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SCUOLA/ Concorso presidi, il Miur alla prova dei nuovi (probabili) errori

Il concorso dirigenti scolastici, dopo le preselezioni, è poco più che all’inizio. Ecco i (probabili) errori da evitare. Senza farsi troppe illusioni. ROBERTO PELLEGATTA (Disal)

Sapere aude (Imagoeconomica) Sapere aude (Imagoeconomica)

Un percorso a ostacoli. Sono iniziate le pubblicazioni degli ammessi alle prossime prove del concorso a 2.836 posti di dirigente delle scuole statali, dopo un avvio costellato di errori, ostilità e difficoltà. 32mila partecipanti (dei 42mila iscritti ad agosto) in 113 sedi hanno scartabellato un librone di 5.760 quesiti suddivisi in 8 diverse aree, per rispondere in 100 minuti a 100 test sorteggiati (1 al minuto), dopo che 975 (il 20 per cento del totale) erano stati eliminati dal possibile sorteggio 10 giorni prima, perché tutti errati, incomprensibili o scorretti.

L’organizzazione della giornata (almeno questa!) pare sia stata impeccabile, salvo che nessuno aveva pensato di stampare, dopo il sorteggio, i quesiti prescelti in ordine numerico. In questo modo si sarebbe evitato ai candidati quello che Tuttoscuola ha chiamato “un frenetico saltabeccare” da una pagina all’altra dell’intero librone per consultare il testo completo di ognuno dei 100 quiz ai quali rispondere.

Ma il percorso ad ostacoli è poco più che all’inizio: ora il bando prevede due prove scritte, una prova orale, una valutazione dei titoli presentati, fino alla graduatoria finale per permettere la stipula del contratto, alla quale seguirà anche un periodo di formazione e tirocinio all’inizio dei 6 anni per i quali ci sarà l’obbligo di permanere nella Regione dove si risulta vincitori. Anche le ostilità continueranno (a leggere le iniziative di ricorsi che fior di associazioni e gruppi stanno promuovendo).

C’è quindi da augurarsi che la prosecuzione del percorso amministrativo eviti con maggiore attenzione errori, passi infelici e problemi tecnico-giuridici, per non cadere in rischi di blocco o annullamento. Purtroppo esperienze precedenti come l’ultimo concorso in Sicilia costituiscono chiari ammonimenti.

Errori come la gestione degli esperti che hanno preparato i test, gestione nella quale non si possono distinguere le responsabilità del Ministro (titolare ultimo dell’Ufficio) da quelle dei funzionari (che hanno fatto le scelte principali). Passi infausti come la messa alla gogna indistinta di tutti gli 80 esperti estensori, senza saper distinguere tra chi ha fatto con perizia il proprio dovere e chi no. Resta anche la forte perplessità sul tipo di test commissionati, quasi tutti assolutamente ben lontani (nel contenuto o nella stesura) dalle ordinarie problematiche che un preside affronta nella professione. Non si trattava di aspettare qualche giorno (come parlamentari, associazioni e siti internet diffusi hanno chiesto) per perfezionare meglio la prova. Il difetto, direbbero dalle mie parti, “stava nel manico”. Ma di questo, un’altra volta.


COMMENTI
26/10/2011 - Sempre più burocrati (Giovanni Moscatelli)

E' vero: tutto congiura oggi contro la dignità professionale del dirigente scolastico. Ormai si vuole ridurlo a un burocrate che deve gestire scuole di 1500 studenti (in Finlandia - mi si permetta il riferimento! - contano da 300 a 500 studenti), magari con una bella "reggenza" di un'altra scuola, ugualmente di 1500 studenti: così non ha il tempo nè le forze per pensare agli spazi di autonomia, al supporto della didattica, al dialogo con studenti e insegnanti. Così la scuola costa meno ma non diventa più un luogo di cultura e di educazione, come dovrebbe essere. Speriamo davvero di avere, almeno, nuove forze in campo entro luglio 2012.