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SCUOLA/ Ma chi è il buon insegnante? Un dilemma lungo 30 anni...

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«Nel 1960 gli insegnanti erano poco più di trecentomila, oggi sono oltre ottocentomila, reclutati in modo tumultuoso e disordinato, senza alcun processo di omogeneizzazione… Evidentemente l’omogeneità e la compattezza che il sistema aveva venti anni fa si sono grandemente attenuate sulla spinta della eterogeneità delle motivazioni, delle aspettative, degli atteggiamenti, delle competenze di questa vasta massa di persone». (XVIII Rapporto, 1984)

 

«Negli ultimi quattro anni, gli insegnanti sono aumentati di 14.000 unità, contro un calo di 300.000 alunni... La legge 270 ha attivato forti meccanismi di reclutamento degli insegnanti: dal 1981 sono stati immessi nei ruoli della scuola statale 200.000 unità su un totale di 800.000 insegnanti: dunque, circa un quarto dei docenti è stato formalmente assunto negli ultimi cinque anni. Certamente appare paradossale che un reclutamento così massiccio sia avvenuto proprio nel momento in cui più evidente si delineava il fenomeno del decremento demografico… d’altra parte è necessario ricordare che una buon parte di questi “duecentomila” erano già presenti nella scuola come insegnanti, sia pure a titolo precario (solo 80.000 a seguito di regolare concorso, il 40,1%, ndr)... La legge 270 impedisce che si riformi il precariato stabile; ma è certo da considerare per il futuro la possibilità del consolidarsi di un’area di precariato “saltuario”». (XIX Rapporto, 1985) 

 

 

 



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COMMENTI
20/02/2011 - Chi è un insegnante? (luisella martin)

Mi permetto di omettere l'aggettivo "buono". Rispondo: l'insegnante è una persona che ama trasmettere ai giovani le cose importanti che ha imparato, concordando con ciascuno di loro un metodo efficace per un apprendimento che duri oltre gli anni scolastici, per tutta la vita. Mi sono accorta che molte persone non hanno nessuna voglia di insegnare agli altri quello che sanno; d'altra parte, poche persone saprebbero riferire i punti salienti del proprio metodo di ricerca. L'esperienza che ho maturato frequentando come studentessa le scuole in Piemonte e Lombardia mi hanno fornito un'immagine della scuola molto diversa da quella che mi sono formata insegnando al centro e al sud. Il motivo, secondo me, è che al nord c'era varietà di posti di lavoro e faceva l'insegnante solo chi amava farlo. A una collega di Lecce che si stava laureando in matematica e lamentava quanta fatica le costasse preparare la tesi,chiesi: "Non ti piace studiare matematica?" Mi rispose, inaspettatamente: No! "E allora perché hai scelto questa facoltà?" Lei mi rispose che l'aveva fatto perché quella di matematica era l'unica graduatoria che dava possibilità di lavoro. Morì pochi mesi dopo, lasciandomi molta tristezza, ma se fosse vissuta avrebbe faticato molto ad essere una buona insegnante, come meritava, essendo una persona buona e bella dentro. Permettiamo ai nostri giovani di scegliere il loro futuro, creando possibilità per ciascun talento, non riempiendo le scuole di insegnanti ai lavori forzati!

 
29/09/2010 - La MOTIVAZIONE è alla base del FATTORE UMANO (Claudio Cavalieri d'Oro)

Il tema è fondamentale, abbiamo giovani ignoranti, vuoti, annoiati, incoscienti e irresponsabili; cosa faranno da grandi? Quale sarà la qualità di coloro che costruiranno il futuro della nostra Società? Certo la famiglia è fondamentale, ma anche le famiglie sono il prodotto della attuale nostra Società, e la SCUOLA ha una RESPONSABILITA' drammaticamente importante in tutto ciò. Non c'è dubbio che la Scuola sia fatta di "programmi", di "strutture", di "organizzazione", ma non possiamo dimenticare che CHI forma gli esseri umani che saranno gli adulti del futuro della nostra Società sono esseri umani a loro volta, il FATTORE UMANO è (o dovrebbe essere) il Fattore più importante in assoluto in una SCUOLA DEGNA di questo nome. Alla base del Fattore Umano c'è un altro "fattore" che si chiama MOTIVAZIONE. Cosa stiamo facendo per "motivare" gli insegnanti? Non per "incentivarli" bensì per MOTIVARLI, il chè è tutta un'altra cosa. Cosa sanno, e sopratttutto cosa sono "capaci di fare" i nostri insegnanti per "motivare" i propri allievi? Nessun insegnante potrà mai essere esaustivo nel poco tempo dedicato alle lezioni, gli allievi dovranno inevitabilmente STUDIARE, perciò il vero e fondamentale compito di un BUON INSEGNANTE è quello di FAR AMARE LA MATERIA da lui/lei insegnata, far appassionare gli allievi e perciò motivarli allo studio e all'approfondimento. Mi duole dire che nonostante anni di contatti personali, ancora non trovo chi abbia veramente voglia di fare seriamente qualcosa.

 
29/09/2010 - Dopo 30 anni bisognerebbe tirare le somme (enrico maranzana)

"I temi oggi dibattuti sono presenti da più di trent’anni, e nessun governo, di nessun colore, pare aver preso coscienza della situazione, o aver manifestato una precisa volontà di affrontarli a partire dalla qualità della scuola, e non a partire dalla tutela dei docenti occupati". E’ vero, per una ragione ben precisa. Il mandato che il governo riceve ha natura esecutiva, deve garantire, sorvegliando, che l’attività delle scuole fluisca nell’alveo istituzionale. Se i governanti avessero onorato il mandato ricevuto si sarebbero accorti che la finalità della scuola, che il legislatore ha modificato (centralità all’apprendimento = capacità e competenze) non ha prodotto alcun cambiamento nel servizio: evidentemente i POF e, in particolare, il paragrafo valutazione non sono stati letti. Ma c’è di più: i nuovi regolamenti di riordino invece di abbattere gli ostacoli che si sono frapposti all’innovazione, hanno accettano supinamente e confermato la silenziosa, diffusa contestazione all’ammodernamento.