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SCUOLA/ Neutrini, Tfa, presidi: quale sarà la prossima trovata della Gelmini?

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

Grigia la rettifica: “Premesso che il comunicato stampa poteva essere formulato in maniera più precisa, è in malafede chi ritiene che qualcuno al Ministero possa pensare veramente che esista un tunnel di questo tipo. Il vero tunnel è quello di chi alimenta polemiche pretestuose prive di senso, proprio in un momento storico per la ricerca italiana”. Spiacevolmente inelegante (e poco trasparente) l’aver fatto poi sparire dal sito del Miur i due comunicati.

Perché si sbaglia? Perché lo fa proprio l’organismo che dovrebbe tutelare la correttezza dei procedimenti e delle prove? Due sono le ragioni di questa deriva: l’accentuato centralismo dell’Amministrazione e la mancanza di trasparenza. Sulla prima causa si sono spesi fiumi di inchiostro (inutilmente). Il ministero dell’Istruzione è un’entità che perpetua se stessa, non si fida della società e quando si atteggia a soggetto culturale (prerogativa che non è tra i suoi compiti) cade in clamorosi errori. Le commissioni ministeriali di cui il Miur si serve non sono solo “commissioni di esperti”, ma, fatte salve lodevoli eccezioni, commissioni dei “soliti” esperti. Li troviamo dappertutto, specie all’interno dei gangli che il Miur predispone per avere un feedback delle complesse operazioni messe in atto per governare la scuola, reclutare il personale, formare i docenti.

Oltre al resto, in una fase di crisi economica e politica più pungente come l’attuale, si ha l’impressione che determinate aperture che possono avere contrassegnato di recente forme di progettualità come “Innovadidattica”, pensata per l’aggiornamento dei docenti sul nuovo obbligo di istruzione, o il coinvolgimento, a certi livelli, delle associazioni professionali sulla delineazione della riforma della scuola superiore, siano definitivamente tramontate. Si è passati rapidamente all’incensazione dell’esperto, del tecnico, del funzionario ministeriale. Se però l’esperto cui è demandata una serie di item, impelagato in altre simili questioni, demanda ad un sottoesperto la formulazione dei quiz, come si è adombrato per questa contingenza, sono guai.

Per passare alla seconda mancanza, occorre dire che se le parole sbagliate provocano eco distorte, certi silenzi lo fanno ancora di più. È il caso del cosiddetto “occultamento di dati” sull’istruzione: pubblicazioni statistiche in grave ritardo o non diffuse affatto, come quelle relative al numero dei bocciati o ai resoconti sull’handicap. I dati di promossi e bocciati nell’anno scolastico appena concluso hanno tardato ad arrivare.



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COMMENTI
18/10/2011 - Opacità ministeriale (Chiara Esse)

Ad integrazione dello sconfortante quadro, imputabile alla spregiudicatezza e all’incapacità ministeriale, che ho delineato ieri, devo aggiungere una tessera. L’opaco ministero, che, trinceratosi nella sua autoreferenzialità, si sottrae ad ogni confronto e non risponde MAI, NON SOLTANTO ha introdotto una scadenza impossibile, generatrice di un incastro - fatto di scadenze, varie ed assortite, e di divieto di contemporanea iscrizione - che letteralmente impedisce di mettersi in regola agli aspiranti insegnanti laureatisi nel 2010/11, che legittimamente e razionalmente prevedevano di mettersi in regola con un corso singolo nel 2011/12 per recuperare una manciata di CFU (mentre chi si iscrive al corso di laurea nel 2011/12 potrà acquisire requisiti e addirittura titoli, utili per l’insegnamento), MA, oltre a pretendere che bislaureati, facendo tre passi indietro per farne uno avanti, si immatricolino alla terza inutilissima laurea, non mette neppure a disposizione le lauree per l’insegnamento nella secondaria di secondo grado. I bislaureati, invece di colmare il debito di una manciata di crediti, dovrebbero - pretesa inammissibile - immatricolarsi per la terza volta a lauree, che neppure esistono... È credibile il Miur che aggroviglia paradossi su paradossi? In data odierna il ministero non ha ancora elaborato una soluzione per correggere questa ignominia che angoscia una parte degli aspiranti, “rei” di avere seguito le regole. Possibile che non ne intenda l’urgenza?

 
17/10/2011 - Nota 1065 del 29 aprile 2011- parte seconda (Chiara Esse)

Gli intenti ministeriali sono evidenti, ovvero escludere arbitrariamente con un cavillo burocratico una parte degli aspiranti, prescindendo dal merito. Le selezioni si fanno nel merito, non biecamente a colpi di burocrazia. Secondo il ministero dovranno immatricolarsi alla terza inutilissima laurea, invece di colmare il debito di una manciata di crediti, bislaureati, i quali - legittimamente e razionalmente sulla base della normativa vigente, per la quale i requisiti si acquisicono sia all’interno del corso di laurea sia mediante i corsi singoli - avevano programmato di colmare il loro debito mediante corsi singoli, inevitabilmente con iscrizione nel 2011/12. Come si concilia tale irrazionale arbitrio con i reiterati proclami gelminiani circa l’opportunità o la necessità di abbreviare i percorsi di laurea? Quali costi individuali e sociali comporta l’immatricolazione, da parte di bislaureati, alla terza inutilissima laurea? La condotta ministeriale è decorosa? Il ministero può permettersi di non dare mai conto del proprio operato, mentre getta nell’angoscia chi ha semplicemente rispettato le regole? Dal punto di vista procedurale sarebbe facilissimo rimediare in tempi brevissimi a questa enorme ingiustizia (basterebbe un’altra nota ministeriale), sol che venisse espressa una retta volontà politica.

