BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Con questi corsi di recupero, tanto vale andarsene al mare...

Pubblicazione:

Foto Fotolia  Foto Fotolia

Ma tutte queste importanti e in parte difficili competenze vanno educate fin dalla prima infanzia e i bambini/ragazzi vanno accompagnati a prendere consapevolezza delle operazioni cognitive e delle strategie che devono mettere in atto. Senza peraltro dimenticare la competenza ideativa e quella argomentativa che nel riassunto rimangono più sullo sfondo, non per questo assenti. Tali competenze sono richieste ed esaltate in altri compiti linguistici. Questo è un discorso che porterebbe lontano.


Sotto il sole agostano si accende un ricordo giovanile del tempo in cui io e i miei coetanei ci divertivamo a cantare una canzone di Don Backy che testualmente urlava “Ancora una volta ho rimasto solo”. Era una canzonetta, ma piaceva anche perché trasgrediva una regola linguistica.

 

Era trasgressiva come linguisticamente avremmo voluto esserlo noi che conoscevamo ed usavamo le regole della lingua, non perché formalisti, ma perché ci piaceva molto essere efficaci nella comunicazione e capivamo che la lingua anche nella sua forma era per tale scopo uno straordinario strumento. Oggi i ragazzi vogliono realmente comunicare e pertanto padroneggiare i meccanismi linguistici?



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
04/08/2010 - Il Comitato Precari Liguri della Scuola... (Paolo Fasce)

... è costituito da molte persone e i documenti che si sono sedimentati nel tempo sul blog, ormai molto poco aggiornato, rappresentano tutti i tentativi di approcciare il problema e gli infiniti fallimenti di accesso ad un'interlocuzione. Essendo lo scrivente di grado di molto inferiore al "demonio", a questo punto mi aspetto di essere convocato per discutere di quanto è possibile realizzare delle "cento proposte alla Gelmini" o delle "Sfide sul merito". Assicuro spirito collaborativo. Distinti saluti.

 
04/08/2010 - Caro Fasce (Max Bruschi)

difficile avere una interlocuzione ministeriale seria propagandando il "vademecum del precario non collaborativo" o chiedendo il rispetto del piano di assunzioni di Fioroni che, come sanno anche i sassi, era senza copertura finanziaria... io parlo anche col demonio, se serve a migliorare la scuola, ma io... Comunque, magari il ministro, come asserite, non avrà la lettera a una professoressa sul comodino, ma le graduatorie ad esaurimento le abbiamo ripulite dei docenti già di ruolo...

 
04/08/2010 - Dalla critica alla proposta (Paolo Fasce)

I problemi evidenziati da Bruschi vanno affrontati. Non tutti hanno avuto la possibilità di approfondire gli studi di legislazione scolastica che alcuni hanno affrontato nei percorsi SSIS, SOS e nei Master Universitari orientati al tema, tutti percorsi formativi finanziariamente a carico dei docenti. Purtroppo gran parte del lavoro dell'insegnante si basa su prassi e l'esiziale "mi paghi poco, lavoro 18 ore e poi fuggo" provoca questo genere di conseguenze. E' interessnate il comma suggerito, ma evoca la domanda: con quali risorse? E in virtù dell'attuale CCNL, dove inquadrare il "comma 4"? Il Comitato Precari Liguri ha suggerito una soluzione generale al problema delle scuole disabitate: un contratto diverso nel quale i docenti siano valorizzati e coinvolti. Tutti siano impegnati nel lavoro pomeridiano in almeno una sessione settimanale e i "meritevoli" anche due o tre. Lo stipendio più alto corrisposto ai più bravi si tradurrebbe in servizio aggiuntivo nella scuola. La semplice frequenza pomeridiana dei docenti consentirebbe di sviluppare progetti condivisi, di sostenere l'utenza, di favorire il coordinamento tra colleghi, di costruire e di fruire di occasioni di aggiornamento. Gli insegnanti precari hanno competenze didattiche, pedagogiche e tecnologiche di cui la scuola di oggi necessita. Non ci è stata mai data l'opportunità di discutere le "100 proposte concrete alla Gelmini" o il ciclo delle "Sfide sul merito" ad un livello vicino a quello ministeriale.

 
04/08/2010 - Sante parole.... (Max Bruschi)

e in effetti i percorsi delle Indicazioni Nazionali "indicano" le mete da raggiungere e configurano le strade come dovrebbero essere. Se avessimo dovuto semplicemente prendere atto della scuola "come è" (non dappertutto, ovvio) avremmo dovuto risolvere le indicazioni in una riga: "Io speriamo che me la cavo". Seconda considerazione: i corsi di recupero. Ma quanti DS, consigli di classe, docenti si sono letti il 275/1999 (in particolare l'articolo 4 comma 4) e, oltre ad averlo letto, lo applicano? E, ancora, quanti DS riescono a "farsi valere" e a ricordare ai loro docenti che il loro orario di servizio va ben oltre l'inizio e la fine dell'anno scolastico e che dunque, fondi o non fondi, le istituzioni scolastiche sarebbero in grado di allestire corsi di recupero ben più seri delle attuali "pecette"? Infine: come valutare il docente che distribuisce un foglio A4 e che ha impostato una tale didattica della lingua italiana?

 
04/08/2010 - Un problema semantico (enrico maranzana)

"Terminato il corso scoprirò come far ESERCITARE Luca e su quali ABILITA' (o competenze) puntare" inquadra il problema del recupero in termini difensivi: si deve star al passo con l'attività della classe, ad essa uniformarsi. Ben diverso sarebbe stato lo scenario se come indicatore di percorso fossero state scelte le capacità. Le capacità appartengono a una classe sovra ordinata a quella delle abilità. Le capacità (argomentativa, critica, organizzativa, comunicativa ..) focalizzano qualità della persona umana, astrattamente. Le capacità si manifestano sotto forma di processi di cui le abilità sono gli stati, il momento operativo. Se al concetto "capacità" fosse data la dovuta rilevanza, lo spazio formativo/educativo diventerebbe tridimensionale e il servizio scolastico assumerebbe forma piramidale: al vertice l'attività strategica volta alla promozione integrale degli individui (copetenze generali/capacità), nella parte intermedia l'attività di coordinamento e di controllo, alla base gli insegnamenti che mixano abilità e conoscenze (competenze specifiche).