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SCUOLA/ Berlinguer: cara Gelmini, perché non rispolveri la riforma dei cicli?

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Luigi Berlinguer (Imagoeconomica)  Luigi Berlinguer (Imagoeconomica)

Si sta facendo un’operazione doverosa e sufficiente. Doverosa perché, come dicevo, se in tempo di crisi bisogna trovare i soldi, farlo nel modo prospettato è la soluzione meno grave e più opportuna: si riduce la spesa accorpando - mettiamo il caso - due istituti, il risultato è la somma delle due scuole come alunni e come docenti; spariscono il segretario amministrativo e il preside di una delle due. Sufficiente, perché non si tocca la disciplina dei cicli; ma questo è un altro discorso.

È tanto che si parla di accorpamenti. Da questo punto di vista ci sono due Italie, non trova?

Certamente. Le Regioni centro settentrionali, cioè le migliori, hanno già provveduto; e infatti, se guardiamo i dati, la riduzione che si prevede in quelle Regioni è bassa. Non così le Regioni del sud, che non hanno fatto nulla o quasi. Pressioni politiche, raccomandazioni e clientelismo hanno bloccato tutto.

Ma secondo lei il sud sarà in grado di fare gli accorpamenti o no?

Non lo so: il desiderio è sicuramente di non farli. Per qesto servono misure efficaci di subentro e supplenza in caso di amministrazioni inadempienti. Se queste misure sono giuridicamente ben fatte, funzionano.

Lei è il padre putativo di questa riforma?

Noi abbiamo fatto un’altra cosa: abbiamo dato alle Regioni il potere di delegare alle province la programmazione delle nuove sedi e l’assestamento delle sedi esistenti. Da qui è derivato il riassetto di istituti che allora erano su scala ancor più piccola. Ora la situazione economico finanziaria del paese è diversa e più grave.

Un suggerimento?

Fare gli istituti comprensivi. Chi ha dato una grande spinta agli istituti comprensivi è proprio il sottoscritto. Ottenemmo una riduzione di metà delle elementari e medie esistenti. Ma il punto è un altro: quell’operazione era in perfetta sintonia con la riforma dei cicli, che prevedeva che il primo ciclo comprendesse elementari e medie in un unico istituto e in un unico ciclo.

Sappiamo com’è andata a finire.



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COMMENTI
28/10/2011 - Israel e scuola media (Pasquale D'Avolio)

Non capisco perché il dibattito debba sempre degenerare. Ricordo che nel 2003 era nato un gruppo del “buon senso” che cercava di ricondurre a una composizione degli “schieramenti in lotta”. Ne facevano parte Bertagna e Maragliano fra gli altri. Altri tempi! Rispondo al Prof. Israel che una Riforma la si giudica più che dai principi dagli esiti. E gli esiti della Scuola Media purtroppo sono sotto gli occhi di tutti. Colpa di tante cose, anche di un certo “donmilanismo” fuorviante, e di una non chiara percezione nella Riforma dei cicli berlingueriana del nesso continuità-discontinuità nella scuola di base. Il buon Bertagna ci aveva provato con le sue “Raccomandazioni” annesse alle prime Indicazioni a chiarire il senso di questo “passaggio” che non vuol dire necessariamente “separazione”. Chi scrive ha diretto un I.C. e ha trovato che la “contaminazione” tra maestri e “professori” era un fatto indubbiamente positivo. Concentriamoci ora sui “nuovi comprensivi” e facciamoli diventare un vero laboratorio nel quale il passaggio dalla primaria alla secondaria consenta appunto quella sintesi tra “continuità” e discontinuità”, una nuova “alleanza” tra docenti della primaria e delle Medie, un curricolo verticale che si sviluppi attraverso “evoluzione” e “cesure”. E’ vero che il punto non sta nell’”ingegneria” ordinamentale, ma è pur sempre vero che gli ordinamenti rispondono a una certa idea di scuola. Una “scuola di base” di qualità richiede una revisione critica di entrambi i segmenti.

 
28/10/2011 - Allusione? (Giorgio Israel)

Come arrogante soverchiatore e insolente si allude indubbiamente a chi ha sentenziato che «i professori gentiliani vanno cacciati dalla scuola senza pietà!!», con due punti esclamativi; e a chi ha detto che «i professori che d'ora in poi non useranno mezzi informatici saranno segnalati con liste su internet».

