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SCUOLA/ Cipollone (Invalsi): ecco cosa abbiamo scoperto grazie ai test sugli studenti di terza media

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Il rapporto dice che il punteggio degli studenti nella prova standardizzata è risultato in media inferiore ai punteggi delle altre prove, ma che questo non dipende dalla difficoltà del test, anzi le evidenze che abbiamo dicono che i risultati sono coerenti con altre misure indipendenti dei livelli di preparazione dei ragazzi. Per esempio, la quota delle insufficienze nella prova nazionale è molto simile a quella dei ragazzi che nello scrutinio di giugno del primo anno di scuola superiore non è promosso o è rinviato allo scrutinio di settembre Nella stessa direzione va il confronto con la quota dei ragazzi con livelli di conoscenze insufficienti in italiano e matematica desumibile dall’Indagine OCSE-PISA sui quindicenni o IEA-TIMSS per matematica e scienze sugli studenti di terza media.

 

Qual è il dato più preoccupante e qual è oggi la grande sfida?

 

Il dato più preoccupante è la differenza fra scuole che si registra al Sud, a parità di indirizzo, di programmi e di modi di accesso al lavoro degli insegnanti. Certe scuole del Sud sono ottime, certe sono pessime, dipende dal territorio e da molti fattori esterni alla scuola. La sfida è dare opportunità attraverso la scuola alle fasce più deboli, vincere la differenza fra scuole buone e scuole non buone, andare nella direzione della qualità e quindi dell’equità vera.



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COMMENTI
10/08/2010 - le prove dell'Invalsi (luisella martin)

In pensione da più di due anni, dopo aver insegnato nella scuola media dell'obbligo (con entusiasmo e gioia: matematica-con impegno, studio e inventiva:scienze)finalmente sento che le prove oggettive dell'Invalsi sono ritenute cosa seria anche dagli insegnanti! Che gioia per me! Ho lottato tanto per cercare di cambiare la prova d'esame di matematica per la terza media, per dare agli alunni delle verifiche di matematica accessibili a tutti,per cercare di convincere alunni e genitori che l'errore é un modo personale di capire meglio l'argomento; ho frequentato molti corsi di aggiornamento che proponevano le stesse strategie...e non ero sola ad ascoltare le nuove tendenze pedagogiche! Forse la scuola non deve essere salvata(come ho intitolato il mio blog),forse ha solo bisogno di camminare più svelta, di correre, come sanno fare meglio i giovani.

 
10/08/2010 - Spiegare INVALSI al mondo della scuola (Paolo Fasce)

Il contributo che INVALSI sta dando, dopo le riflessioni nate attorno ad OCSE-PISA e a rilevazioni similari, è a mio giudizio significativo in quanto all'interno della scuola si sta sviluppando un dibattito sul concetto di valutazione, con possibili ricadute sulla didattica. Purtroppo sussistono resistenze dovute, a mio giudizio, principalmente ad un filone argomentativo che è il seguente: la cosiddetta premialità del merito sarà collegata alle rilevazioni INVALSI? A me pare che la risposta non possa che essere negativa, giacché dove c'è scuola sofferente, lì occorre concentrare le risorse e gli "insegnanti migliori" (magari premiando quei migliori che accettano di lavorare nel disagio). Altri temono le derive "britanniche" dove scuole disagiate sono state chiuse in virtù dei risultati dei test standardizzati. Ritengo che chiarire questo punto, potrebbe consentire di aprire una seconda fase, scevra da diffidenze, capace di cogliere appieno e diffusamente le opportunità offerte dai test standardizzati. Il dibattito sul tema dovrebbe essere sostenuto da conferenze, seminari, occasioni di incontro, dibattito e discussione, ad esempio con le associazioni di insegnanti (parlo qui nella mia veste di segretario di ANIMat, Ass.ne Italiana Insegnanti di Matematica) che, assieme agli esperti INVALSI, possano promuovere in maniera più capillare le opportunità determinate dal Sistema Nazionale di Valutazione.

 
09/08/2010 - Conoscendo i termini della questione....... (annarita tiberio)

Nel mese di maggio,quando si sono svolte le prove Invalsi per le classi prime medie, proprio attraverso questa testata avevo espresso la mia contrarietà allo svolgimento delle prove, perché avevano creato non poche difficoltà nell’organizzazione della giornata e non poche lamentele tra i colleghi impegnati, propensi a boicottare le prove in futuro. Poi abbiamo fatto anche le altre prove, con ulteriori proteste e sfinimenti dei docenti coinvolti. Per prepararmi ad una prova concorsuale, proprio in questi giorni sto ultimando la lettura del libro del presidente Cipollone intitolato “Il capitale umano” e, la conoscenza dell’attuale situazione del sistema scolastico italiano, nonché del quadro europeo ed internazionale, all’interno del quale esso necessariamente si va a collocare, mi costringe a rivedere la mia posizione! Vero è che le reali motivazioni alla base della valutazione Invalsi, fino ad ora non mi erano state rese note da nessun canale! (il che la dice lunga sulla formazione permanente dei docenti, figuriamoci di altre categorie – almeno nella regione in cui io lavoro). Effettivamente, vista la complessità del sistema scuola, la valutazione è l’unico punto di partenza valido, perché da essa poi discenderanno tutte le modifiche o integrazioni necessarie! Mi auguro solo che, in questo punto del percorso, non intervengano decisioni politiche a far invertire la rotta e a far illudere i nostri figli!

 
09/08/2010 - I fondamenti della cultura della valutazione (enrico maranzana)

Le malattie, come per il morbillo, si diagnosticano dai segnali epidermici, così come l'affermazione "sapere che gli studenti incontrano difficoltà in certi campi fa sì che gli insegnanti si sforzino di approfondirli" esprime un'idea di scuola superata, non al passo con i tempi. Si approfondiscono le conoscenze! Gli apprendimenti evolvono e le capacità si promuovono! Curioso il fatto che le prove non siano state ad esse orientate perché mirano a sollecitare risposte molto più "sottili" come appare evidente dalla guida alla lettura della prova nazionale per la matematica elaborata dall'INVALSI. La confusione non aiuta la scuola .. e il suo controllo. Un altro aspetto critico riguarda la "crescita della cultura della valutazione": l'efficacia del controllo esterno è condizionata dall'esistenza del controllo interno [CFR. TU 297/94 il collegio dei docenti "valuta periodicamente l'andamento complessivo dell'azione didattica per verificarne l'efficacia in rapporto agli orientamenti e agli obiettivi programmati, proponendo, ove necessario, opportune misure per il miglioramento dell'attività scolastica"]: perché l'INVALSI tace sulla sistematica e generalizzata elusione della legge il cui rispetto è di vitale importanza per la funzionalità dell’istituto?