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SCUOLA/ Cari colleghi, non facciamoci "adottare" dai libri

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 Integrando i materiali avevamo eliminato il libro di testo, non l'avevamo semplicemente sostituito. Chi usa la rete sa tuttavia che questo approccio può essere molto più time consuming di frugare in uno scaffale, pur disponendo di una banda sufficiente, e che aumenta anche il rapporto fra robaccia e cose utili trovate. Mantenendo la flessibilità di poter cambiare idea o seguire sentieri diversi in funzione del riscontro della classe (torniamo a Florenskij!), un requisito per la didattica web è quindi che il docente sappia prima cosa cercare, dove e come. Lo diciamo brutalmente? Molto lavoro non retribuito nella preparazione ed un grande sforzo di attenzione in aula per non divagare. Chi lo vuol fare deve esserne conscio e convinto, per non intraprendere un percorso velleitario che potrebbe presto spegnersi nella noia.

 

L'ulteriore salto di qualità è rielaborare quello che alcuni innovatori, negli anni 50, chiamavano metodo Gutenberg. Sovrasemplificando, l'idea era che fosse assurdo sprecare il docente ed il tempo di lezione per riempire lavagnate di parole o dettare appunti, usando un costoso libro solo come eventuale appendice postuma. Anticipando agli studenti, in modo critico, le parti del testo da esaminare per le lezioni successive, il rapporto interpersonale, il ruolo del maestro stava nel guidare e far progredire lo studio già avviato. Credo che Frank Lambert, il nonagenario chimico creatore di Gutenberg ed ancora attivo sul web, sia d'accordo sull'incredibile sviluppo che si ha usando non soltanto un libro ma, interattivamente, tutto il cyberspazio; ma qui, a maggior ragione, va ulteriormente approfondito l'atteggiamento che deve avere l'insegnante, perché non si riduca a "per la prossima volta guardate da pag. x a pag. y", con l'aggravante che almeno da pag. x a pag. y il numero di informazioni è limitato ed ordinato.


Oggi i nuovi testi devono essere gemellati con la rete. Ne ho visti ancora pochi in italiano; ne conosco in altre lingue, nati per mercati più esperti nell'uso di queste forme: mi entusiasmano poco. E' raro che siano interamente originali, la parte web spesso si riduce a supporti che con un po' di sforzo si trovano tranquillamente altrove. Ma il vero lavoro in rete comincia dove tali contenuti finiscono: tra "libro di testo in adozione" e didattica aperta, quel che stride non è l'idea di libro, ma quella di testo in adozione. E' questo che rende quel libro uno strumento chiuso; sarebbe triste riproporre la stessa logica sul web.



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COMMENTI
04/09/2010 - insegnare per competenze e supporti informativi (enrico maranzana)

E' vero: diamo ai libri di testo la giusta collocazione, non deleghiamo agli editori le nostre responsabilità, individuiamo gli strumenti idonei per completare la nostra progettazione. E' il messaggio contenuto nei nuovi regolamenti che individuano nel laboratorio l'insostituibile modalità del lavoro di classe. Il significato di tale impostazione può essere apprezzata solo se si supera l'imprecisa terminologia e la confusione concettuale oggi imperanti: l'apprendimento, finalità istituzionale, riguarda i comportamenti.. nei comportamenti si manifestano le competenze .. dalle competenze traspaiono le capacità e le abilità. Quale carica eversiva è contenuta nell’associazione insegnamento/apprendimento, ove l'apprendere è sinonimo di imparare!