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UNIVERSITA’/ Il direttore di Bergamo: i ricorsi anti tasse? Si cambi la legge

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Dopo il «caso Pavia», molti atenei ora temono una battaglia legale contro le rette. Il Tar della Lombardia, infatti, ha dato ragione agli studenti dell’Udu - Unione degli universitari - che hanno presentato ricorso contro l’Università di Pavia per farsi restituire i contributi versati in eccesso. La regola infatti dice che la quota di contributo in tasse degli studenti non deve superare il 20% del finanziamento complessivo che va all’ateneo dalle casse del Fondo di finanziamento ordinario (Ffo), il «forziere» statale dal quale provengono i soldi per le università.
L’ateneo di Pavia ha «incassato» troppo e ora, dice il Tar, deve restituire i soldi agli studenti. Una sentenza che, se estesa ai molti atenei italiani che sforano il parametro, implicherebbe un costo enorme, insostenibile per un sistema, quello dell’istruzione, dove i soldi ultimamente non abbondano.
In una classifica pubblicata dal Sole 24 Ore di martedì, l’università di Bergamo eccede di 16,5 punti percentuali il limite del 20% del Ffo ed è seconda solo ad Urbino, in vetta alla lista con 36,6. IlSussidiario.net ne ha parlato con Giuseppe Giovanelli, direttore amministrativo dell’ateneo. «Il nostro metodo? Un’azione integrata tra rappresentanze studentesche e rappresentanze degli atenei» spiega Giovanelli.

Direttore, la sentenza del Tar rischia di provocare una serie di ricorsi a catena tra gli atenei italiani non in regola.

La sentenza vale per il caso di Pavia, non ha una valenza di ordine generale. Ha però il merito di mettere in evidenza che ci troviamo di fronte ad una norma risalente ad un contesto ben preciso, quello degli anni novanta, distante anni luce dalla situazione attuale.

Che cosa intende dire?

Oggi la situazione è molto diversa, perché l’intervento dello Stato sì è di molto ridotto. E gli atenei hanno necessità di trovare modalità di finanziamento alternative. Vent’anni fa i finanziamenti crescevano di anno in anno, ora è il contrario: il denominatore da anni è andato diminuendo, e il rapporto è aumentato.

È stata l’Udu a intentare ricorso. Ha parlato di «tesoretto fuorilegge», pur ammettendo che è necessario un maggior investimento su scuola, università pubblica, diritto allo studio. Le sembra il modo migliore per richiamare l’attenzione sulla scarsità di fondi un cui versa l’università?



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