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SCUOLA/ E se in attesa del Regolamento si riaprissero le SSIS?

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Ecco allora un possibile testo, alternativo al Regolamento, che porrebbe senz’altro termine alla lacuna normativa:

Decreto ministeriale n… del…

“Le procedure per l'accesso alle Scuole di specializzazione per l'insegnamento secondario sono riattivate a partire dall’anno accademico 2010-2011.”

Disposizione che se si rendesse necessario, in assenza della piena realizzazione di quanto previsto alle lettere a) ed e) del citato D.Lgs. 112/2008, potrebbe essere preceduta da: “In deroga a quanto previsto dall’ art 64 comma 4-ter del D.lgs. 112/2008 convertito dalla legge 133/2008 e in attesa dell’emanazione del decreto recante il Regolamento sulla formazione iniziale degli insegnanti …”

Poche righe che scompaginerebbero gli scenari fin qui ipotizzati in quasi tutti gli ambienti che si sono occupati della ridefinizione del modello di formazione degli insegnanti in questi due anni.

 

Una provocazione, certo, anche perché la tenuta sul piano giuridico del dispositivo sarebbe tutta da verificare e sarebbero richiesti altri necessari atti amministrativi di non semplice realizzazione (molte SSIS hanno già chiuso i battenti smobilitando anche fisicamente le strutture); tuttavia è un’ipotesi alimentata da un’attesa che sta disorientando un gran numero di soggetti.

In primo luogo gli studenti universitari aspiranti insegnanti nella scuola secondaria, che sono nell’impossibilità di accedere ai percorsi abilitanti anche nelle classi di abilitazione già oggi in sofferenza; quindi gli ex docenti accoglienti ed ex supervisori del tirocinio e coloro che aspirano alle analoghe funzioni nel nuovo modello, che non vedono possibilità di mettere a frutto le loro competenze formative; ancora, gli universitari che si sono occupati di formazione iniziale fino a due anni fa e coloro che potranno concorrere agli incarichi di docenza attivabili in futuro presso le facoltà; infine, i dirigenti scolastici, i presidi di facoltà e i funzionari dei vari uffici scolastici territoriali, che dovranno applicare le norme in questione e che attendono l’emanazione del decreto per avere chiare indicazioni su come muoversi e presentarsi pronti all’appuntamento con il nuovo modello.

 

Come ho già scritto e detto in altre occasioni, tuttavia, il nodo della formazione iniziale - e, mi si permetta, anche continua - degli insegnanti non dovrebbe preoccupare solo gli addetti ai lavori:

esso dovrebbe interessare, assai più di quanto non accada oggi, cittadini e famiglie che, ignari di tutto questo travaglio, hanno tuttavia il diritto di pretendere una preparazione degli insegnanti fin dall’inizio adeguata ai tempi, di livello specialistico e altamente qualificata: nella scuola secondaria come in quella dell’infanzia e del primo ciclo. In gioco infatti non c’è solo la qualità del servizio scolastico, la riorganizzazione di sistema e l’efficienza amministrativa, che pure sono elementi di rilievo in questa partita, bensì, e prima di tutto, in gioco c’è una fetta importante della formazione dei nostri figli e la professionalità in ingresso delle risorse umane di uno dei principali fattori di sviluppo del Paese.

 

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COMMENTI
07/09/2010 - disparità di trattamento (antonio gasperi)

Della provocazione del prof. Scaglioni, con cui ho avuto la fortuna di collaborare, sottolineo un punto fondamentale: la necessità di ristabilire la parità di trattamento fra aspiranti insegnanti dei diversi ordini scolastici. È noto che gli insegnanti degli ordini "inferiori" sono in generale meglio preparati in didattica e pedagogia. In passato si è pensato che questa fosse una caratteristica necessaria della professione insegnante: accompagnando i discenti nell’età evolutiva, li dovremmo portare da uno "stato di natura" alla maturazione culturale. Si tratta – come ci dice l’autore - di un modo di ragionare vecchio di almeno venti anni, dato che negli altri paesi avanzati si è cominciato a ragionare di metacognizione e a predisporre curricola per competenze – anche per giovani e adulti - fin dagli anni‘70. Dunque, offrire una formazione iniziale agli insegnanti della scuole dell’infanzia e primaria e togliere questa opportunità agli altri – oltre ad essere una ingiustificata disparità - significa privare il nostro sistema formativo della capacità di alimentare la società della conoscenza, condicio sine qua non per competere a livello internazionale. Osservo infine in merito all’ultima bozza di Regolamento che per integrare coerentemente nel percorso di formazione iniziale degli insegnanti l’attività di tirocinio è necessario creare un tavolo permanente di consultazione, presieduto (uso le vecchie denominazioni) dal SVT, fra scuole sedi di tirocinio e i Coordinatori Universitari.

