regolamento e SSIS (Riccardo Scaglioni)

La riattivazione delle SSIS in realtà, è una possibilità che nello spirito dell’articolo risulta piuttosto paradossale. Scrivo infatti che risulta un'azzardata ipotesi la cui tenuta sul piano giuridico sarebbe tutta da verificare e la definisco esplicitamente una provocazione. Il titolo ad effetto che la Redazione ha scelto, esalta questo aspetto paradossale e invita il lettore ad approfondire. A una lettura attenta, infatti, l’intervento evidenzia i rischi connessi all’eventuale mancata tempestiva emanazione del Regolamento. Sono certo che tutti coloro che hanno partecipato all’elaborazione del Regolamento - dal Gruppo di lavoro ministeriale, al Consigliere del Ministro, Max Bruschi, a quanti hanno dato un contributo lungo il percorso - auspicano, me compreso, che la vicenda si chiuda presto con la sua emanazione. Nell’esame dei contenuti del regolamento, fra l’altro, l’ANFIS ha fornito alcuni contributi, e il Ministero ha dimostrato, come ho avuto già modo di sottolineare in altre occasioni, apertura ad accogliere diverse istanze e richieste di miglioramento. Il pezzo lancia un allarme rivolto a tutti coloro che hanno a cuore il futuro della scuola e della qualità nell'insegnamento. Come tutti gli allarmi prelude a una chiamata a convergere su un comune obiettivo (una dichiarata speranza nel mio articolo), che è quello di avere presto una normativa di riferimento certa, che con ragionevole approssimazione non può che essere oggi il Regolamento emanato e vigente.

 
31/08/2010 - Buona idea (Paolo Fasce)

Pochissimi giorni fa leggevo l'art. 64 della 133/2008 e anche io intravedevo l'opportunità di riaprire le SSIS. Ritengo sia una brillante idea a patto che si provveda a definire i numeri delle diverse classi di concorso in virtù di un reale carteggio con gli Uffici Scolastici Regionali. Onde prevenire eventuali atteggiamenti non all'altezza, tali numeri dovrebbero essere motivati localmente e attentamente verificati (ed eventualmente censurati o limati) a livello centrale, anche in virtù delle scelte limitrofe. In altre parole, ogni SSIS deve guardare al proprio territorio di riferimento e bandire posti in virtù del reale fabbisogno. Giacché questo fabbisogno è variegato, penso che la riattivazione delle SSIS, orientandole organizzativamente alle nuove modalità immaginate dalla Commissione Israel et similia, consentirebbe un graduale ed efficace passaggio verso la riforma della formazione iniziale degli insegnanti, senza ogni volta reinventare l'acqua calda. Cordiali saluti e auguri di buon lavoro.

 
31/08/2010 - Riapertura SSIS (luca caserini)

Un breve commento portando un'esperienza concreta. Mia figlia si è da poco laureata in lettere moderne e da sempre manifesta una marcata attitudine all'insegnamento. Pensare che per farlo dovrebbe studiare altri 3 anni mi pare sinceramente eccessivo... Si pensi piuttosto ad inserire la formazione all'insegnamento all'interno del percorso universitario. E si favorisca la formazione continua degli insegnanti con la partecipazione a corsi d'insegnamento. Ma lasciamo che questi giovani possano iniziare ad insegnare, sia per guadagnare qualcosa e farsi una famiglia, sia per farlo quando ancora sono nel pieno delle loro giovani forze... La riattivazione delle SSIS non mi pare andare in tal senso...