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SCUOLA/ A Quito c’è un "Pelca" che potrebbe ispirare l’Italia...

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A Quito, Ecuador (immagine d'archivio)  A Quito, Ecuador (immagine d'archivio)

E le educatrici? Donne con figli, che vivono in quei quartieri e nelle stesse condizioni delle altre e che per questo conoscono meglio di tutti i bisogni della loro gente. Donne che in questi anni si sono formate completando gli studi obbligatori dapprima e specializzandosi poi con tantissimi sacrifici, di tempo e di soldi. Vivere in questi quartieri significa anche affrontare problemi logistici a volte davvero difficili: per raggiungere la città, per esempio, ci vogliono quasi due ore.

Queste donne sono andate al fondo anche della loro esperienza umana di madre, moglie e amica, perché durante gli incontri, durante le lezioni in casa, si parla anche di amicizia, di incontro e di condivisione. Questi quartieri nati attorno a Quito sono luoghi sorti 25 anni fa causa le invasioni di grandi terreni abbandonati da parte di gruppi di persone provenienti da tutto il paese. Tutte persone di razze diverse, di etnie diverse, ma tutte in cerca di una terra dove costruire la loro casa e in cerca di lavoro in città. Quartieri caratterizzati dalla violenza, così come dall’indifferenza e dalla solitudine.

E tutto questo che si fa, che sembrerebbe cosí semplice e “artigianale” ha certamente un valore profondo nel quadro dei nuovi cambiamenti anche legislativi che stanno avvenendo qui in Ecuador, nel contesto dei quali il programma educativo Pelca potrebbe inserirsi. In questi anni abbiamo visto, in queste donne, un grande cambiamento nella percezione del valore della propria persona e delle proprie capacità, a cominciare dalle educatrici.

Abbiamo visto aumentare la stima di sé e la coscienza della propria dignità fino ad affrontare - e in alcuni casi risolvere - situazioni di vero e proprio maltrattamento fisico e psicologico da parte dei mariti. Un fenomeno purtroppo molto diffuso qui in Ecuador a cui le donne rispondono nella maggior parte dei casi con rassegnazione e passività.

In questi anni, abbiamo visto crescere il desiderio di vivere, riflesso in molti casi nella ripresa degli studi e nell’educazione dei propri figli, dedicando loro molto più tempo e cercando di coinvolgere anche il proprio marito. Abbiamo così potuto vedere l’effetto che questo movimento nella persona produce sull’educazione dei figli fino alla scuola elementare, quando i bambini incominciano la nuova tappa maggiormente sicuri di sé e affettivamente stabili, con importanti risultati positivi sull’apprendimento.

Tanta strada si è fatta con il Pelca. Oggi il curriculum è in corso di analisi per il riconoscimento presso il ministero dell’Educazione. L’educazione infantile, infatti, qui come nel resto del mondo che sta “crescendo”, ha acquisito una certa rilevanza. Rientra in uno degli obiettivi del millennio. Il metodo del Pelca, centrato sulla figura di un adulto che si prende cura del bambino, come persona con una propria unicità, sulla famiglia come luogo di educazione, sulla comunità come luogo di vita della tradizione, ha mostrato un’efficacia che merita di essere presa in seria considerazione.

 

(Stefania Famlonga, responsabile AVSI in Ecuador)

 



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