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WALL STREET JOURNAL/ Amy Chua (Yale): Inflessibili e “spietate”. Ecco perché noi madri cinesi siamo migliori

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LA DISCIPLINA DELLE MADRI CINESI - Regole ferree e disciplina militare: sono i suggerimenti contenuti in “Perché le madri cinesi sono superiori” per trasformare i propri figli in eccellenze in ogni campo.

 


Ferrea disciplina, regole severissime, nessuno sconto, massima pena per ogni trasgressione e ogniqualvolta il risultato non venga raggiunto. Non è un lager, ma una “normale” famiglia cinese. Almeno, stando a quanto racconta l’autrice di «Perché le madri cinesi sono superiori», saggio pubblicato sabato sul Wall Street Journal. Lei, Amy Chua, professoressa di Legge alla Law School dell'Università di Yale, spiega perché i risultati degli studenti di Shanghai, alla luce degli ultimi test Pisa dell'Ocse, sono eccellenti e perché costoro sono prodigi nella musica.

 

Grazie, appunto, al singolare metodo educativo imposto dalla madri cinesi, basato sulla coercizione e il rigore spasmodico. Nel saggio la donna illustra il suo metodo, elencando alcune delle regole imposte alla sue figlie Sophia e Louisa: vietato invitare o andare a giocare dagli amici, niente tv, niente videogame, nessuna attività extrascolastica che non sia scelta dalla madre stessa, solo il massimo dei voti. Un esempio: Louisa, all’età di 7 anni – come riporta Il Corriere della Sera - non riusciva a suonare un pezzo del compositore Jacques Ibert, “Il piccolo asino bianco”.


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