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SCUOLA/ Riusciranno i prof in 3 anni a "disinnescare" il pericolo-CLIL?

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

Ora, quali sono i nodi cruciali della questione? Prima fra tutte è una considerazione di ordine economico. È apprezzabile il tentativo di creare una figura di docente che acquisisce professionalità e competenze linguistiche specifiche, ma allo stesso tempo - a fronte di una formazione estremamente lunga e impegnativa che, non dimentichiamolo, si affianca all’impegno del lavoro a scuola - non si prevede nessun riconoscimento della  professionalità acquisita.

Altra questione spinosa, perché affidare la formazione all’università che deve istituire corsi specifici su un tema di cui c’è scarsa conoscenza in ambito universitario ad eccezione di Ca’ Foscari a Venezia. E ancora, quale sarà il profilo di chi dovrà formare i docenti di disciplina sul Clil? E in quali facoltà si avvieranno questi percorsi? Infine, se l’anno prossimo si dovrà iniziare nei licei linguistici dalla classe terza e la formazione non è ancora partita, che cosa si farà? I docenti si organizzeranno autonomamente senza avere acquisito le competenze richieste? La formazione in questo caso non sarà necessaria?

E infine un’ultima riflessione. In un periodo in cui non si parla d’altro che di tagli e soprattutto nella scuola, come mai si è messa in piedi una macchina così complessa e impegnativa che assorbirà non poche risorse se consideriamo soprattutto i numeri dei docenti (13.800) che hanno presentato domanda per accedere a questi corsi?

Si potrebbe concludere con la solita nota negativa, cambiare tutto per non cambiare niente, ma chi in questi anni ha lavorato seriamente sul Clil sa che può essere davvero una strada per recuperare il tempo perduto.



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COMMENTI
26/10/2011 - il merito dei prof. lungimiranti (Anna Di Gennaro)

Senza la pretesa di rispondere al titolo, l'interessante articolo mi riporta al mio Istituto Magistrale dove ho avuto la fortuna di imparare da una professoressa italiana che però parlava esclusivamente inglese, fin dal primo giorno di scuola. Non contenta delle nostre prestazioni, ci "obbligò" ad usare un dizionario ordinato appositamente e fatto pervenire da Oxford "from english to english" per le prove scritte dei temi. Eravamo solo alla fine del secondo anno, la contestazione non ci sfiorava minimamente e già riuscivamo ad elaborarli. Però eravamo tutte femmine, studiavamo costantemente e - per svagarci - ascoltavamo i Beatles e i Rolling Stones. Ma questa è un'altra storia...

 
26/10/2011 - I nodi arrivano al pettine... (Franco Labella)

Un anno fa, in qualche parte del web, avevo scritto del CLIL e mi ero posto ed avevo posto ai lettori, in maniera embrionale e polemica, alcuni degli interrogativi ora sviluppati in maniera assai più organica dalla collega Chiara. Se lo scrivo non è certamente per vantare una sorta di primogenitura di riflessione ma, più modestamente, per far rilevare che non si sbagliava quando si diceva che far partire il riordino con la fretta con cui è partita, travolgendo anche sperimentazioni non valutate, era sintomo di furore ideologico e non ansia innovatrice. Mi verrebbe da scrivere: C.v.d. Staremo a vedere quali italiche soluzioni arriveranno alle scadenze che incalzano. Intanto "gustiamoci" le difese del giovane Ministro come ieri sera a Ballarò. Tanto per i bilanci, ci sarà, purtroppo, tempo. Quello che manca sono le risposte del giovane Ministro a temi come quelli affrontati nell'articolo e qualsiasi accenno autocritico di alcuni dei suoi consiglieri.

 
26/10/2011 - Un problema di libertà (Gianni MEREGHETTI)

Nulla da dire circa questa innovazione, è un arricchimento per tutti, la questione è molto semplice, è che non si realizza una scuola nuova a colpi di prescrizioni, e possono essere anche intelligenti e geniali!, la scuola nuova si realizza solo per la libera presa di iniziativa di docenti e di studenti che si mettono insieme, condividono un bisogno e tentano di rispondervi. Va benissimo che il Ministero solleciti, ma si fermi lì, faccia un passo indietro, perchè ciò che vale e ciò che costruisce sono la passione e la libertà.