 
27/10/2011 - Una questione di stile (vittorio campione)

Nel IV capitolo dei Promessi Sposi si può leggere un dialogo, assai istruttivo, fra un "signor tale, arrogante e soverchiatore di professione," e Lodovico (Cristoforo). Da questo dialogo citiamo. Il signor tale: "Tu menti che io abbia mentito e, se tu fossi cavaliere come son io, ti vorrei far vedere, con la spada e con la cappa, che il mentitore sei tu". Lodovico: "E' un buon pretesto per dispensarvi di sostener co' fatti l'insolenza delle vostre parole". Si parva licet ...!

 
27/10/2011 - Una questione di stile (Giorgio Israel)

Vittorio Campione ha tutto il diritto di dire che io sbaglio, e anche di dirlo in modo polemico. Non ha invece il diritto di dire che io "fingo", ovvero che sono in malafede. Per il semplice motivo che questo fa degenerare la discussione in rissa, come è ormai costume in questo paese. Perciò avrei molto da rispondere nel merito a quel che dice, ma me astengo e mi sottraggo alla rissa. Non discuto per principio con i maleducati, e tantomeno riconosco ai maleducati le qualità per occuparsi di questioni educative.

 
26/10/2011 - I laudatores hanno anche qualche argomento? (vittorio campione)

Giorgio Israel finge di non sapere che il motivo per cui il ministero Berlinguer è stato contrastato (e poi non confermato per il timore di alcuni di perdere consensi) va ricercato nel (famigerato?) contratto che prevedeva la valutazione e la conseguente progressione di carriera e di stipendio per i docenti. Niente a che vedere con le riforme introdotte (autonomia scolastica, introduzione della dirigenza,riforma dell'esame di maturità, elevamento dell'obbligo, legge di parità, etc.) che sono state al contrario, nella sostanza, condivise e appoggiate nella scuola. L'eccezione è rappresentata dalla riforma dei cicli? E' questo che Israel sembra voler dire con il suo secondo intervento. Anche su questo però è difficile accettare le argomentazioni che, al saldo dei giudizi apodittici, sostengono la tesi. Francamente non riesco a trovare un solo argomento che riguardi il merito. La verità è, a mio parere, che in quella legge 30 del 2000 vi erano alcuni punti di assoluto valore: la riduzione di un anno della durata del corso di studi, la continuità dei curricoli, la semplificazione degli indirizzi, l'apertura verso una articolazione disciplinare temperata dall'integrazione. La cornice (7+5) era sbagliata? è possibile, ma non va dimenticato che la legge prevedeva un lungo periodo di attuazione e un monitoraggio i cui risultati dovevano poi tornare al Parlamento. Piuttosto, come dice Berlinguer, non sarebbe il caso di ricominciare a parlarne?

 
26/10/2011 - Chiariamo le cose (Giorgio Israel)

Egregio sig. D'Avolio, la questione l'ha spiegata bene il sig. Zelioli: "indispensabile per accompagnare la crescita pre-adolescenziale" e per questo far andare i bambini negli stessi gabinetti della terza media è pazzesco (Melacarne). Ovvero, la scuola media è una delle cose più giuste e indovinate della scuola italiana. In principio, s'intende. Dopo di che sappiamo che è un buco nero nel sistema scolastico (non so se peggiore delle primarie), ma di certo lo è. E perché? Soprattutto per la folle, indiscriminata apertura degli accessi che ha consentito a laureati in settori in cui non si fa un'ora di matematica o fisica di diventare professori di matematica e scienze. Ci si chieda chi è responsabile di una simile ignominia. Soprattutto per questo le medie sono un disastro, ma non per il principio costitutivo. Non a caso il progetto TFA-Lauree magistrali che ho contribuito ad avviare ha previsto nuove lauree magistrali per le medie che, senza precludere gli accessi, impongano recuperi in matematica e fisica a chi proviene da altre lauree. Ma, guarda un po', questa riforma è bloccata e il ministero rema contro la sua attuazione. Perciò, prima di dire che parlo a vanvera sarebbe bene pensarci due volte. E sarebbe bene pensare a riqualificare l'insegnamento in tutti i livelli, invece di almanaccare continue ingegnerie istituzionali e normative. Come ha detto Cesana, gli idoli non ci salveranno.

