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WALL STREET JOURNAL/ Amy Chua (Yale): Inflessibili e “spietate”. Ecco perché noi madri cinesi siamo migliori

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Un pezzo difficilissimo, perché la mano destra segue un ritmo completamente diverso dalla sinistra. Ed ecco che Chua si inventa alcuni stratagemmi, in un crescendo di crudeltà – anche se lei è convinta che si tratti solo di spinte motivazionali -: le nasconde la casa delle bambole, minaccia di regalarne pezzo per pezzo all’Esercito della Salvezza, di farle saltare i pasti e i compleanni. La insulta. Le dice “smidollata”, patetica”, “pigra”.

 

Dalla minacce ai fatti: per tutta notte la obbliga a suonare, senza permetterle di andare in bagno, di bere un bicchiere d’acqua. Alla fine la piccola riesce a suonare il brano ed è «talmente raggiante» che non vorrebbe interrompersi.

 

Ecco, questo è il metodo suggerito dalla madre cinese perché i figli eccellano nella vita. O,vien da chiedersi, se non sia invece la strada giusta per minare ogni loro sicurezza fin dall’infanzia. A partire da quelle affettive.

 

 



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