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SCUOLA/ Cipollone (Invalsi): ecco cosa abbiamo scoperto grazie ai test sugli studenti di terza media

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Rispetto alla media nazionale, Calabria, Campania e Sicilia restano in basso, anche se la Campania migliora in matematica; le Marche sono in avanzata e in matematica sono oltre la media; Abruzzo e Puglia migliorano nettamente. Si conferma poi quello che era stato suggerito da studi internazionali, cioè che di per se stessa una valutazione esterna e centralizzata costituisce un fattore di miglioramento del sistema. Cresce la cultura della valutazione, si capisce che il successo dei ragazzi dipende da una buona preparazione e non dai buoni voti, e per questo serve un insegnamento efficace soprattutto dove ci sono le criticità: sapere che gli studenti incontrano difficoltà in certi campi fa sì che gli insegnanti si sforzino di approfondirli.

 

Quali sono le aree di criticità che emergono dai dati ?

 

Per italiano, la grammatica per quanto riguarda le domande più difficili, ma il vantaggio è che in questo campo è la scuola che può molto, perché il risultato non dipende dalle condizioni culturali della famiglia come per la comprensione. In matematica soprattutto l’ambito dei Numeri e in minor misura la geometria.

 

Ma la prova nazionale standardizzata all’interno di un esame conclusivo di un ciclo scolastico ha anche una funzione specifica. Può chiarire questo punto?

 

Una prova standardizzata, oltre a essere unica per tutte le scuole, deve coprire tutte le fasce di abilità, dallo studente debole di una scuola debole alle punte di eccellenza a livello nazionale, e mettere tutti su una stessa scala: per questo nei test esistono domande facili, medie e difficili, perché bisogna pesare, come su una bilancia, quanto sanno fare ragazzi di livello sia scarso, sia medio, sia eccellente. La prova di profitto invece si colloca al livello medio di difficoltà rispetto a una certa classe o scuola, quindi se i criteri per fare le prove o per dare i voti cambiano da scuola a scuola non si possono fare paragoni e sapere come stanno le cose. Per questo gli insegnanti ritengono che la prova standardizzata sia “difficile”.

 

In effetti, insegnanti, studenti, famiglie fanno fatica a credere che test che hanno avuto il 60 % (per italiano) e il 51% (per matematica) di risposte giuste siano effettivamente “di difficoltà adeguata”: può spiegare meglio questo punto?

 

Il test funziona bene se non ci sono domande così facili che rispondono tutti o così difficili che non risponde nessuno, ma le domande si collocano all’interno di una gamma varia: questo ai fini della misurazione. Per misurare bene gli apprendimenti dei ragazzi molto bravi occorre avere anche delle domande difficili. è probabile che il giudizio di prova difficile da parte degli studenti e delle famiglie sia derivato dalla presenza di queste domande. Poi c’è il problema del punteggio, attribuito al test ai fini della promozione e del voto, che funziona se alle domande facili si dà un punteggio alto e a quelle difficili uno basso, per controbilanciare e non rendere il test penalizzante ai fini del voto a causa delle domande molto difficili che devono esserci per misurare bene tutti.

 

Ma un test così fatto non penalizza i deboli?

 

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COMMENTI
10/08/2010 - le prove dell'Invalsi (luisella martin)

In pensione da più di due anni, dopo aver insegnato nella scuola media dell'obbligo (con entusiasmo e gioia: matematica-con impegno, studio e inventiva:scienze)finalmente sento che le prove oggettive dell'Invalsi sono ritenute cosa seria anche dagli insegnanti! Che gioia per me! Ho lottato tanto per cercare di cambiare la prova d'esame di matematica per la terza media, per dare agli alunni delle verifiche di matematica accessibili a tutti,per cercare di convincere alunni e genitori che l'errore é un modo personale di capire meglio l'argomento; ho frequentato molti corsi di aggiornamento che proponevano le stesse strategie...e non ero sola ad ascoltare le nuove tendenze pedagogiche! Forse la scuola non deve essere salvata(come ho intitolato il mio blog),forse ha solo bisogno di camminare più svelta, di correre, come sanno fare meglio i giovani.

