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SCUOLA/ La Regione taglia i buoni scuola, protesta delle associazioni cattoliche

Taglio ai buoni scuola da parte della Regione Lombardia

Roberto Formigoni Roberto Formigoni

La Regione Lombardia ha portato al ribasso la possibilità di ottenere il buono scuola per chi iscrive i figli alle scuole private, facendo scendere la soglia di chi ne ha diritto dai 46mila euro attuali a 30mila. Il "sostengo al reddito" invece destinato a chi iscrive i figli nelle scuole statali con indice Isee passa sotto i 15.458 euro.

Immediata la protesta delle scuole e delle famiglie cattoliche che hanno mandato una lettera al presidente Formigoni parlando di profonda delusione preoccupazione. Che ha risposto incolpando i tagli effettuati dal governo, un «atto obbligato, come conseguenza dei tagli a livello centrale». L'Agesc, che rappresenta 6.300 famiglie cattoliche, tramite il presidente Giovanni Battista Forlani, ha detto: «Ci aveva promesso che non avrebbe toccato la dote, invece con questi tagli sempre meno famiglie sceglieranno le scuole cattoliche, di conseguenza le rette saranno alzate e l’istruzione cristiana diventerà una cosa per pochi».

La lettera è firmata anche da don Gianni Danesi, presidente di Fidae, il maggiore sindacato delle scuole cattoliche con più di 300 iscritti. Anche l'opposizione ha rivolto parole di protesta sulla decisione. Sara Valmaggi e Fabio Pizzul, consiglieri del Pd, affidano la loro «profonda delusione» a una nota: «Che i tagli del governo nazionale mortificassero la scuola lo si sapeva — si legge — ma la Regione ha perso l’occasione per rivedere in modo profondo il sistema della dote scuola. E la voce di bilancio sul diritto allo studio risulta oggi azzerata».