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SCUOLA/ Gita scolastica, piccolo vademecum per non sbagliare tutto (o quasi)

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Barcellona, rambla de mar (Imagoeconomica)  Barcellona, rambla de mar (Imagoeconomica)

Mentre la gita primaverile spezza il ritmo della chiusura d’anno, e con una quinta è un addio anticipato dopo il quale resta poco da dirsi, lo scorso settembre ho fatto la prima conoscenza di due classi che non avevo mai avuto: bel problema, pensavo, se non altro con la fatica che faccio ad imparare i nomi. Un forte impatto reciproco, facilitato dal contesto e dal vedere che “conoscenze e competenze” scolastiche possono non essere solo pagine stantie, ma una cultura viva, arte e scienza, le sfide del futuro... io stesso ne sono stato piacevolmente sorpreso. Tornati a scuola, vedo che il rapporto tra noi – in aula e in laboratorio – ha già una sicurezza che fa ben sperare per i due anni di lavoro insieme.

Insomma, dopo una lunga carriera come accompagnatore di gite primaverili, penso che nel futuro caldeggerò l’ipotesi settembrina. E se poi ci scappa un tuffo notturno in un mare ancora estivo, evviva.



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COMMENTI
28/10/2011 - Interessante! (Gianni MEREGHETTI)

Interessante la proposta di introdurre l'anno con un viaggio di istruzione, interessante! Anch'io quest'anno ho iniziato la scuola con uno scambio culturale, mi sono recato in Germania ad Ellwangen con la classe quarta che ha come seconda lingua il tedesco. Un'esperienza significativa, che ci ha coinvolto tutti, insegnanti e studenti, in una avventura travolgente segnata da bellezza e amicizia. Così mi sono convinto ancor di più che la questione di questi viaggi di istruzione è la stessa che si gioca ogni giorno in classe, è che una bellezza si imponga e la bellezza infatti e solo la bellezza a salvare la scuola, a renderla affascinante, a farne cogliere il nesso con la vita. Per questo inizio dell'anno o primavera la questione non cambia, anzi si fa sempre più determinante, è l'urgenza che irrompa dentro la scuola una bellezza, così che ogni studente e ogni insegnante possa decidere, se attaccarsi a questa bellezza o proseguire la stanca monotonia delle settimane di scuola in cui tutto si fa fuorchè ciò che interessa la vita. I viaggi di istruzione come una lezione su Kant sono solo una occasione, una occasione per alzare lo sguardo e lasciarsi ferire dalla bellezza, seguendone la direzione. Si diventa amici, capaci di condividere il bisogno del senso della vita, solo così.