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UNIVERSITA’/ È realmente possibile una riforma senza oneri per lo stato?

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Occorre il vincitore unico, cioè: concorsi con tanti vincitori quanti sono i posti messi a concorso». Al contrario col sistema delle idoneità non c’è un solo vincitore ma più candidati che, se dichiarati idonei, possono essere chiamati, entro un tot di tempo, da altre sedi universitarie. «Con i concorsi della riforma Berlinguer – osserva la professoressa – si sono date tantissime idoneità che hanno gettato le basi per un mare di chiamate».


Nell’ottica della responsabilizzazione degli atenei si collocano poi le linee guida per la riorganizzazione, che prevedono una forte razionalizzazione delle facoltà (in sostanza sarebbero assorbite dai Dipartimenti, accorpando così la gestione della didattica e quella della ricerca), per le quali il ministero fissa un numero massimo; il rafforzamento dei poteri del rettore, che però diventa ineleggibile dopo due mandati quadriennali e il rafforzamento del Consiglio di amministrazione, che viene aperto alla presenza di personalità esterne al mondo accademico.


«L’introduzione di una figura come quella del direttore generale può essere un buon principio», nota ancora il preside Franzini, il quale però, da bravo umanista, mette in guardia dalla concezione aziendalista. «L’università è una scuola da un lato e un centro di ricerca libera dall’altro. È giusto dirigere “bene” un’università, ma senza dimenticare alcuni principi di fondo. Occorre allargare alcune competenze del Senato accademico, permettendo che siano presenti anche i responsabili della didattica, che rappresentano ampie fasce di settori disciplinari, anche “minori” e non “aziendali”».

 

La tanto agognata valutazione, cardine della già citata rivoluzione del merito, sarà compito dell’Anvur, la nuova Agenzia di valutazione del sistema universitario e di ricerca che manda in pensione il Cnvsu (che valuta le università) e il Civr (primo tentativo di valutazione della ricerca nato su impulso del ministro Moratti). I pareri di questa agenzia, sottoposta alla vigilanza del ministero e della Corte dei Conti, sono determinanti al fine dell’attribuzione dei contributi del Fondo di finanziamento ordinario attribuiti sulla base del merito.

 

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