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SCUOLA/ Morta, Scossa e Macabro: cosa ci insegnano i bambini "orrendi"?

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Dal film Marcellino pane e vino, di L. Vajda (1955)  Dal film Marcellino pane e vino, di L. Vajda (1955)

Scossa ci invita a ritarare lo sguardo su chi è troppo reattivo, su chi salta per poco divenendo capace di scenate e atti inopportuni. Senza chiedere concessioni e sconti ci avverte che a volte non è facile controllarsi, soprattutto quando si è imparato presto a fare così e certi atteggiamenti appaiono l’unica forma di rapporto possibile. Ci dice anche che in fondo non piace a nessuno essere sempre elettrici, perché ci sono solo svantaggi e perché sarebbe più facile stare con gli altri arricchendosi reciprocamente. Occorre allora saper riprendere questi ragazzi cambiando le regole del gioco, con fermezza, ma senza restituire tensione ed elettricità. Proponendo una nuova forma di rapporto, più conveniente.

Macabro, invece, ci aiuta a considerare le ferite dei bambini, che a volte non guariscono da sole, ma possono restare continuamente aperte, senza rimarginarsi. Accadrà se qualcuno saprà innanzitutto notarle e poi trattarle giudicando l’accaduto e ripartendo dal buono che comunque deve esserci stato nella storia personale fino a quel momento. Perché è dal buono che si parte sempre.

Alla fine questo trio, su cui ero così dubbioso, suscita una sconfinata simpatia, altro che repulsione. Verrebbe voglia di parlare personalmente con ciascuno di loro e sentire bene cosa hanno da dire. Anche perché, chi ha mai detto che debbano davvero restare Orrendi Per Sempre?
 



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COMMENTI
26/01/2011 - bambini indisposti (giuseppe paterlini)

Grazie per averci segnalato questo libro. Una volta esistevano solo i bambini "indisposti" come recitava una nota pubblicità del Carosello. Grazie per averci sottolineato che una vera accoglienza non nega il limite di cui sono fatti anche i nostri bambini (come noi) e per questo rende possibile anche al "cattivo" di concepire ed impegnarsi per un rapporto buono con l'altro senza negare nulla di sè.