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SCUOLA/ La Riforma non risparmia il Classico dalla "sfida" tra antichi e moderni

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A togliere ulteriori preoccupazioni è venuta, infine, la sostanziale conferma del numero di iscrizioni registrato dai classici per l’anno scolastico in corso: secondo i dati forniti dal servizio statistico del Miur (e sovvertendo le più pessimistiche previsioni) gli iscritti al Liceo classico, considerato anche il travaso al Liceo linguistico di quanti si iscrivevano ai corsi di bilinguismo del classico, sarebbero addirittura in leggero incremento.

 

Proprio quest’ultimo dato permette di trarre alcune conclusioni. I cambiamenti - soprattutto quelli difficoltosi e dolorosi, e per molti la riforma Gelmini è stata tale - costringono ad aguzzare l’ingegno e a mettersi in azione per ritrovare o ricostruire strade che si sono smarrite: ebbene, per i licei classici il nemico, tanto più forte quanto meno percepito, è l’immobilismo didattico e culturale.

 

Le iscrizioni al classico esprimono, infatti, una duplice esigenza delle famiglie: da un canto, quella di una robusta, ed approfondita istruzione, capace di porre lo studente nelle condizioni di affrontare gli studi universitari; dall’altro vi è la richiesta di un aiuto sostanziale e qualificato per poter affrontare il complessivo impegno educativo dei figli, nell’assolvere il quale le famiglie stesse si percepiscono, sempre più frequentemente, inadeguate.

Una scuola abbarbicata ad un culto della civiltà passata che sia però incapace di “aggredire” il presente è destinata a scomparire tra muffe e ragnatele.

 

(Primo di due articoli)

 

 



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COMMENTI
29/09/2010 - Le lingue (Gianfranco Porcelli)

Molti di coloro che appartengono alle classi dirigenti si vantano di conoscere il greco antico e non si vergognano di non sapere spiccicare una parola in alcuna lingua europea moderna. Le conseguenze le paghiamo non solo a Bruxelles e Strasburgo ma un po' dappertutto. Nella scuola, italiano, latino e graco non sono lingue ma "lettere" e anche questo la dice lunga. E' questo che si vuole perpetuare?

 
28/09/2010 - Vendere o formare? (enrico maranzana)

"Una scuola abbarbicata ad un culto della civiltà passata che sia però incapace di 'aggredire' il presente è destinata a scomparire tra muffe e ragnatele" è un enunciato che l'argomentazione svolta non applica, anzi calpesta. La scuola è un sistema è come tale bisognava trattarla. Lo scritto non fa cenno alla strumentalità delle materie e dei relativi argomenti rispetto alla finalità formative/educative, non percepisce la problematica sinergica, non fa cenno agli obiettivi dell'apprendimento dei nuovi regolamenti che, nonostante il loro sbilanciamento sul versante della conoscenza, hanno modificato l'assetto gestionale della scuola. In altri termini: è come se fosse stato descritto un ponte romano senza far alcun riferimento alla chiave di volta. Una seconda notazione riguarda l'origine della frase: "Il nemico, tanto più forte quanto meno percepito, è l’immobilismo didattico e culturale": non è la dinamica della società il nodo critico ma, come avviene nelle società di marketing, il successo nell’incremento del numero delle iscrizioni.

RISPOSTA:

Caro Maranzana, "lo scritto non fa cenno... non percepisce... non fa cenno...". Io alla fine leggo "primo di due articoli". Ma può darsi che si legga solo sul mio pc. Grazie, ff

 
28/09/2010 - E' sparito anche il Diritto (Franco Labella)

Vorrei far sapere ai lettori che, come giustamente sottolineato da Pennisi, sono sparite, senza valutazione alcuna, le sperimentazioni precedenti. Per modeste ragioni di bottega (insegno questa disciplina in via di estinzione perchè non serve) vorrei anche far sapere che dai Licei Classici (anzi da tutti i Licei escluso quello delle Scienze Umane) è stata eliminata, perciò, quella inutile disciplina chiamata "Diritto ed Economia". Tanto a che volete serva studiarla nel 2010? Peccato, però, che come è accaduto per il copia/incolla del Progetto Allenati per la vita (quello del tiro con la pistola e i saggi ginnico-militare per intenderci), ci dicono idea originaria di Fioroni, l'attuale Ministro Gelmini abbia omesso di togliere la parte relativa al propedeutico studio (così è scritto) del Diritto Internazionale come della Costituzione. Insomma un copia/incolla un po' malfatto, a quanto pare.

 
28/09/2010 - un'altra sfida per la Riforma e per il Classico (Michele Borrielli)

L'articolista giustamente scrive: "Le iscrizioni al classico esprimono, infatti, una duplice esigenza delle famiglie: da un canto, quella di una robusta, ed approfondita istruzione, capace di porre lo studente nelle condizioni di affrontare gli studi universitari(...)". La domanda è se per quanto riguarda la formazione scientifica questo obiettivo possa essere raggiunto e come. A mio parere sì, ad una condizione: che, per quanto riguarda la formazione Chimica dei futuri liceali, venga loro garantito ciò che viene garantito agli alunni degli attuali e futuri istituti tecnici e professionali, e cioè che essi possano apprendere la Chimica non da docenti laureati in scienze naturali o biologiche, come avviene ora, ma da docenti laureati in discipline chimiche della attuale classe A013. Cosa realizzabile anche nel quadro dei nuovi regolamenti e delle indicazioni nazionali semplicemente affidando ai soli docenti laureati in discipline chimiche della attuale classe di concorso A013, futura A-33, l'insegnamento "scienze naturali" nel terzo e quarto anno dei futuri Licei classico e scientifici tradizionale e delle scienze applicate. E' una proposta che è stata recentemente fatta al Ministro Gelmini da parte del Consiglio Nazionale dei Chimici, un organo istituzionale della Repubblica, ed è riportata in http://www.chimici.it/cnc/fileadmin/novita/prot_500_10_Ministro_Gelmini.pdf.pdf . La scuola italiana resisterà a pressioni lobbistiche di docenti della A060 contrari a questa proposta?