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SCUOLA/ Meno Stato, più genitori: ora seguiamo il "modello Cameron"

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

Questo modello porta a due risultati:

- quello di qualificare sotto il controllo dello Stato progetti educativi e pedagogici attorno alle scelte dei genitori (garanti della loro applicazione) o nati dall’iniziativa di gruppi di docenti in collaborazione con le famiglie;

- quello di riportare l’educazione dei figli nelle mani dei genitori, restituendo loro un diritto che storicamente avevano perso negli ultimi secoli, contrassegnati dall’interessato controllo governativo sulla minuta gestione dell’istruzione.

Nel discorso del 29 luglio 2009 Cameron ribadisce queste convinzioni, che saranno applicate appena tre mesi dopo il suo insediamento come primo ministro del Regno Unito: “Porremo fine al monopolio statale sull’educazione scolastica, in modo che ogni organizzazione adeguatamente qualificata possa istituire una nuova scuola. (…) La nostra riforma toglierà dalle mani delle Autorità locali il potere di decidere in merito all’educazione e lo metterà direttamente nelle mani dei genitori, affinché ne abbiano il controllo”.

La differenza, rispetto al modello burocratico di education - quello dello status quo - è la possibilità di tornare a trasmettere  in modo unitario quello che, secondo l’ebreo A.B. Yehoshua, è “l’ordine di importanza di ciò che vale veramente la pena conoscere” e una visione coerente del bene e del male, formata la quale ha senso dialogare con altri che possiedono convinzioni differenti per costruire insieme la società. Diversamente, i generici appelli alla comune cittadinanza saranno sempre più disattesi, non perché manchi il terreno comune, ma perché manca semplicemente il terreno.



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