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SCUOLA/ 2. Lo strano caso del Tfa: i numeri ci sono ma il Ministero li nasconde

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Il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini (Imagoeconomica)  Il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini (Imagoeconomica)

A questo punto, calcolare la media tra le due cifre, quella ministeriale (13.285) e quella delle università (24.000), non dovrebbe essere difficile. Perché allora si tarda? Non si rischia lo stesso errore di scarsa trasparenza compiuto di recente con le percentuali degli studenti bocciati? Più s’indugia e maggiore diventa il pericolo che tutto si fermi. Un altro anno di stop? È questo che si vuole? 

Le università e gli uffici scolastici regionali, e soprattutto i laureandi e gli insegnanti non abilitati, attendono, nella più totale incertezza, una comunicazione ufficiale del capo dipartimento del Miur, vero e proprio punto di riferimento del Ministero di Viale Trastevere. Domandiamo, senza retorica: vi è l’intenzione di intraprendere la via della trasparenza e della chiarezza oppure no? I tempi stringono, bisogna procedere; non nell’ombra, ma alla luce del sole e senza colpi di mano. Chiediamo trasparenza e serietà e siamo sicuri che anche il Ministro Gelmini sarà d’accordo con noi. 

È quanto mai importante che i TFA transitori partano il prima possibile e se, come sembra, un ostacolo a ciò è il dover predisporre un test ministeriale per ciascuna classe di concorso, si potrebbe agevolmente trasferire, attraverso un decreto ministeriale, quest’onere alle università, fornendo modelli e stabilendo una data comune per le prove. È inoltre urgente che si comunichino al più presto alle università i tempi di attuazione dei percorsi abilitanti. 

Aggiungiamo: tutto tace anche sul fronte reclutamento. E, come tutti sanno, finché non si mette mano al sistema di reclutamento i problemi legati alla situazione degli insegnanti in Italia rimangono tali e quali. Noi siamo disposti a collaborare. Aspettiamo un cenno. A breve.



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