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SCUOLA/ Dai saperi alle competenze: troppi malintesi, pochi risultati

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La seconda questione riguarda l’orientamento del sistema scuola: la specificazione delle sue finalità. La legge 53/2003 prefigura due itinerari: il primo riguarda i processi d’apprendimento, mentre il secondo, indirizzato verso la spiritualità e la moralità, attiene alla comunicazione non verbale e richiede ai docenti d’essere autorevoli, credibili, coinvolti, disponibili all’ascolto e all’accettazione dell’altro, capaci di mettersi in discussione e d’entusiasmarsi …

 

In questo scritto ci si interesserà del primo aspetto, regolato dalla norma che stabilisce: il sistema scolastico deve “assicurare a tutti lo sviluppo di capacità e di competenze, attraverso conoscenze e abilità .. coerenti con le attitudini e le scelte personali, adeguate all'inserimento nella vita sociale e nel mondo del lavoro”.

La disposizione è un raffinamento, un chiarimento della natura e del contenuto delle tre responsabilità della scuola. La sua formulazione generale deve essere approfondita per specificarne l’oggetto.

La scuola deve essere un’organizzazione in cui lo studente e le sue potenzialità sono cardine e traguardo, un’organizzazione che concepisca l’istruzione come messa a punto e gestione di significative occasioni di apprendimento che utilizzano conoscenze e abilità come spazi operativi, come strumenti di lavoro. A tal fine bisogna attribuire un significato preciso alle parole “capacità” e “competenza”.

 

Si consideri la prima. L’elenco delle capacità che lo studente deve maturare costituisce la road map per la programmazione d’istituto: capacità di scegliere e di prendere decisioni, capacità di progettare, capacità di argomentare, capacità di costruire modelli, capacità organizzativa, capacità di comunicare. L’elenco delle capacità da sviluppare nello studente deve essere condiviso da tutte le componenti scolastiche.

Non è consigliabile affrontare tale puntualizzazione come se si trattasse di un dizionario: la costituzione di esaurienti relazioni biunivoche lemma-significato potrebbe essere impossibile. Due esperienze esterne alla scuola possono facilitare la comprensione. 1. Alla presentazione di test volti a misurare il quoziente d’intelligenza è stato chiesto agli esperti che avevano ideato i questionari: “Cos’è l’intelligenza?” “L’intelligenza è quella qualità che i nostri test misurano”, è stata la risposta; 2. nelle aule giudiziarie la valutazione della capacità di intendere si fonda su batterie di prove che consentono di rilevare, discriminare e classificare comportamenti.

 

Anche per il caso in esame è opportuno privilegiare la pragmatica rispetto all’esaustività: le capacità saranno descritte facendo riferimento alle modalità del loro manifestarsi, evitando i meandri di problematiche antropologiche. Si prenda ad esempio la capacità “costruire modelli” per individuare i descrittori delle fasi del suo evolvere: assumere un punto di vista mirato al problema da risolvere; selezionare i dati disponibili/reperire quelli necessari; sintetizzare organicamente dati e relazioni; validare il prodotto confrontando obiettivi..risultati.

 

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COMMENTI
18/09/2010 - Commento all'articolo (umberto perini)

Vivissimo ed apprezzabile il richiamo agli obiettivi degli organi collegiali relativi al modello introdotto dai decreti delegati del '74. La chiarezza con cui viene esplicitato il concetto di sistema educativo di istruzione e informazione ripropone con forza le definizioni di capacità, competenze, abilità. E' un dato di fatto che molti docenti previlegiano l'abilità a scapito delle capacità e delle competenze. Ci voleva un articolo così per far riflettere il docente sul proprio operato.