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SCUOLA/ La “corsa” di Agnese: dall’invidia al fascino di fotografi e scrittori per l’uomo

Pubblicazione:

Operai al lavoro sulle impalcature dell'Empire State Building  Operai al lavoro sulle impalcature dell'Empire State Building

Il Sussidiario pubblica una selezione di “tesine” presentate da alcuni studenti all’esame di maturità. La tesina, disponibile con link a lato testo, è introdotta da un breve articolo, in forma di lettera al direttore, in cui l'autore spiega il progetto, la storia, le motivazioni del suo lavoro. Gli studenti che volessero inviare la propria tesina possono farlo scrivendo a redazione@ilsussidiario.net

 

Caro direttore,

 

scrivere la mia tesina è stata un’avventura nata quasi per caso. Difatti, nonostante le continue scadenze fissate dai miei professori per aiutarci nello svolgimento del nostro elaborato, mi sono ritrovata alla fine di marzo senza aver fatto quasi nulla. Il tempo cominciava a stringere, tanto che io e i miei compagni ricevemmo l’ ultimatum: “Entro il giorno X dovete consegnare almeno l'indice altrimenti lasciate perdere e concentratevi sullo studio”.

 

All’ improvviso, a causa delle mie mancanze, quella fatidica tesina invece di essere una sfida e un’opportunità, si stava trasformando in un peso da portarsi dietro fino all’esame. Tutto è cambiato quando un giorno ho incrociato un mio amico che ha cominciato a raccontarmi con una passione e un entusiasmo travolgenti del lavoro che stava facendo per la sua tesina.

 

Ero estasiata e “invidiosa” volevo per me lo stesso gusto e la stessa passione che avevo visto palesarsi sul suo viso. Così è cominciato il mio studio che si è trasformato in una splendida occasione per godere di un grande pezzo di realtà: i grandi artisti-autori Mc curry, Weegee, Kafka, Leopardi, Ungaretti.

 

Innanzitutto sono partita da ciò che avevo addosso, cioè la mia passione per la fotografia. Mi ha da sempre affascinato questo mezzo perché a mio giudizio porta in sé qualcosa di veramente raro. Mi sembra infatti che la fotografia possieda uno strano potere per cui, noi davanti a un’immagine di questo genere non siamo mai spinti a chiederci chi sia l’autore, ma il primo interrogativo è sempre rivolto al soggetto dello scatto.

 

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COMMENTI
06/08/2010 - McCurry: immenso, però, però... (Sergio Palazzi)

Cara Agnese, ho letto con interesse la tesina, anche perchè non è comune parlare di fotografia, specie se relativamente "antica" e molto legata alle esigenze di cronaca come in Weegee. Su McCurry però ho qualche perplessità, che si era rafforzata proprio visitando la mostra di Milano del 2009. "Visitandola" è un eufemismo: vivendola, respirandola, ubriacandomi. Un'esplosione di colori e drammi, inquadrature e mondi. C'ero rimasto per delle ore, zigzagando avanti e indietro (le studentesse che erano con me, per quanto interessate, dopo un po' mi avevano salutato per uscire all'aria aperta... le capisco). Lui è grandioso, ha tirato agli estremi le possibilità di uno strumento come il Kodachrome - e che delitto la fine annunciata del KR! - è un assoluto del colore, però... Evoca emozioni profonde, ti mette al centro del dramma in ogni angolo del mondo, però... Però, quelle luci sempre a posto. Però, lo sguardo nell'obiettivo. Però, l'autocompiacimento. Però, le pose ben studiate. Però, gli zillioni di dollari che ruotano intorno a quei due occhi verdi, da cui la titolare ha ricavato ben poco (e i titolari degli altri sguardi forse solo qualche rupia). Ecco, McCurry mi dà la sensazione di non mettersi alla pari, resta estraneo alla scena, non la vive. Non è Weegee, o gli altri che citi, o magari Di Biasi: che pure mettevano i soggetti in posa, ma mangiavano la stessa loro zuppa, avevano lo stesso odore, e non sgommavano via col gippone del National Geographic. Che ne dici?