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SCUOLA/ Dai saperi alle competenze: troppi malintesi, pochi risultati

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Si conviene di chiamare abilità una delle fasi ora elencate, non ulteriormente scomponibili; si chiama invece capacità l’insieme ordinato delle fasi. Ne discende: le capacità sono dei processi che evolvono passando da uno stato allo stato successivo, mentre le abilità rappresentano operazioni elementari, sottordinate alla classe delle capacità.  

Si ricorda che in geometria prima si identifica una figura, poi la si definisce utilizzando un procedimento riduzionistico: il cilindro si ottiene ruotando un rettangolo, che è un quadrilatero, formato da segmenti, i quali derivano dal punto che, essendo una primitiva, conclude la scomposizione. Si tratta di un procedimento che, come è avvenuto per le capacità, muove dal tutto verso le parti.

 

Si prenda ora in considerazione la parola “competenza” che è la manifestazione delle capacità e delle abilità, visibili e osservabili nel momento in cui si affrontano specifiche, concrete situazioni. Competenza è termine non primitivo, è scomponibile negli enti primitivi capacità/abilità e nel contesto operativo [conoscenze...]. Nella scuola le competenze si manifestano nei comportamenti esibiti dagli studenti che affrontano un compito.

 

L’impatto formativo/educativo delle competenze è funzione del loro contenuto. Divergenti gli esiti delle azioni che mirano a sollecitare capacità da quelle che mirano a indurre abilità. Le prime valorizzano lo studente e le sue qualità, come la competenza generale: “è in grado di presentare una sintesi rigorosa di una situazione, interpretata da uno specifico punto di vista”, che rende visibile la capacità “costruire modelli”. Le seconde, che presuppongono abilità, sono competenze specifiche e hanno come riferimento ambiti chiusi e circoscritti come, ad esempio: “Riconoscere sostanze acide e basiche tramite indicatori” che mostra il possesso dell’abilità di riconoscere. [Cfr. indicazioni, nuovi programmi Ist. Tecn.- scienze integrate].

 

Un sistema scolastico in grado di sviluppare le desiderate competenze generali implica l’unitarietà sinergica di tutti gli insegnamenti. La categoria “capacità” non appare tra gli obiettivi dell’apprendimento dei recenti documenti di riordino della scuola, appiattiti sulle sole abilità. Un’assenza molto significativa.

 

Si consideri ora la funzione “istruzione”. Il sistema scolastico è finalizzato allo sviluppo di capacità e competenze, assi portanti dei processi d’apprendimento: apprendere e imparare non sono affatto sinonimi, designano piuttosto concezioni contrapposte. E sono forme verbali che conducono a modelli di scuola profondamente diversi. Il primo ha come fondamento lo studente e le sue qualità, il secondo, tipico delle culture statiche, è orientato alla trasmissione delle conoscenze disciplinari.

 

Può essere opportuno ricordare che la dinamica degli insuccessi scolastici registra il picco quando, negli ultimi due anni della scuola primaria, inizia l’introduzione sistematica dello studio delle nozioni trasmesse dai libri di testo. Questa considerazione riapre la questione inizialmente posta: le ordinarie lezioni cattedratiche, oltre a non essere efficaci rispetto ai traguardi istituzionali, possono ostacolare la promozione e il potenziamento di competenze.

 

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COMMENTI
18/09/2010 - Commento all'articolo (umberto perini)

Vivissimo ed apprezzabile il richiamo agli obiettivi degli organi collegiali relativi al modello introdotto dai decreti delegati del '74. La chiarezza con cui viene esplicitato il concetto di sistema educativo di istruzione e informazione ripropone con forza le definizioni di capacità, competenze, abilità. E' un dato di fatto che molti docenti previlegiano l'abilità a scapito delle capacità e delle competenze. Ci voleva un articolo così per far riflettere il docente sul proprio operato.