BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Concorso presidi, il Miur alla prova dei nuovi (probabili) errori

Pubblicazione:

Sapere aude (Imagoeconomica)  Sapere aude (Imagoeconomica)

Disal (e non solo) propose con chiarezza un anno e mezzo fa modalità tese ad evitare rischi di blocco e annullamenti, come appunto successo nel caso della già citata Sicilia. Allora le proposte in buona parte furono ascoltate, per poi essere state abbandonate nella stesura finale del bando.

In sostanza ora occorre stabilire la stessa data in tutte le regioni per le prove scritte. Occorre poi dare precise indicazioni per i testi delle prove che le commissioni regionali dovranno predisporre, onde evitare la grande disparità di difficoltà delle prove avvenute sei anni fa. Altrettanto chiare indicazioni si dovranno dare sui tempi di lavoro delle commissioni, rivedendo anche l’attuale norma amministrativa sui compensi (non è possibile che queste prestazioni rasentino in alcuni casi il “volontariato”).

Inoltre sarà indispensabile una direttiva rigida sui criteri di valutazione almeno degli scritti, altrimenti i ricorsi saranno molto pericolosi. Ci sono state commissioni, sei anni fa, dove si era dimenticato di valutare anche la correttezza grammaticale e linguistica. E’ troppo chiedere questo ad uno Stato che deve selezionare la dirigenza delle Istituzioni Scolastiche Autonome ?

In futuro, un nuovo direttore di istituto. Poi però si dovrà mettere mano a rivedere tutta la figura direttiva delle scuole statali (e quindi anche la futura modalità di selezione e assunzione). Sono in troppi a volere la scuola solo come una grande casermone burocratico, centralizzato, estraneo ai bisogni reali dei giovani e delle comunità alle quali appartengono. E quindi a volere un dirigente burocrate (o manager come dicono i più moderni) ben lontano anche dal possesso di competenze didattiche ed educative altrettanto, se non più, importanti di quelle di gestione, tecniche e amministrative. Una figura strettamente legata al pieno sviluppo dell’autonomia, oggi mortificata da una forte ripresa di centralismo e di abbandono amministrativo al quale le stesse reggenze hanno dato un forte aiuto, rendendo chi dirige sempre più lontano dai problemi reali della comunità scolastica e sempre più costretto a carte, procedure e adempimenti.

La stessa manovra finanziaria è andata e va in questa infelice direzione: aumento notevole del numero minimo di alunni per scuole autonome; eliminazione della figura direttiva nelle scuole di montagna e piccole isole; forte riduzione della possibilità di avere collaboratori a tempo pieno o mezzo tempo; generalizzazione di strutture come i comprensivi a prescindere dalle situazioni reali dei territori; tagli alle figure dei direttori amministrativi; riduzione del personale amministrativo delle segreterie.

Occorre invece un’inversione di tendenza: verso una scuola che vive come comunità educativa, che si organizza attraverso la propria autonomia, sulla quale investire come una famiglia investe sul futuro dei propri figli.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
26/10/2011 - Sempre più burocrati (Giovanni Moscatelli)

E' vero: tutto congiura oggi contro la dignità professionale del dirigente scolastico. Ormai si vuole ridurlo a un burocrate che deve gestire scuole di 1500 studenti (in Finlandia - mi si permetta il riferimento! - contano da 300 a 500 studenti), magari con una bella "reggenza" di un'altra scuola, ugualmente di 1500 studenti: così non ha il tempo nè le forze per pensare agli spazi di autonomia, al supporto della didattica, al dialogo con studenti e insegnanti. Così la scuola costa meno ma non diventa più un luogo di cultura e di educazione, come dovrebbe essere. Speriamo davvero di avere, almeno, nuove forze in campo entro luglio 2012.