BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Morta, Scossa e Macabro: cosa ci insegnano i bambini "orrendi"?

Pubblicazione:

Dal film Marcellino pane e vino, di L. Vajda (1955)  Dal film Marcellino pane e vino, di L. Vajda (1955)

L’ultima parte del racconto, una missione dai toni rocamboleschi, perde un pochino dello smalto iniziale, come se tutto si fosse ormai compiuto; c’è da augurare all’autore di ritrovare e mantenere nei sequel quel registro sospeso tra il simbolico e il reale che è sotteso così bene all’inizio di questa sua opera e pare davvero promettente.

Resta interessante e decisiva la questione che il testo pone, quella dei bambini orrendi, che non piacciono a nessuno. Qualcuno un po’ farisaicamente e preda di un attacco di buonismo potrebbe obiettare che in realtà non esistono, che i bimbi sono tutti belli e cari. Peccato che sia una menzogna. Per non andare troppo lontano a volte possono apparirci orrendi persino i nostri stessi figli, quando non ci piacciono (più), quando deludono le nostre (indichiarate) attese, quando fanno di tutto per toglierci la pelle da addosso (e noi glielo permettiamo).

Eppure occorre partire da una certezza: non esistono bambini cattivi, esistono solo bambini incattiviti. Lo stesso vale per gli adolescenti tremendi, antipatici, stupidi, apatici o irresponsabili. Quando i ragazzi sono orrendi è perché è accaduto - o non accaduto - qualcosa, non si tratta di un dato di natura.

Di là dal romanzo - che ha tutti gli elementi per piacere ai ragazzi, persino ai meno “forti” nella lettura - ciascun membro dell’orrendo trio ha qualcosa da dirci al riguardo. Morta ci invita a non credere alle mascherate, non cedere mai alla tentazione di credere che un giovane possa davvero essere uno zombie, un cadavere ambulante nel mondo privo di desideri e interessi. In lui, da qualche parte, persiste sempre almeno un residuo di normalità che sopravvive e chiede di essere resuscitato, rianimato perché possa di nuovo darsi soddisfazione nella vita.
 



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >


COMMENTI
26/01/2011 - bambini indisposti (giuseppe paterlini)

Grazie per averci segnalato questo libro. Una volta esistevano solo i bambini "indisposti" come recitava una nota pubblicità del Carosello. Grazie per averci sottolineato che una vera accoglienza non nega il limite di cui sono fatti anche i nostri bambini (come noi) e per questo rende possibile anche al "cattivo" di concepire ed impegnarsi per un rapporto buono con l'altro senza negare nulla di sè.