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SCUOLA/ Dagli slums di Nairobi: "la mia scuola è bella come un castello"

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Nella scuola Little Prince a Nairobi, Kenya (immagine d'archivio)  Nella scuola Little Prince a Nairobi, Kenya (immagine d'archivio)

Ricordo un colloquio con il genitore di un ragazzo che accusava suo figlio di terza media di frequentare brutte compagnie e di essere indisciplinato perché sfuggiva ai suoi dovere domestici (come andare a prendere l`acqua, ecc.). Il padre diceva che suo figlio era un ingrato perché lui, a differenza di altri, aveva sempre qualcosa da mangiare la sera. Il ragazzo scoppiò a piangere dicendo al padre che riconoscevadi essere fortunato, ma rispose letteralmente al padre: “tu mi fai trovare il cibo in una scodella, ma non ti sei mai fermato una volta a mangiare con me”.

Ci sono tanti aspetti della vita familiare che sono carenti e noi concepiamo la scuola proprio come una famiglia, perché l’educazione riguarda tutti gli aspetti della vita: dall’ingresso a scuola al mattino, dove il bambino trova qualcuno ad accoglierlo, al pranzo in comune ed ai giochi, oltre al lavoro prettamente didattico. Quando, in un tema in classe in quinta elementare è stata data come traccia: “descrivi la tua scuola”, Purity ha scritto: “la mia scuola è bella come un castello che domina dalla collina e il suo cancello, che è come un gigante, ha delle lunghe braccia che si distendono e si richiudono per abbracciare tutti quelli che vogliono entrare (...). Il nome della scuola è “Il Piccolo Principe”... e io in questa scuola mi sento una principessa”. È un dato di fatto che i bambini arrivano a scuola presto al mattino; all’apertura del cancello sono già in attesa, e il pomeriggio devono essere sollecitati ad uscire perché vorrebbero rimanere.

Una ragione è senz’altro nel fatto che nel cortile della scuola c’è spazio per correre e giocare, c’è l’acqua, non ci sono i pericoli che minacciano l’ambiente circostante dello slum (violenze di ogni tipo): ma il motivo vero è che i bambini si sentono voluti bene e accompagnati.

Oltre alle normali materie curriculari, alla Little Prince si da molto spazio alla lettura di testi di narrativa e alla realizzazione di lavori teatrali. Si tratta di un lavoro che coinvolge, a vario livello, tutti i bambini della scuola (dall’asilo alle medie) e tutti gli insegnanti. Ognuno  contribuisce alla costruzione di un “opera” comune: I più piccoli attraverso i lavori manuali costruiscono le scenografie e nella recita interpretano le parti più semplici (i fiori, gli alberi, gli animali...); gli altri cantano, eseguono danze e interpretano parti più complesse. La finalità dell’attività del teatro non è solo di realizzare uno spettacolo, per il quale sarebbe ovvio assegnare le parti agli scolari più intelligenti e brillanti, ma valorizzare ogni bambino perché possa dare il meglio di sé. Tante volte le parti sono state assegnate a bambini timidissimi, oppure troppo eccentrici (perché imparassero  a dare spazio agli altri e a dipendere da essi) o balbuzienti (come il primo attore del primo lavoro teatrale: “Il piccolo principe”).



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