 
17/10/2011 - Nota 1065 del 29 aprile 2011 - parte prima (Chiara Esse)

Standing ovation! Riguardo alla formazione iniziale, oltre alle questioni di grande visibilità perché coinvolgenti la totalità degli aspiranti, ci sono questioni più subdole, nelle quali emerge una deprecabile spregiudicatezza ministeriale. Mi riferisco innanzitutto al mancato riconoscimento dei corsi singoli con iscrizione nel 2011/12 ai fini dell’insegnamento. La nota 1065 del 29 aprile 2011 ha introdotto soltanto per i corsi singoli una scadenza, già decorsa nel momento dell’introduzione, che vanifica il comma 1 dell’articolo 15 del DM 249, entrato in vigore nel febbraio 2011. Il DM garantisce a tutti coloro che, entro il 2010/11, avessero intrapreso un percorso con le vecchie regole (quelle del DM 22/05) il diritto di concluderlo e di partecipare al TFA transitorio. La scriteriata nota 1065, discriminando tra aventi diritto e all’interno di un’unica categoria di aspiranti, e generando un’enorme ingiustizia, esclude a priori e rovina una parte degli aspiranti, impedendo loro di mettersi in regola; mentre include coloro che nel 2011/12 acquisiranno non soltanto requisiti ma addirittura un titolo validi per l’insegnamento. Tale arbitrio colpisce in particolare laureati nel 2010/11 e laureandi impossibilitati a rinviare la discussione della tesi, nonché coloro che per il divieto di contemporanea iscrizione, sorpresi da una scadenza introdotta a tradimento, non possono mettersi in regola, nonché una molteplicità di altri soggetti vittime dell'arbitrio.

 
17/10/2011 - Diffida (Franco Labella)

Con la presente vi diffido dallo scrivere le cose che avete scritto. Non per altro: mi rubate mestiere e spazi :-)). E' vero che scrivo gratis.. ma sempre lavoro è.. A parte gli scherzi e con altrettanta bonomia: ma non è un po' tardi per accorgersi delle "scivolate" del giovane Ministro? Ma, forse, è il caso di ricordare il buon Alberto Manzi: non è mai troppo tardi. Ps: per i redattori: siate buoni e clementi :-), il lavoro è lavoro.

 
17/10/2011 - Trasparenza, correttezza, fiducia (Sergio Palazzi)

Nella scuola, a tutti i livelli, dovrebbe regnare la cristallina trasparenza: nell'attribuzione delle funzioni, nell'evoluzione dei lavori, nelle intenzioni, tanto più nelle ragioni che conducono ad una riforma di sistema. Quella trasparenza che è alla base di un serio ed efficace rapporto educativo e di una positiva interazione con le famiglie; che tanti, fra noi peones della cattedra, usano come stile per rapportarsi alle classi. Chi è trasparente non ha difficoltà a mettere in chiaro le proprie scelte; se queste sono dure ma inevitabili, presentandole correttamente nei loro termini reali si può essere convincenti per farle accettare ed acquistare fiducia. Sfido chiunque a dire che il personale della scuola, in gran parte formato da laureati e non di primo pelo, non si senta costantemente trattato da incapace di intendere e volere, di fronte a scelte che piovono da qualche anonimo livello burocratico, di cui si fatica a decifrare l'identità anche a voler fare il detective tra le sigle a margine delle circolari. Salvo poi essere invitati a partecipare a dei forum sui cambiamenti della scuola (ricordo quello tenuto sotto il min. Moratti) da cui scaturiscono idee sul modello di scuola certo contrastanti e contrapposte, ma raramente banali: e sappiamo come è andata a finire.

 
17/10/2011 - Sopravvissuta, se ho copiato bene i pallini... (Maria Rizzuto)

Che al Miur si sbagli è ormai cosa evidente. Cosa si stia facendo per cambiare il corso delle cose, non si sa. Io non riesco a capacitarmi di questa situazione, non riesco ad accettare che a noi aspiranti dirigenti scolastici siano stati proposti quei "maledetti" quiz! Chi li ha letti tutti, non può pensare diversamente! E con che "coraggio" si dice: ora andiamo avanti, a settembre è necessario che ci siano i nuovi dirigenti! Chi ci ha chiesto scusa per tutto quello che è accaduto? Chi si è preoccupato dei nostri stati d'animo?