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SCUOLA/ Cari colleghi, non facciamoci "adottare" dai libri

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Nel contrapporre il libro di testo e il web si possono generare degli equivoci se non si definisce quale siano i ruoli per cui si usa la rete. Il caso più semplice è usarla come una copisteria, scaricando testi pdf o simili, magari da stampare in tutto o in parte su carta; sta ad etica e buon senso farlo con materiale open source e non con roba piratata.

Nel secolo scorso, in un istituto ancora povero di computer e connessioni e con la disapprovazione della preside, scaricavo da casa mia tutti i testi che trovavo, portandoli sull'unico pc del laboratorio con una cartuccia ZIP100 (le ricordate?); chi aveva un pc a casa poteva farne copia. 

Eravamo ben pochi, allora, ad avere pubblicato interi testi web in italiano: ciò significava sforzare gli studenti all'uso dell'inglese, che è cosa buona anche se ti guardano male. Non era però molto diverso da una lezione tradizionale con l'uso di fotocopie, anche se avevo poche alternative, vista la specializzazione del nostro programma sperimentale e l'assenza di monografie che lo coprissero ragionevolmente.

 

Da allora i materiali disponibili in italiano si sono moltiplicati all'inverosimile: non credo vi siano materie per le quali docenti e consigli di classe coraggiosi non possano trovare gratuitamente volumi e dispense che li svincolino interamente dalle case editrici; anche stampandoli su carta in un centro copia il costo è contenuto.

D'altro canto, il libro di carta ha tanti vantaggi: si sfoglia rapidamente, stimola la memoria visiva, è materialmente più durevole; uno dei pionieri del web aggiungeva che si può portare anche in bagno: ma non c'erano ancora i Kindle.

 

La reale differenza nell'insegnare con la rete non è però nella forma fisica del testo, ma nel fatto di disporre con grande rapidità di molti testi, immagini, filmati, software; nella possibilità di navigare scegliendo liberamente, magari ogni volta, i materiali da proporre. Pochi anni dopo le suddette fatiche potevo insegnare con un portatile e un proiettore collegati in rete, in ognuna delle mie aule e ogni volta che volevo. Era semplice perché ero l'unico a farlo con regolarità e quindi non faticavo ad appropriarmi degli apparecchi: quello dell'hardware, che costa, è delicato ed obsolescente (sia le lavagne multimediali sia i lettori portatili) è però un problema serio, se si vuole informatizzare intensivamente la scuola, e merita una discussione a parte.


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COMMENTI
04/09/2010 - insegnare per competenze e supporti informativi (enrico maranzana)

E' vero: diamo ai libri di testo la giusta collocazione, non deleghiamo agli editori le nostre responsabilità, individuiamo gli strumenti idonei per completare la nostra progettazione. E' il messaggio contenuto nei nuovi regolamenti che individuano nel laboratorio l'insostituibile modalità del lavoro di classe. Il significato di tale impostazione può essere apprezzata solo se si supera l'imprecisa terminologia e la confusione concettuale oggi imperanti: l'apprendimento, finalità istituzionale, riguarda i comportamenti.. nei comportamenti si manifestano le competenze .. dalle competenze traspaiono le capacità e le abilità. Quale carica eversiva è contenuta nell’associazione insegnamento/apprendimento, ove l'apprendere è sinonimo di imparare!