 
10/08/2010 - Spiegare INVALSI al mondo della scuola (Paolo Fasce)

Il contributo che INVALSI sta dando, dopo le riflessioni nate attorno ad OCSE-PISA e a rilevazioni similari, è a mio giudizio significativo in quanto all'interno della scuola si sta sviluppando un dibattito sul concetto di valutazione, con possibili ricadute sulla didattica. Purtroppo sussistono resistenze dovute, a mio giudizio, principalmente ad un filone argomentativo che è il seguente: la cosiddetta premialità del merito sarà collegata alle rilevazioni INVALSI? A me pare che la risposta non possa che essere negativa, giacché dove c'è scuola sofferente, lì occorre concentrare le risorse e gli "insegnanti migliori" (magari premiando quei migliori che accettano di lavorare nel disagio). Altri temono le derive "britanniche" dove scuole disagiate sono state chiuse in virtù dei risultati dei test standardizzati. Ritengo che chiarire questo punto, potrebbe consentire di aprire una seconda fase, scevra da diffidenze, capace di cogliere appieno e diffusamente le opportunità offerte dai test standardizzati. Il dibattito sul tema dovrebbe essere sostenuto da conferenze, seminari, occasioni di incontro, dibattito e discussione, ad esempio con le associazioni di insegnanti (parlo qui nella mia veste di segretario di ANIMat, Ass.ne Italiana Insegnanti di Matematica) che, assieme agli esperti INVALSI, possano promuovere in maniera più capillare le opportunità determinate dal Sistema Nazionale di Valutazione.

 
09/08/2010 - Conoscendo i termini della questione....... (annarita tiberio)

Nel mese di maggio,quando si sono svolte le prove Invalsi per le classi prime medie, proprio attraverso questa testata avevo espresso la mia contrarietà allo svolgimento delle prove, perché avevano creato non poche difficoltà nell’organizzazione della giornata e non poche lamentele tra i colleghi impegnati, propensi a boicottare le prove in futuro. Poi abbiamo fatto anche le altre prove, con ulteriori proteste e sfinimenti dei docenti coinvolti. Per prepararmi ad una prova concorsuale, proprio in questi giorni sto ultimando la lettura del libro del presidente Cipollone intitolato “Il capitale umano” e, la conoscenza dell’attuale situazione del sistema scolastico italiano, nonché del quadro europeo ed internazionale, all’interno del quale esso necessariamente si va a collocare, mi costringe a rivedere la mia posizione! Vero è che le reali motivazioni alla base della valutazione Invalsi, fino ad ora non mi erano state rese note da nessun canale! (il che la dice lunga sulla formazione permanente dei docenti, figuriamoci di altre categorie – almeno nella regione in cui io lavoro). Effettivamente, vista la complessità del sistema scuola, la valutazione è l’unico punto di partenza valido, perché da essa poi discenderanno tutte le modifiche o integrazioni necessarie! Mi auguro solo che, in questo punto del percorso, non intervengano decisioni politiche a far invertire la rotta e a far illudere i nostri figli!

 
09/08/2010 - I fondamenti della cultura della valutazione (enrico maranzana)

Le malattie, come per il morbillo, si diagnosticano dai segnali epidermici, così come l'affermazione "sapere che gli studenti incontrano difficoltà in certi campi fa sì che gli insegnanti si sforzino di approfondirli" esprime un'idea di scuola superata, non al passo con i tempi. Si approfondiscono le conoscenze! Gli apprendimenti evolvono e le capacità si promuovono! Curioso il fatto che le prove non siano state ad esse orientate perché mirano a sollecitare risposte molto più "sottili" come appare evidente dalla guida alla lettura della prova nazionale per la matematica elaborata dall'INVALSI. La confusione non aiuta la scuola .. e il suo controllo. Un altro aspetto critico riguarda la "crescita della cultura della valutazione": l'efficacia del controllo esterno è condizionata dall'esistenza del controllo interno [CFR. TU 297/94 il collegio dei docenti "valuta periodicamente l'andamento complessivo dell'azione didattica per verificarne l'efficacia in rapporto agli orientamenti e agli obiettivi programmati, proponendo, ove necessario, opportune misure per il miglioramento dell'attività scolastica"]: perché l'INVALSI tace sulla sistematica e generalizzata elusione della legge il cui rispetto è di vitale importanza per la funzionalità dell’istituto?