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SCUOLA/ Un vero maestro si riconosce dalla "simpatia"

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L’ampia prolusione del card. Angelo Scola, arcivescovo di Milano, svolta il 9 novembre scorso all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università Cattolica svolge tematiche e suggerisce spunti di riflessione che riguardano non solo il mondo accademico, ma incrociano il più vasto tema educativo. Nel suo intervento il card. Scola affronta infatti alcune questioni che ben si inseriscono nell’impegno della Chiesa italiana sul terreno dell’“educare alla vita buona”.  

Mi riferisco a tre punti principali. Il primo riguarda la responsabilità del sapere e della ricerca verso la verità e la sua vitalità in rapporto alla realtà. Senza ricerca della verità non ci può essere educazione: nel migliore dei casi ci potranno essere forme di addestramento più o meno efficaci e preparazione di competenze operative più o meno utili. 

Contro l’imperante funzionalismo che accompagna i discorsi pubblici sull’educazione – formazione del capitale umano, stretta relazione tra gli apprendimenti e le esigenze del mondo produttivo, centralità delle pedagogie proceduraliste – il card. Scola oppone “la conoscenza in senso pieno”, ciò che può avvenire solo se “il soggetto si pone nei confronti della realtà con una sincera apertura e simpatia e non con un atteggiamento equivocamente neutrale”. Non vi può essere perciò “vera conoscenza se non vi è un vero coinvolgimento con la realtà che si vuole conoscere”.  Non basta sapere “come stanno le cose”, ma bisogna penetrare il “perché delle cose” e come esse si possano modificare grazie all’iniziativa dell’uomo.

La seconda riflessione riguarda il carattere “pubblico” della conoscenza e della verità, non soltanto perché l’idea cristiana di verità non è mai separabile dall’istanza missionaria, ma anche e perché il sapere e la persona “educata al bene” non hanno timore – e anzi sono vitalizzati – del confronto con altre opinioni, convinzioni, ideali. “È la dinamica stessa dell’educazione – scrive il card. Scola – che impone la necessità di un confronto a tutto campo e, quindi, per sua natura libero e pubblico, dell’educando con tutti i fattori costitutivi della realtà”.

Ne scaturisce l’implicito e pressante invito a pensare un’educazione “in grande” capace di promuovere il senso critico, la capacità di giudizio, la libertà intellettuale contro la banalità delle formule standardizzate e il valore attribuito alla presunta neutralità, che in realtà si configura come “un espediente ideologico che priva l’interlocutore della possibilità di un dialogo franco e aperto”. 



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COMMENTI
14/11/2011 - Interessante (Gianni MEREGHETTI)

Interessante questa sfida sulla simpatia, soprattutto oggi in cui un insegnante raramente punta su di essa, ma fa forza o sulle regole dell'istituzione - oggi si aumenta a dismisura il controllo come se dal controllo possa venire la garanzia dell'educazione - o sulle proprie conoscenze. Invece ciò che educa è la simpatia, la capacità che un insegnante o un educatore ha di puntare tutto sulla libertà di ogni studente. E' un approccio positivo la strada dell'educazione, la certezza che un adulto ha dell'unico alleato su cui può puntare: il cuore.

 
14/11/2011 - Concretizzare, formulare piani di intervento (enrico maranzana)

"Non vi può essere vera conoscenza se non vi è un vero coinvolgimento con la realtà che si vuole conoscere. Non basta sapere 'come stanno le cose', ma bisogna penetrare il 'perché delle cose' e come esse si possano modificare grazie all’iniziativa dell’uomo… Ne scaturisce l’implicito e pressante invito a pensare un’educazione "in grande" capace di promuovere il senso critico, la capacità di giudizio, la libertà intellettuale contro la banalità delle formule standardizzate… Il vero maestro è allora colui che, ponendosi dinamicamente nel rapporto autorità-libertà, non ha risposte prefabbricate alle domande dei discepoli, ma insegna loro a pensare, offrendo il suo aiuto a porre domande autentiche e la propria testimonianza di onestà intellettuale". Se questo è il problema allora è necessario individuare la strategia risolutiva, questione che non può essere affrontata nello spazio limitato dei commenti. In rete, nel sito di edscuola.it, è presente una proposta che muove nella direzione auspicata: "la scuola del XXI secolo". Lo scritto, oltre a indicare le cose da fare, focalizza gli impedimenti che si sono frapposti e si frappongono all’ammodernamento del sistema scolastico.