BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

EDUCAZIONE/ Chiosso: invece di "taroccare" il modello cinese, ispiriamoci alla realtà

Pubblicazione:

Educare significa introdurre alla realtà  Educare significa introdurre alla realtà

Sì, ma la libertà è un processo che si costruisce, si diventa liberi, non si nasce liberi. Tanto è vero che il bambino piccolo, se non c’è qualcuno che se ne occupa, non riesce nemmeno a sopravvivere. La libertà è la capacità di scegliere, quindi i genitori con i giudizi che esprimono, l’esempio che danno, anche nel silenzio riescono a orientare i figli. Quindi ci deve essere il dovere di costruire la libertà, non la paura di negarla con il proprio intervento nei confronti del figlio.


Il saggio della «mamma tigre» nasce anche dalla situazione degli immigrati di seconda generazione. Quali sono i rischi che l’accompagnano?

 

Queste famiglie si trovano in difficoltà notevoli, hanno degli stili di vita diversi da quelli della società in cui vivono i figli. E’ possibile creare un doppio canale, ma è un problema di mediazione non facile, certe consuetudini o problemi di abbigliamento sono di non facile composizione. Il fatto di riuscirci o meno dipende anche dalla scuola, che può essere più o meno aperta alle famiglie immigrate e di conseguenza anche a quelle italiane.

 

(Pietro Vernizzi)

 



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
18/01/2011 - Interessante, molto interessante! (Gianni MEREGHETTI)

Interessanti le osservazioni del prof. Chiosso in riferimento alla centralità della realtà nell'educazione. Le fa in rapporto ad una supposta sindrome cinese e smonta la vecchia diatriba tra autoritarismo e permissivismo, che ha tanto condizionato il mondo delle famiglie e quello della scuola in questi decenni. Chiosso rilancia con forza quella che è stata l'intuizione di don Giussani negli anni '50 e che viene riportata in uno dei testi più significativi della pedagogia del Novecento, e non solo, "Il riscio educativo". L'intuizione è semplice, ed è che è la realtà ad educare, la realtà con tutta la sua positività, con tutta la sua capacità di attrarre il cuore a ciò che vi corrisponde. Per questo ha ragione Chiosso, il problema vero non è se un educatore debba essere permissivo o autoritario, ma se parte dalla sua immagine di bene o se parte dalla realtà. E' la certezza che la realtà non tradisce mai, che risponde alle esigenze del cuore, è questa certezza che rende l'educatore compagno vero di ogni ragazzo o ragazza, compagno della sua avventura all'attacco del destino. Educare non è introdurre l'altro all'immagine che un educatore ha del suo bene, come molti genitori e insegnanti fanno in buona fede, educare è sostenere il rapporto che ognuno rischia con il reale, è scommettere su questa libertà.

 
17/01/2011 - L'avvenimento dell'educazione (Angelo Lucio Rossi)

L'educazione è un avvenimento. E' interessante per l'esperienza di ognuno di noi avere davanti la sottolineatura del prof. Chiosso: "La vera alternativa non è tra rigore e permissivismo, ma tra educazione che introduca alla realtà e una che al contrario è ideologica". Torna la realtà dopo anni di confusione. Torna l'educazione come avvenimento per rispondere all'emergenza educativa. "La realtà infatti è il migliore disintossicante dell'ideologia". Se oggi è in crisi il nesso con il reale, non un aspetto di esso, possiamo subito renderci conto di qual è la portata della crisi. L'educazione non riguarda solo un sistema di regole di comportamento, ma il senso stesso dell'esistenza e della realtà. Pensavamo di potere ridurre l'educazione alla trasmissione di conoscenze, di dati, ma questo non è bastato e non basta più per appassionare i ragazzi. Nelle nostre scuole occorre un nuovo inizio. C'è bisogno di rimettere in movimento l'io di ognuno dentro una storia e una tradizione consapevolmente accettata. Rimettere in moto l'io e il suo cuore partendo dall'esperienza e dalla realtà.