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SCUOLA/ Il carnefice di conigli? L’ennesima vittima del corto circuito sanità-scuola...

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

Pochi sanno che fare il docente, soprattutto in Italia, è una delle professioni più esposte al logoramento psicologico, eppure i dirigenti scolastici risultano tra i responsabili d’“azienda” più in ritardo sulla valutazione dei rischi da stress-lavoro-correlato, da attuare sul personale, che in base al testo unico sulla sicurezza (l’art. 28, comma 1, del D.lgs n. 81/2008) si sarebbe dovuta già predisporre, come segnala Vittorio Lodolo D’Oria, uno dei massimi esperti in materia di prevenzione e gestione del burnout degli insegnanti.

Conosco solo attraverso i mezzi di comunicazione i termini del caso, ma sono certa che il professore avrà sicuramente emesso, negli anni, vari segnali di disagio, avvisaglie da non sottovalutare, che il dirigente scolastico non è riuscito a “leggere” e/o cogliere, magari inviandolo per tempo al Collegio Medico di Verifica. Così facendo lo ha consegnato alla cosiddetta “giustizia” valutativa scolastica, che ha finito per colpire un valido docente penalizzato per troppa dedizione al lavoro, non un furbo assenteista. Cari ministri Brunetta e Gelmini, non sottovalutate la questione, prima che sia troppo tardi.

Con buona pace di chi continua a dichiarare di voler porre rimedio all’emergenza educativa, dichiaro qui e ora, assumendomene in toto la responsabilità, che solo l’azione sinergica tra scuola e sanità potrà arginare la piaga, molto più profonda di quanto si immagini.
Devo ammettere, ad onor del vero, che molti altri, sindacati in primis, non hanno avuto orecchi per intendere né occhi per vedere... solo mani da lavarsi accuratamente. Proprio come fece Ponzio Pilato.
 



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