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FUORICLASSE/ L’ironia della Littizzetto non basta a salvare la caricatura della scuola reale

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Luciana Littizzetto in una scena di Fuoriclasse (Foto Ansa)  Luciana Littizzetto in una scena di Fuoriclasse (Foto Ansa)

Che cos’è l’insieme che manca in questa fiction? Che la realtà della scuola è più semplice da una parte, e più drammatica dall’altra. Più semplice, perché la vita scolastica è centrata su una quotidianità fatta di lezioni, interrogazioni, studio, dibattiti, comprensioni, incomprensioni, democrazia. Drammatica, perché in essa a diverso livello si gioca il destino delle persone, degli insegnanti che cercano una ragione del loro lavoro o si battono per una stabilità, degli studenti che sui banchi di scuola colgono l’occasione per crescere o la perdono.

 

Manca nella fiction di Riccardo Donna il respiro ideale, che piccolo o tanto che sia, è il fattore decisivo per una scuola. Quella di Riccardo Donna è una scuola senza respiro ideale, è per questo che diventa macchiettistica e banale. Sopra le righe va la protagonista, Luciana Littizzetto, che con una frizzante interpretazione del suo personaggio si pone al di sopra della dominante scontatezza: più umana e più vera, la sua ironia - può piacere o non piacere - fa comunque riflettere!

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COMMENTI
25/01/2011 - Delusione (Patrizia Truffa)

Non affidavo le mie speranze di una riflessione seria sulla scuola ad una fiction, ma il risultato è stato ugualmente deludente! A chi serve uno sguardo così stereotipato, vecchio, retorico (sì, retorico) sulla scuola? I ricordi della Sig.ra Litizzetto sono talmente annebbiati e datati al punto da lasciarla interpretare un qualcosa di così poco credibile? Se la nostra prima rete generalista voleva fare un'operazione a favore della serietà e del buon nome della scuola non c'è riuscita davvero! L'ironia e la satira dovrebbero portare all'autoriflessione, ma in questo caso tutto è così esasperato da risultare lontano dalla realtà, falso, più vicino a certe degenerazioni del mondo politico diviso in fazioni che alla realtà della vera scuola.

 
24/01/2011 - Chi fa fare una brutta figura ai professori? (Luigi Gaudio)

Caro Gianni, hai proprio ragione. Gli insegnanti in questa fiction sembrano del tutto ignari del loro compito educativo e della loro importante responsabilità. Qualche tempo fa qualcuno affermava che il ministro Gelmini denigrava la classe degli insegnanti, ma io mi chiedo: “Chi fa fare una brutta figura ai professori, il ministro o la RAI? O non sono, talvolta, gli stessi insegnanti a volersi del male, quando per esempio rifiutano di farsi valutare?” Professori ignoranti, che fanno progetti solo per accaparrarsi qualche centinaio di euro, che non sanno trattare con gli studenti, intrecci amorosi e ripicche tra docenti: questa è forse solo una parte della realtà, mi auguro, della nostra categoria. Voglio proprio sperare, infatti, che i professori non siano dei falliti, come emerge dalla fiction. Infine nello sceneggiato televisivo sono presenti imprecisioni, dal momento che adesso i vicepresidi non sono eletti dal collegio, ma designati direttamente dal Dirigente Scolastico, e stereotipi ideologici, come quello della suora rigida o del crocefisso nelle aule.