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SCUOLA/ Dall'abilitazione al reclutamento, ecco una proposta di riforma

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In un sistema scolastico che non è in grado di premiare il merito attraverso l’applicazione di (complesse, ma ineludibili) attività di valutazione dei docenti, questo meccanismo non solo non garantisce la possibilità di selezionare i docenti migliori, ma anzi ne assicura l’impossibilità. Da questo punto di vista, come può realizzarsi l’autonomia scolastica se questa forma essenziale di scelta dei responsabili delle scuole è istituzionalmente negata e addirittura considerata un tabù?

In realtà, la separazione tra riforma degli ordinamenti, reclutamento del personale e governance ha finito con il creare un groviglio di condizionamenti reciproci fra le diverse questioni. Fino a quando si continuerà a considerare intoccabili punti quali l’attuale assunzione del personale docente sulla base di graduatorie e la dipendenza gerarchica dai diversi livelli dell’amministrazione, l’autonomia delle scuole non farà passi in avanti e, per restare al tema, sarà impossibile stabilire una relazione fra l’offerta formativa che la scuola vuole/deve garantire ed il profilo dei docenti.

I docenti non sono tutti uguali e, quindi, deve essere possibile per le scuole scegliere con procedure trasparenti quelli che meglio corrispondono alla propria offerta didattica. La letteratura e l’esperienza hanno evidenziato che alla base della qualità dell’istruzione vi è la qualità dei docenti. Per riformare davvero il nostro sistema scolastico, pertanto, occorre affrontare il nodo del reclutamento dei docenti in modo innovativo. 

La nostra proposta è separare, concettualmente ed operativamente, i momenti e le forme dell’abilitazione da quelli del reclutamento. Il Ministero dovrebbe definire le procedure per l’abilitazione mediante titoli e curriculum su scala regionale. Alle scuole, invece, andrebbe attribuita la responsabilità della selezione dei docenti all’interno delle liste degli abilitati, con modalità trasparenti e flessibili definite ex ante. Un corollario della proposta è l’introduzione di ampi margini di autonomia anche nella definizione delle modalità di retribuzione dei docenti stessi. Se affiancato da un più ampio quadro di informazioni disponibili per le autorità, le scuole e le famiglie, un tale sistema stimolerebbe una competizione virtuosa tra le scuole per l’attrazione dei migliori docenti, favorendo una loro crescita professionale. Al contempo, i singoli docenti sarebbero incentivati a investire maggiormente nella qualità e nella reputazione della loro formazione e attività.



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COMMENTI
24/10/2011 - Reclutamento e preparazione specifica dei docenti (Salvatore Ragonesi)

Quante idee innovative hanno impegnato la mente e l'azione dei riformatori scolastici? L'antico sistema concorsuale, fatto di posti ben numerati e definiti e di una necessaria e solida preparazione "specifica" dei concorrenti, è stato distrutto da coloro che non avevano accettato di sottoporsi ad esami con prove vere e certificate. E così sarà delle graduatorie compilate per "compiacere" la vetustà del servizio. La chiamata diretta ha ormai fatto il suo ingresso nel mondo del vario reclutamento e chi vi si oppone rischia di essere considerato un sopravvissuto. L'autonomismo ha compiuto da parte sua il miracolo della scuola che sceglie i docenti migliori. Ai miei tempi si usava conquistare prima l'abilitazione all'insegnamento per poter partecipare al concorso nazionale a cattedre e ottenere successivamente l'immissione in ruolo "straordinario" e poi il passaggio a docente "ordinario" con una lineare e ben documentata relazione del preside. Era un sistema semplice e chiaro che puntava sulla valutazione qualificata e continuata ed evitava faziosi localismi e grossolane incompetenze nella scelta dei candidati.

 
24/10/2011 - Ma chi deve scegliere? (Paola Tonna)

D'accordo con la proposta, presentata da tempo anche da quella parte più riformista dell'associazionismo della scuola. Destinata però a rimanere pura teoria quando si afferma che "Le Scuole devono scegliere". Per Scuole cosa si intende? Il dirigente? da solo e con le innumerevoli incombenze, le reggenze ormai certe per tutti, l'aumento del numero degli utenti è materialmente escluso. E poi, forse, non avrebbe le competenze per valutare tutte gli ambiti disciplinari. Servirebbe, finalmente, una sorta di comitato tecnico scientifico di docenti, non eletti, ma diventati senior per meriti e preparazione acquisita e riconosciuta sul campo. Senza questa leadership professionale qualificata, oltre a non riuscire più a fare POF di qualità, sarebbe difficile attuare anche questa opportuna proposta. La Riforma dello Stato giuridico degli insegnanti è l'unico viatico per qualsiasi riforma di una scuola che si voglia veramente efficace. Purtroppo aspetta ormai da troppo tempo.

 
24/10/2011 - Un nonsenso (enrico maranzana)

“Il tema essenziale per una riforma del sistema scolastico italiano è quello del reclutamento”: l’essenzialità si fonda sulla visione dell’insegnamento come sottosistema del sottosistema scuola. “In un sistema scolastico che non è in grado di premiare il merito attraverso l’applicazione di attività di valutazione dei docenti”: la valutazione trova il suo significato nell’osservazione sistematica dello scostamento obiettivi .. risultati. Che senso ha parlare di valutazione e di merito in assenza della specificazione dei traguardi formativi, educativi, dell’istruzione? “Alla base della qualità dell’istruzione vi è la qualità dei docenti”: è vero. “Alla base” quale momento operativo dell’attività del sosttosistema scuola che, attraverso raffinamenti successivi, ha affrontato e risolto questioni d’ordine strategico e tattico.