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SCUOLA/ 2. Lo strano caso del Tfa: i numeri ci sono ma il Ministero li nasconde

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Il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini (Imagoeconomica)  Il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini (Imagoeconomica)

La lunga marcia verso l’attivazione dei percorsi abilitanti per l’insegnamento sta giungendo al suo termine? Si spera. Ma non è detto. 

Lo scorso 7 ottobre, le università italiane hanno fornito al Ministero la loro «offerta formativa» per i TFA (Tirocini formativi attivi) transitori dell’anno 2011-12, necessari al conseguimento dell’abilitazione all’insegnamento. Dato lo stop di ormai più di tre anni (dalla chiusura delle Ssis nel 2008), la gran parte degli atenei si è dichiarata disponibile a formare un numero di aspiranti significativamente superiore a quello dell’ultimo ciclo delle vecchie Ssis. È un segnale di apertura e di responsabilità che non deve cadere nel vuoto. 

Il Ministero si è impegnato a tenere conto di questi dati per stabilire il totale di posti per i TFA transitori e i percorsi abilitanti: il numero definitivo, come il Miur ha dichiarato nel comunicato stampa del 10 settembre scorso, dovrebbe corrispondere al punto di incontro tra la quota dichiarata dal Ministero in quella data (13.285), calcolata in base al fabbisogno di insegnanti, e l’offerta formativa delle università. 

Alcuni segnali non ci fanno stare tranquilli. Il Miur esita a pubblicare i dati comunicati – entro il 7 ottobre, come prescritto – dalle università. Assistiamo a una specie di melina, che non vorremmo nascondesse qualche “ripensamento” del Ministero rispetto agli impegni presi. Si sta tentando di “dimagrire” l’offerta delle università per non allarmare chi già aveva fatto di tutto per impedire l’abilitazione dei giovani? Si vogliono disattendere gli accordi? 

Dai verbali dei Comitati Regionali delle Università, organi preposti alla comunicazione ufficiale dell’offerta formativa, emergono dati interessanti, ancora ufficiosi, ma reali: per anticiparne alcuni, gli atenei della Lombardia hanno offerto una disponibilità di 3.817 contro i 1.752 delle Ssis 2007-2008, l’Emilia Romagna 1.759 contro i precedenti 946, gli atenei marchigiani 600 invece che i 210 del 2007-08. Il dato complessivo è assai confortante: ammonta a circa 24.000 posti, quasi il doppio rispetto all’ultimo ciclo Ssis. I nostri atenei non si sono lasciati sfuggire l’occasione per promuovere il futuro dei giovani neolaureati e di quelli che stanno ancora formando. 



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