 
25/10/2011 - Meglio non insistere coi "rispolveri" (Marco Zelioli)

La "riforma dei cicli" del prof. Berlinguer cancellava di fatto la scuola media, "anello debole" della catena scolastica, ma davvero indispensabile per accompagnare la crescita pre-adolescenziale. Il fatto, era inaccettabile in sé, e per questo ho sempre sostenuto che la riforma della Legge 30 fosse uno scarabocchio, non un disegno ordinato. Certo, ci si sono messi di buzzo buono anche molti insegnanti a far scadere sempre più la scuola media... ma arrivare a pensare che quello scarabocchio fosse una soluzione ideale mi sembra esagerato, o forse solo un po' troppo "accademico". Ma il problema vero non è "scuola media sì, scuola media no". La questione è: la scuola di oggi è buona o da buttare? Forse solo una vera "scuola pubblica", fatta di scuole statali e paritarie alle stesse condizioni, sarà la buona scelta per il futuro dei nostri ragazzi. In fondo, anche questa era stata una buona (ma incompiuta) scelta dell'allora Ministro Berlinguer. Questa è la riforma da riprendere e "implementare". Non la riforma dei cicli, mortificante (e fortunatamente abrogata: non per cattiva volontà politica dell'allora Ministro Moratti, ma per inevitabile scelta, dopo la bocciatura della Corte dei Conti e, soprattutto, dopo i cambiamenti indotti alla scuola dall'autonomia ad essa riconosciuta dal nuovo Titolo V della Costituzione). Coraggio! Un po' di sana competizione fa bene a tutti. E si può avere solo se le condizioni di partenza sono pari (o almeno quasi, anche economicamente, si spera).

 
25/10/2011 - Tecnicalities (Paolo Melacarne)

Far andare i bambini di prima elementare negli stessi gabinetti di quelli di terza media si chiama macelleria educativa. Ma Luigi Berlinguer non è quello che voleva, togliere un anno al corso di studi? Quando gli spiegarono che ci si ritrovava, per i 7-8 anni successivi, con una classe in più in tutta Italia (con alunni cioè che non si sapeva in che aula collocare) mi risulta che sbottò "è solo un problema tecnico, lo risolvano i tecnici".

 
25/10/2011 - Comprensivi berlinguer-Israel (Pasquale D'Avolio)

Che al prof. Israel, come è noto, piace andare "controcorrente", lo sappiamo e questo giova indubbiamente al dibattito. Ma dire che "la Scuola Media è una delle cose migliori e più indovinate della scuola italiana" credo sia il solo a sostenerlo. Altri sono la Legge 1859/1962 e i "Nuovi Programmi" del 1979 e soprattutto la 517/77, altra è la realtà, come sa chi ha lavorato nella Media. I dati delle indagini PIRLS (nelle quarte elementari) e quelli OCSE (a 15 anni) stanno davanti agli occhi di tutti. Cosa sia avvenuto in quel "passaggio" non è difficile da capire. L'errore di Berlinguer, se mi è consentito, è stato quello di non aver previsto un passaggio graduale dai "Comprensivi" al "settennio" con il risultato di aver dato l'occasione a chi ha attuato il "punto e accapo" (Moratti-Tremonti). Ben venga quindi il D.L. 81/2011, anche se una Riforma di tale portata in una legge finanziaria lascia molto perplessi, a dir poco!

 
25/10/2011 - Ci manca soltanto questa... (Giorgio Israel)

Ci manca soltanto questa… La scuola media è una delle cose migliori e più indovinate della scuola italiana. Proprio perché in quegli anni si manifesta una svolta fisico-psicologica che ha le caratteristiche di un salto e non ha nessuna delle caratteristiche di un passaggio morbido: la scuola media risponde a questo salto e introduce il ragazzo alla nuova dimensione della sistematicità degli studi. Il trauma del passaggio dalle elementari alle medie è dovuto soltanto alle sciagurate riforme delle primarie che le hanno ridotte a una specie di scuola dell'infanzia prolungata. Questo è il vero nodo: riqualificare la scuola primaria in modo che, soprattutto negli ultimi due anni introduca a una dimensione più sistematica. E non fare della scuola media una sorta di scuola primaria prolungata. Conosciamo bene questa ricetta: una sorta di infanzia eterna. Il professor Berlinguer ha l'abitudine di criticare le idee degli altri, ma non esercita mai il precetto evangelico della trave e della pagliuzza. Si è mai chiesto come mai sono in tanti a pensare che egli sia stato il maggior responsabile dello sfascio del sistema dell'istruzione italiano? E come mai sono in tanti a diffidare delle sue ricette?