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SCUOLA/ Il nuovo reclutamento? Vada a lezione dalle paritarie

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Il risultato – fermo restando che si può sempre sbagliare nella scelta, poiché nessuno è infallibile – è che l’età media dei docenti è decisamente più bassa di quella della scuola statale, ma soprattutto che all’interno degli istituti scolastici si respira un clima “frizzante”, di forte dinamismo e passione educativa.

E allora è possibile leggere testimonianze come quella di una maestra presso la scuola primaria “Spallanzani” di Sant’Antonino di Casalgrande, che alla fine di un percorso didattico sulla natura con i suoi alunni ha scritto: “il vero onore è stato per me lavorare con questi bambini e vederli con gli occhi spalancati su tutto il mondo, pronti a paragonarsi anche ad un piccolo semino, scoprendone così l’infinita grandezza”. Oppure come quella di un genitore che scrive: “Soprattutto come mamma mi sento veramente di dire un doveroso grazie alla nostra preside che si è data tanto da fare perché veramente ha a cuore i nostri ragazzi e un grandissimo grazie anche a quegli insegnanti che ora fanno lezione al pomeriggio: non certo per la paga di fine mese, quella l’avrebbero avuta tutti. Essi sono mossi da una grande passione educativa e fanno per i nostri figli ciò che farebbero per i propri: cercano di dare il meglio”.

Oppure, ancora, come quella di una docente ad una collega più anziana: “Carissima, volevo ringraziarti per avermi dato l’opportunità di venire con te. Con saggezza e un amorevole sguardo verso i ragazzi hai saputo farmi vedere quanto valgono ma anche le loro fragilità; mi hai dato una nuova prospettiva che mi aiuterà molto a lavorare con loro. Sapevo che erano simpatici ma non conoscevo ancora il loro cuore; mi sono divertita ma anche emozionata nel vederli così trasparenti. Venerdì ho percepito che per loro era stato importante quello che hanno visto, ma soprattutto essere stati accettati ed aver avuto l’opportunità di scegliere e partecipare alle decisioni. Pochi adulti perdono tempo con loro e li abituano a prendere decisioni. Che peccato....! Ho imparato molto da te e da loro e continuo ad imparare, grazie tante di cuore”.

Sono solo alcuni dei tanti esempi che si potrebbero fare, per confermare quanto la letteratura e l’esperienza, oltre all’Ocse (Education at a Glance 2011), hanno evidenziato: alla base della qualità dell’istruzione vi è la qualità dei docenti.

Per riformare davvero il nostro sistema scolastico, pertanto, occorre affrontare il nodo del reclutamento dei docenti in modo innovativo. Le esperienze che possono fare da “apripista” esistono già: non bisogna fare altro che riconoscerle, valorizzarle ed estendere la medesima possibilità – in un’ottica di reale autonomia – anche alle scuole statali con adeguati provvedimenti normativi, seppure con quella prudenza e gradualità che un cambio di direzione così radicale rende necessario.



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COMMENTI
03/11/2011 - Punteggio di servizio nelle scuole paritarie (Giuseppe Simone)

Il privato può fare ciò che vuole, ci mancherebbe, ma a questo punto il punteggio di servizio prestato dai docenti nelle scuole paritarie non dovrebbe avere lo stesso "peso" di quello prestato nelle scuole statali. All'attualità, invece, sappiamo bene che così non è poichè per legge, il punteggio di servizio prestato nelle scuole paritarie è uguale a quello prestato nelle scuole statali. Se le scuole paritarie vogliono assumere a loro piacimento i loro docenti "preferiti", setacciati secondo "criteri" a dir poco localistici e privati, lo facciano pure ma senza che il punteggio attribuito ai docenti sia uguale a quello del servizio prestato nelle scuole statali. Non foss'altro perchè queste ultime hanno l'obbligo di convocare i docenti solo da Graduatorie provinciali, stilate sulla base di criteri (stavolta sì) oggettivi stabiliti dal Ministero.

 
03/11/2011 - Perchè è sbagliato fare il proprio interesse? (Francesco Montanari)

Dal commento precedente pare di capire che chi agisce nel proprio interesse fa del male a qualcuno... Non si tratta di volersi sottrarre ad esami e concorsi, ma si tratta di lasciare la possibilità di scegliersi i collaboratori, come accade in qualsiasi azienda. Se uno si sceglie dei collaboratori inadeguati, ne paga le conseguenze, perchè il mercato farà le proprie scelte. Le scuole paritarie questo lo sanno bene, e per questo ponderano bene le loro scelte. La scuola statale non si pone il problema "del mercato", e quindi non si pone neanche il problema della scelta!

 
03/11/2011 - I sofismi della chiamata localistica ad personam (Salvatore Ragonesi)

Le posizioni si capovolgono stranamente e le scuole paritarie diventano il modello universale del reclutamento dei docenti, e tutta una tradizione consolidata viene messa tranquillamente in discussione e buttata al macero. La verità è che ognuno cerca di fare i propri interessi "particulari" e nessuno più è disposto a riconoscere e far valere i meriti effettivi, che potrebbero invece essere valorizzati solo dai vecchi e rigorosi concorsi nazionali, là dove i giovanissimmi di valore potevano davvero farsi valere e superare la vetustà del servizio. Ma non si è più disposti a sottoporsi alla dura fatica degli esami e si cerca la scorciatoia della buona "relazione" e della chiamata diretta per conoscenza "immediata". Bisogna invertire la rotta della riflessione di Lepore ed estendere invece a tutte le scuole (statali e paritarie) i medesimi criteri di oggettività nella richiesta di una preparazione specifica valutata da Commissioni nazionali(uguali per tutti) e non da "entità" localistiche e municipalistiche, laiche o religiose. Il riformismo giovanilistico nasconde il trucco del reclutamento "ad personam", che non è un criterio di serietà e di rigore. Tutte le altre distinzioni possono appagare soltanto il desiderio (per chi ne è appassionato) di artificiosi sofismi.