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SCUOLA/ Io, aspirante preside, vi racconto come sono sopravvissuto ai quiz

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

L’esperienza dell’Invalsi ci insegna infatti che una batteria di test deve essere validata e pretestata, prima di essere pubblicata. Invece, il tempo a disposizione di questi esperti è stato risicato (poco più di un mese), e noi siamo stati le cavie di questo primo concorso per dirigenti svolto con questa modalità. Speriamo solo di esserci sacrificati per un miglioramento e che i nostri emuli in futuro avranno più fortuna di noi.

A monte ci sono delle motivazioni politiche, dal momento che qualcuno ha cercato di opporsi fino all’ultimo all’indizione del bando. Così non è stato possibile programmare il lavoro nel modo corretto, e c’è stata una corsa affannosa contro il tempo. Mi chiedo comunque se delle conoscenze ingurgitate così a memoria potranno davvero selezionare una nuova classe dirigente nella scuola, e mi auguro che nelle prossime prove, dove si mostrerà davvero la competenza professionale, le cose possano andare al loro posto, altrimenti si incentiva la pura memorizzazione fine a se stessa, e non la conoscenza e l’esperienza, la pratica organizzativa che pure molti docenti dimostrano ogni giorno nelle loro istituzioni scolastiche.

Devo comunque dire che questa preparazione è stata una straordinaria occasione per conoscere colleghi davvero meritevoli, nei forum, sui blog, ai corsi Disal, al master, tramite e-mail o nei gruppi virtuali, pronti ad aggiornarsi e a studiare, come il sottoscritto, anche d’estate, di sera, al sabato, alla domenica e in tutti i momenti liberi dalle responsabilità, cui comunque non siamo sfuggiti in questo periodo stressante, né a scuola con gli alunni che ci chiedono ogni giorno di rispondere alle loro domande, né dove viviamo, in famiglia o là dove si compie il nostro destino, con le persone cui vogliamo più bene.

Davvero, in questo ci siamo allenati a fare quello che i dirigenti sono costretti a fare ogni giorno: trovare il tempo per le cose davvero importanti, anche quando di tempo non ce n’è, perché rubato dalla burocrazia. A proposito, speriamo che adesso la macchina concorsuale proceda senza intoppi, perché troppe scuole hanno bisogno urgentemente di leader educativi.



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COMMENTI
16/10/2011 - Onore al merito? (Franco Labella)

Sarei curioso di capire cosa intenda la collega Polignano con "onore al merito". Nella vicenda del concorso direi che di merito ce n'è davvero poco. Merito degli estensori degli items? Suvvia perfino nel librone rosso ci sono ancora perle.. Merito dei malcapitati sottoposti al quizzone? Ho troppo rispetto dei colleghi per parlare di merito a proposito della tecnica esercitativa necessaria per la selezione. Merito del giovane Ministro? Boh meglio non maramaldeggiare... E pensare che le parole più critiche le ho lette in un intervento su un quotidiano lucano di un ispettore tecnico MIUR, Francesco Nacci. Parlando della assurdità del sistema si riferiva alle capacità mnemoniche che si sviluppano in alcune patologie anche gravi e concludeva, con il massimo rispetto per i soggetti autistici, che un autistico potrebbe aver risposto correttamente a tutti e 100 i quesiti ma non per questo sarebbe il candidato più adatto al ruolo. Con buona pace del merito....

 
14/10/2011 - test preselettivi (MARIA LUISA POLIGNANO)

Ovviamente questa prova era pre-selettiva e anche chi ce l'ha fatta ha seguito la famiglia, è andato a scuola e nel contempo ha dormito poco, ha trascurato altre cose importanti con un unico obiettivo: memorizzare! E così ci avviamo alle prove scritte ben consapevoli che ce lo siamo meritato! Tanto la strada è ancora in salita e non è facile ciò che ci attende. Scusate ma sono davvero stanca di tutte queste aride polemiche, ricorsi, controricorsi. E' arrivato il momento di gridarlo forte: onore al merito!