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SCUOLA/ Dagli slums di Nairobi: "la mia scuola è bella come un castello"

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Nella scuola Little Prince a Nairobi, Kenya (immagine d'archivio)  Nella scuola Little Prince a Nairobi, Kenya (immagine d'archivio)

NAIROBI - Alla Little Prince la giornata inizia alle 7 del mattino per i bambini dello slum che, non avendo le condizioni per fare i compiti e studiare a casa, preferiscono venire a scuola. A quell’ora però c’è già l’insegnante che li aspetta: a turno gli insegnanti si rendono presenti per accogliere i bambini “mattinieri” e garantire che ci sia qualcuno ad aspettarli e a guidarli nello svolgimento dei compiti.

In Africa, ogni scuola ha un motto. Quello della Little Prince è “What is essential is invisibile to the eyes”. La scuola è stata costruita nel 1999 da Avsi con il partner svizzero Avaid nel quartiere di Kibera, a Nairobi, per rispondere alle esigenze educative.   

Kibera è una delle baraccopoli più grandi dell’Africa, nella quale vivono 750 mila persone, tutte in case fatte di niente. Fango, legno, pezzetti di legno e lamiera ondulata come tetto. A Kibera non ci sono servizi, non c’è acqua potabile, non c’è corrente elettrica, la spazzatura è ovunque. Quando piove il fango si trascina dietro un mondo. I bambini nascono e vivono qui in un clima di estrema violenza. Poter frequentare una scuola, se poi così bella come la Little Prince, è una grandissima opportunità per crescere.

Partita con 9 bambini, la scuola accoglie oggi, grazie anche al sostegno a distanza di Avsi e di Avaid, più di 300 studenti nella scuola elementare e 50 nell’asilo inaugurato nel 2010. Alcuni bambini lo scorso luglio hanno cantato nel coro del Maestro Muti, nella tappa africana delle Vie dell’Amicizia per il Ravenna festival.

Alla Little Prince le lezioni iniziano ufficialmente alle 8 e alle 10.30 suona la campana della ricreazione. Prima ai bambini più piccoli, dell’asilo e delle lower classes (cioe’ dalla prima alla quarta elementare ) poi gli altri, (dalla quinta all’ottava), viene offerto il porridge, una bevanda molto densa e nutriente, che è sicuramente il primo alimento della giornata. Dopo una pausa di circa mezz’ora, si rientra in classe. Alle 12.30 i più piccoli e alle 13 le altre classi ritornano nella mensa per pranzare e poi giocare fino alle 13.40.

Per i bambini della nostra scuola il momento del pranzo è importantissimo, perché per la maggior parte di loro è l’unico pasto sicuro della giornata ed è il momento di convivenza della classe con l’insegnante, in cui si sperimenta una situazione che, generalmente, in famiglia non si vive, trattandosi di famiglie povere dove è difficile che siano presenti entrambi i genitori. Ma anche se ci fosse uno dei due, molto difficilmente sono in grado di provvedere un pasto; per quelli che ci riescono, sedersi a tavola per mangiare insieme non è parte della loro cultura.



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