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SCUOLA/ Dall'abilitazione al reclutamento, ecco una proposta di riforma

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Nella consapevolezza che, nel breve periodo, una tale riforma potrebbe generare un cambio di direzione radicale, il processo potrebbe essere introdotto gradualmente, ad esempio sperimentando questi cambiamenti a livello locale/territoriale (Regioni e/o Comuni) e attraverso reti di scuole “pilota”. Tuttavia, sarebbe importante da subito definire l’obiettivo finale e gli step da intraprendere per il suo perseguimento.



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COMMENTI
24/10/2011 - Reclutamento e preparazione specifica dei docenti (Salvatore Ragonesi)

Quante idee innovative hanno impegnato la mente e l'azione dei riformatori scolastici? L'antico sistema concorsuale, fatto di posti ben numerati e definiti e di una necessaria e solida preparazione "specifica" dei concorrenti, è stato distrutto da coloro che non avevano accettato di sottoporsi ad esami con prove vere e certificate. E così sarà delle graduatorie compilate per "compiacere" la vetustà del servizio. La chiamata diretta ha ormai fatto il suo ingresso nel mondo del vario reclutamento e chi vi si oppone rischia di essere considerato un sopravvissuto. L'autonomismo ha compiuto da parte sua il miracolo della scuola che sceglie i docenti migliori. Ai miei tempi si usava conquistare prima l'abilitazione all'insegnamento per poter partecipare al concorso nazionale a cattedre e ottenere successivamente l'immissione in ruolo "straordinario" e poi il passaggio a docente "ordinario" con una lineare e ben documentata relazione del preside. Era un sistema semplice e chiaro che puntava sulla valutazione qualificata e continuata ed evitava faziosi localismi e grossolane incompetenze nella scelta dei candidati.

 
24/10/2011 - Ma chi deve scegliere? (Paola Tonna)

D'accordo con la proposta, presentata da tempo anche da quella parte più riformista dell'associazionismo della scuola. Destinata però a rimanere pura teoria quando si afferma che "Le Scuole devono scegliere". Per Scuole cosa si intende? Il dirigente? da solo e con le innumerevoli incombenze, le reggenze ormai certe per tutti, l'aumento del numero degli utenti è materialmente escluso. E poi, forse, non avrebbe le competenze per valutare tutte gli ambiti disciplinari. Servirebbe, finalmente, una sorta di comitato tecnico scientifico di docenti, non eletti, ma diventati senior per meriti e preparazione acquisita e riconosciuta sul campo. Senza questa leadership professionale qualificata, oltre a non riuscire più a fare POF di qualità, sarebbe difficile attuare anche questa opportuna proposta. La Riforma dello Stato giuridico degli insegnanti è l'unico viatico per qualsiasi riforma di una scuola che si voglia veramente efficace. Purtroppo aspetta ormai da troppo tempo.

 
24/10/2011 - Un nonsenso (enrico maranzana)

“Il tema essenziale per una riforma del sistema scolastico italiano è quello del reclutamento”: l’essenzialità si fonda sulla visione dell’insegnamento come sottosistema del sottosistema scuola. “In un sistema scolastico che non è in grado di premiare il merito attraverso l’applicazione di attività di valutazione dei docenti”: la valutazione trova il suo significato nell’osservazione sistematica dello scostamento obiettivi .. risultati. Che senso ha parlare di valutazione e di merito in assenza della specificazione dei traguardi formativi, educativi, dell’istruzione? “Alla base della qualità dell’istruzione vi è la qualità dei docenti”: è vero. “Alla base” quale momento operativo dell’attività del sosttosistema scuola che, attraverso raffinamenti successivi, ha affrontato e risolto questioni d’ordine strategico e tattico.