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SCUOLA/ Riusciranno i prof in 3 anni a "disinnescare" il pericolo-CLIL?

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Per quanto riguarda il primo punto il Ministero ha programmato un percorso molto lungo della durata di quattro anni per il passaggio da un livello B1 a C1 per un totale complessivo di 520 ore con un modello blended. Sicuramente è preferibile un percorso molto più rapido, le scuole possono organizzare la formazione linguistica finalizzata alla certificazione e raggiungere lo stesso obiettivo in modo più indolore.

Per quanto riguarda le competenze metodologico-didattiche il percorso è più complesso, perché la formazione sarà curata dalle facoltà universitarie e di conseguenza non sarà facile avviarla.

Il decreto con il regolamento relativo alla “Definizione della disciplina dei requisiti e delle modalità della formazione iniziale degli insegnanti della scuola dell’infanzia, della scuola primaria e della scuola secondaria di primo e secondo grado, ai sensi dell’articolo 2, comma 416, della legge 24 dicembre 2007, n.244”  all’art. 14 prevede che entro 5 anni le università istituiscano Corsi di perfezionamento per l’insegnamento di una disciplina non linguistica in lingua straniera, cui potranno accedere gli insegnanti in possesso di abilitazione e di competenze certificate nella lingua straniera di almeno Livello C1 del “Quadro Comune Europeo di Riferimento per le lingue”.

I percorsi formativi sono istituiti per la scuola secondaria di secondo grado e prevedono l’acquisizione di almeno 60 crediti formativi (1.500 ore) comprensivi di un tirocinio di almeno 300 ore pari a 12 crediti formativi universitari.

A conclusione del corso, al candidato che supera con esito favorevole l’esame finale è rilasciato il certificato attestante le acquisite competenze per l’insegnamento di una disciplina non linguistica in lingua straniera.

Si prevede anche la programmazione di un percorso abbreviato, della durata di 500 ore (20 CFU), rivolto a docenti di discipline non linguistiche di scuola secondaria di secondo grado. I docenti in possesso delle competenze linguistiche di livello C1-C2 del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le lingue potranno accedere direttamente a corsi di perfezionamento didattico-metodologico secondo l’approccio Clil che saranno affidati alle Facoltà universitarie in possesso dei requisiti definiti dal Gruppo di lavoro del Miur (Decreto AOODGPER 7236 del 29 Luglio 2010).



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COMMENTI
26/10/2011 - il merito dei prof. lungimiranti (Anna Di Gennaro)

Senza la pretesa di rispondere al titolo, l'interessante articolo mi riporta al mio Istituto Magistrale dove ho avuto la fortuna di imparare da una professoressa italiana che però parlava esclusivamente inglese, fin dal primo giorno di scuola. Non contenta delle nostre prestazioni, ci "obbligò" ad usare un dizionario ordinato appositamente e fatto pervenire da Oxford "from english to english" per le prove scritte dei temi. Eravamo solo alla fine del secondo anno, la contestazione non ci sfiorava minimamente e già riuscivamo ad elaborarli. Però eravamo tutte femmine, studiavamo costantemente e - per svagarci - ascoltavamo i Beatles e i Rolling Stones. Ma questa è un'altra storia...

 
26/10/2011 - I nodi arrivano al pettine... (Franco Labella)

Un anno fa, in qualche parte del web, avevo scritto del CLIL e mi ero posto ed avevo posto ai lettori, in maniera embrionale e polemica, alcuni degli interrogativi ora sviluppati in maniera assai più organica dalla collega Chiara. Se lo scrivo non è certamente per vantare una sorta di primogenitura di riflessione ma, più modestamente, per far rilevare che non si sbagliava quando si diceva che far partire il riordino con la fretta con cui è partita, travolgendo anche sperimentazioni non valutate, era sintomo di furore ideologico e non ansia innovatrice. Mi verrebbe da scrivere: C.v.d. Staremo a vedere quali italiche soluzioni arriveranno alle scadenze che incalzano. Intanto "gustiamoci" le difese del giovane Ministro come ieri sera a Ballarò. Tanto per i bilanci, ci sarà, purtroppo, tempo. Quello che manca sono le risposte del giovane Ministro a temi come quelli affrontati nell'articolo e qualsiasi accenno autocritico di alcuni dei suoi consiglieri.

 
26/10/2011 - Un problema di libertà (Gianni MEREGHETTI)

Nulla da dire circa questa innovazione, è un arricchimento per tutti, la questione è molto semplice, è che non si realizza una scuola nuova a colpi di prescrizioni, e possono essere anche intelligenti e geniali!, la scuola nuova si realizza solo per la libera presa di iniziativa di docenti e di studenti che si mettono insieme, condividono un bisogno e tentano di rispondervi. Va benissimo che il Ministero solleciti, ma si fermi lì, faccia un passo indietro, perchè ciò che vale e ciò che costruisce sono la passione e la libertà.