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SCUOLA/ L'inizio? Né programmi, né cattedre, ma persone

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La scuola riprende il suo cammino e lo fa a tentoni, alla ricerca affannosa di un punto di forza che renda affascinante l’avventura del nuovo anno. E più si cerca nella scuola il punto da cui ripartire più sono i problemi a scoppiare, rendendo faticoso e impervio l’avvio.

 

E’ un anno che comincia con 20mila precari che rischiano di non avere il posto di lavoro, è un anno che inizia con insegnanti di ruolo sballottati da una parte e dall’altra, è un anno che inizia con una incertezza di fondo su una nuova didattica, quella della riforma, da cui si aspetta ciò che non darà, è così l’inizio che si prospetta dal di dentro della scuola, di fatto un non-inizio, un intrico di problemi che paralizza i meglio intenzionati o che si disperde nel lamento e nella protesta.

 

A questo panorama, che una volta avrebbe nutrito la virulenza famelica dell’ideologia, oggi si tenta di rispondere con l’analisi, come se identificando i vari tasselli di questa costruzione malferma che si chiama scuola si possa rimediare agli errori e si possano ridare le motivazioni per rifare una scuola finalmente nuova.

 

Sono analisi interessanti, che portano a vedere scorci reali del mondo della scuola, ma come tutte le analisi non sono sufficienti, manca loro qualcosa per poter ridare la forza di un nuovo inizio. Tra queste analisi val la pena di citare quelle di Alessandra Farkas e di Giovanni Belardelli.

 

Alessandra Farkas rilancia le tesi sui giovani di cui il New York Times si è fatto portavoce, riportando le argomentazioni dello psicologo Jeffrey Jensen Arnett. L'immagine che ne esce è quella di una generazione di ventenni che si trova bene dentro un tempo asettico, un lungo periodo in cui è possibile rimandare ogni decisione. Secondo il New York Times quello dei giovani d'oggi è un mondo diverso da quello del disimpegno ideale che si è affermato con il crollo delle ideologie, falsamente considerate ideali, è un mondo in cui si può vivere senza decidere nulla.

 

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COMMENTI
02/09/2010 - Le persone sorridono? (Sergio Palazzi)

Certo, Gianni, le persone. La voglia di andare loro incontro. Il sorriso nel salire le scale, ieri mattina, vedere tanti colleghi tra cui ci sono persone meravigiose: magari non tutte, vabbé. E stamattina gli scritti di riparazione, e di colpo un velo, appena un velo più cupo (faccio anch'io il poeta, collega Labella, è un bel giorno di fine estate). Certo, il giorno di uno scritto che decide le sorti estreme non è quello in cui ti aspetti frizzi e lazzi. Ma non molti, tra i penitenti, avevano un sorriso di consapevolezza del lavoro fatto per ricominciare; quanti invece con la stessa smorfia ingrugnita di fine maggio. Sono questi che mi spaventano: le persone che io, che noi vogliamo incontrare, cui vogliamo portare la nostra esperienza prima ancora che la nostra competenza, per farli innamorare del sapere o solo per aiutarli a costruirsi un futuro. Ma sorridono poco. Sembrano lì per sbaglio, senza che gli importi di quel che una quindicina di professionisti può offrirgli. Chi siede lì di fronte è una persona unica, in un momento della sua vita irripetibile e fondamentale, cui ho scommesso di dare il meglio di me anche solo due ore alla settimana. Ma hanno voglia di interagire, di farsi accompagnare fuori dal rumore indistinto in cui passiamo i giorni e le sere? Cosa posso inventare per far sì che siano un po' di più i sorrisi di contentezza nell'entrare a scuola: come alcuni che, grazie al cielo, stamattina ho avuto la fortuna di incrociare e spero di avere ben ricambiato?

 
02/09/2010 - Quanta poesia.... (Franco Labella)

Nelle ultime due settimane ho letto gli articoli di Israel, Cominelli ed oggi questo di Mereghetti. Quanta poesia, quanti concetti profondi e nobili parole. Pochi commenti.... ma sarà perchè siamo ancora in estate. Non mi è capitato, però,di trovare in nessuno dei tre articoli un riferimento concreto a scelte di politica scolastica, diciamo così per essere buoni, condotte in assoluta solitudine da un Ministro e dai suoi collaboratori. Il Ministro Gelmini partecipa a "Cortinaincontra" o va in tv a farsi intervistare. Non si ha notizia di un suo tour nelle scuole dove ci sono le "persone" di cui parla anche Mereghetti. Comincia un nuovo anno scolastico caratterizzato dal tornado del riordino delle superiori. Perchè Israel, Cominelli e Mereghetti, oltre che scrivere articoli così densi, non si fanno promotori di un ciclo di incontri, nelle scuole di tutta Italia, con la partecipazione del Ministro? Così uniamo poesia e toni aulici, riflessioni profonde e filosofia pedagogica alla concretezza del dialogo con la scuola. Quella vera dove operano i tanto discussi docenti. Persone, appunto, con le quali non dialoga nessuno per cui le considerazioni di Belardelli sul Corriere acqusitano significato ancor piu' pregnante. Buon anno scolastico a chi lavora nella scuola Prof. Franco Labella Ps: spero che i redattori facciano un regalo ad un insegnante (il sottoscritto):siccome è inizio d'anno, siate buoni e pubblicate (possibilimente senza censure) questo commento. Grazie

 
02/09/2010 - Non chi dice Signore, Signore (enrico maranzana)

"Se chi insegna fosse veramente cristiano, insegnerebbe .. con più pazienza, con più adattabilità, pronto a valorizzare osservazioni che venissero dagli scolari, pronto a rispondere a domande insistenti, anche troppo analitiche, che gli scolari facessero: insomma, una disponibilità alle esigenze della scolaresca che si chiama carità". L’insegnamento per competenze risponde appieno all’enunciato: l’individuo e le sue qualità sono il fondamento del servizio scolastico. L’insegnamento per competenze è stato introdotto nel nostro ordinamento cinquant’anni fa .. ma nessuno se ne è accorto, colpevolmente. Nelle classi si continua a far lezione .. il docente parla, parla e i giovani ripetono. Nelle aule non si FA matematica, non si FA filosofia .. solo nelle palestre si lavora sulle competenze. Quando un docente di educazione fisica prepara una prova di salto in alto non sanziona gli errori ma li utilizza come fonte d’informazione per perfezionare le prestazioni.