 
31/08/2010 - ancora le SSIS? (ELISABETTA Tempestini)

Assolutamente no! Ma per carità! Dopo sette anni di ingegneria (non tutti riescono a diventare ingegneri in cinque anni...), senza il 3+2 che ha sveltito molto - e semplificato - l'università, ho passato due anni facendo 180 km al giorno per andare a Pisa da Prato a seguire corsi di altri docenti universitari! E tra l'altro la pretesa era approfondire l'elettromagnetismo e la tecnologia, invece di insegnarci ad insegnare! Io e alcune mie compagne di corso con un figlio in età da asilo nido e incinte del secondo, altre con dieci anni di insegnamento alle spalle. Non tutto il tempo è stato perso però: ci siamo conosciuti, tra giovani insegnanti, ed abbiamo realizzato una rete virtuale per lo scambio di proposte, metodi e materiale. Se lo scopo è questo, perchè tutti questi sacrifici?

 
31/08/2010 - Regolamento e SSIS (Riccardo Scaglioni)

La riattivazione delle SSIS in realtà, è una possibilità che nello spirito dell’articolo risulta piuttosto paradossale. Scrivo infatti che risulta un'azzardata ipotesi la cui tenuta sul piano giuridico sarebbe tutta da verificare e la definisco esplicitamente una provocazione. Il titolo ad effetto che la Redazione ha scelto, esalta questo aspetto paradossale e invita il lettore ad approfondire. A una lettura attenta, infatti, l’intervento evidenzia i rischi connessi all’eventuale mancata tempestiva emanazione del Regolamento. Sono certo che tutti coloro che hanno partecipato all’elaborazione del Regolamento - dal Gruppo di lavoro ministeriale, al Consigliere del Ministro, Max Bruschi, a quanti hanno dato un contributo lungo il percorso - auspicano, me compreso, che la vicenda si chiuda presto con la sua emanazione. Nell’esame dei contenuti del regolamento, fra l’altro, l’ANFIS ha fornito alcuni contributi, e il Ministero ha dimostrato, come ho avuto già modo di sottolineare in altre occasioni, apertura ad accogliere diverse istanze e richieste di miglioramento. Il pezzo lancia un allarme rivolto a tutti coloro che hanno a cuore il futuro della scuola e della qualità nell'insegnamento. Come tutti gli allarmi prelude a una chiamata a convergere su un comune obiettivo (una dichiarata speranza nel mio articolo), che è quello di avere presto una normativa di riferimento certa, che con ragionevole approssimazione non può che essere oggi il Regolamento emanato e vigente.

 
31/08/2010 - Buona idea (Paolo Fasce)

Pochissimi giorni fa leggevo l'art. 64 della 133/2008 e anche io intravedevo l'opportunità di riaprire le SSIS. Ritengo sia una brillante idea a patto che si provveda a definire i numeri delle diverse classi di concorso in virtù di un reale carteggio con gli Uffici Scolastici Regionali. Onde prevenire eventuali atteggiamenti non all'altezza, tali numeri dovrebbero essere motivati localmente e attentamente verificati (ed eventualmente censurati o limati) a livello centrale, anche in virtù delle scelte limitrofe. In altre parole, ogni SSIS deve guardare al proprio territorio di riferimento e bandire posti in virtù del reale fabbisogno. Giacché questo fabbisogno è variegato, penso che la riattivazione delle SSIS, orientandole organizzativamente alle nuove modalità immaginate dalla Commissione Israel et similia, consentirebbe un graduale ed efficace passaggio verso la riforma della formazione iniziale degli insegnanti, senza ogni volta reinventare l'acqua calda. Cordiali saluti e auguri di buon lavoro.

 
31/08/2010 - Riapertura SSIS (luca caserini)

Un breve commento portando un'esperienza concreta. Mia figlia si è da poco laureata in lettere moderne e da sempre manifesta una marcata attitudine all'insegnamento. Pensare che per farlo dovrebbe studiare altri 3 anni mi pare sinceramente eccessivo... Si pensi piuttosto ad inserire la formazione all'insegnamento all'interno del percorso universitario. E si favorisca la formazione continua degli insegnanti con la partecipazione a corsi d'insegnamento. Ma lasciamo che questi giovani possano iniziare ad insegnare, sia per guadagnare qualcosa e farsi una famiglia, sia per farlo quando ancora sono nel pieno delle loro giovani forze... La riattivazione delle SSIS non mi pare andare in tal senso...