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SCUOLA/ Così la Francia smaschera l’utopia della nostra scuola media unica

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Parigi, la Défense (particolare; Imagoeconomica)  Parigi, la Défense (particolare; Imagoeconomica)

L’idea francese dello “zoccolo comune” sembra offrire una via mediana fra canalizzazione precoce ed unitarietà totale. Essa permette di sottolineare la necessità di innalzare le competenze di base per tutti, ma, a fronte della persistente difficoltà a farlo attraverso l’impostazione degli studi tradizionale, cerca di dare spazio anche a strade differenziate. Non si tratta dunque di esaltazioni rétro della scuola anni ’50 in chiave di “ritorno al futuro”: la lingua nativa e la matematica che devono essere valorizzate non sono quelle del sapere un po’ asfittico e “disinteressato” degli anni Cinquanta.

 

Questa impostazione è spesso accusata di funzionalismo antiumanistico. Infatti l’allargamento della scolarità si è accompagnato, soprattutto nei paesi latini ed in Italia, al tentativo generoso e “democratico” di consegnare a tutti il patrimonio storico e culturale del proprio Paese e poi dell’Europa e poi ancora dell’umanità tutta. Sembra però che si tratti per i più di una medicina amara o, se va bene, di un frutto insipido; spiace dover constatare che questo sentimento sembra allignare anche nei Licei.

 

Assistiamo dunque ad una perdita di prestigio della tradizionale cultura storico-letteraria? Sembrerebbe in forte crisi il tentativo di diffondere a tutti la cultura umanistica europea di carattere storico-artistico-letterario, come pilastro e strumento culturale della democratizzazione della società. La sua finalità era quella di formare l’uomo completo ed il cittadino consapevole e critico. Ma sembrerebbe che le tracce, nella pratica comune dei cittadini italiani (e non solo), della civilizzazione che quel tipo di cultura avrebbe dovuto indurre siano labili e non proporzionali all’impiego di tempo e di risorse.

 


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COMMENTI
05/01/2011 - vizio inveterato (attilio sangiani)

purtroppo si manifesta spesso il "vizio corporativo" che induce a far prevalere gli interessi economici,di carriera e morali degli addetti ad un servizio o ad una professione,a danno degli utenti e del "bene comune". Il fatto è macrospico nella magistratura,refrattaria ad ogni serio tentativo di riforma,sotto la ipocrisia della difesa della Costituzione. La "casta"politica" non è da meno. Alcune "libere" professioni seguono a ruota: gli avvocatoi,i notai,... Un serio tentativo,quanto alla Costituzione, è abortito con la mancata approvazione popolare della complessa riforma della "parte seconda". Nel mondo cattolico,in particolare,era stata diffusa la menzogna secondo la quale sarebbero stati intaccati i "principi fondamentali". Si erano mobilitati i detentori di interessi,che avevano arruolato persino O.L.Scalfaro,vecchio arnese,in passato su posizioni ben diverse da quelle che,poi,ha adottato,incalzato da "mani pulite",...

 
04/01/2011 - E in Italia? (clelia magnolini)

L'idea di abolire anche in Italia la scuola media unica fu proposta da Berlinguer e, pur con qualche transitorio problema di fattibilità (la famosa onda anomala) era stata pensata con una convincente ristrutturazione che garantiva una linea di continuità e unitarietà alla scuola dell'obbligo. Non se ne fece nulla perchè anche allora prevalse il corporativismo professionale e sindacale che antepose le proprie esigenze e prerogative a quelle degli studenti. Così sono stati fatti i salti mortali per dare una logica di sistema ad un troncone di scuola che non ne ha. Anche in Italia rimane l'anello debole, incapace di raccordarsi in continuità sia in entrata con la scuola primaria che in uscita con quella superiore.