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SCUOLA/ Se i futuri dirigenti scolastici diventassero "casi clinici"?

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Effetti da stress lavoro correlato? (immagine d'archivio)  Effetti da stress lavoro correlato? (immagine d'archivio)

Due recenti ricerche nazionali sul tema del DMP negli insegnanti hanno messo in evidenza l’impreparazione dei dirigenti scolastici a gestire il fenomeno DMP, nonché l’errata attitudine dei docenti che considerano l’invio in Commissione medica di verifica (CMV) quale atto di mobbing del dirigente nei loro confronti, anziché iniziativa volta a tutelare la salute del lavoratore che è tenuto obbligatoriamente a formarsi sul rischio di DMP (art. 20 del DLgs. 81/08).

La formazione dei dirigenti scolastici in materia di tutela della salute dei lavoratori è inoltre posta in capo all’amministrazione scolastica (c. 1, art. 6 DM 382/98) che deve provvedere affinché i capi d’istituto ricevano le giuste indicazioni per l’applicazione del Testo Unico sulla tutela della salute nei posti di lavoro. A loro volta i dirigenti sono tenuti a informare i docenti sui loro diritti e doveri, tra cui la possibilità di richiedere un accertamento sanitario al Collegio medico di verifica per motivi di salute, e come eventualmente ricorrere avverso il provvedimento del collegio medico (art. 37 del DLgs. 81/08) alla Commissione medica ospedaliera di II istanza. Gli artt. 55 e 59 del DLgs. 106/09 prevedono infine le sanzioni cui saranno soggetti rispettivamente il datore di lavoro inadempiente e il lavoratore che non partecipa alla formazione aziendale in materia di tutela della salute sul lavoro.

Qualcuno si chiederà se esistono segnali premonitori. Sì. E il Ds deve saper coglierne segni e sintomi, visto che gli spetta anche il ruolo medico-legale relativo al  DPR 171/2011. Il docente in grave crisi potrebbe “esplodere” e causare danni a sé e all’utenza ignara del rischio di logoramento professionale. Nel tempo più o meno lungo e con gli anni, l’ affaticamento fisico ed emotivo diviene particolarmente evidente. L’atteggiamento distaccato e apatico nei rapporti interpersonali si accentua. Il sentimento di frustrazione per mancata realizzazione delle proprie aspettative si coglie – spesso palesemente, ma anche in modo subdolo – nella spiccata propensione alla conflittualità. A questo punto la perdita del controllo degli impulsi potrebbe essere imminente e la crisi psicotica pure, magari in classe, come più volte accaduto. Ne conseguono i guai derivanti dalla non corretta gestione preventiva. Il Ds che non ha acquisito strumenti adeguati si troverà a dover trattare con una specie di “mina vagante” che rischia di compromettere gravemente il clima dell’intera scuola.

Perché dunque pre-occuparsi del disagio mentale professionale degli insegnanti? Un recente studio rileva che il 27% di essi ha ammesso di aver perso il controllo almeno una volta. I disturbi del comportamento gravi, evidenti e ripetuti, fanno fondatamente presumere l’esistenza dell’inidoneità psichica, temporanea o permanente, al servizio in cattedra. Occorre monitorare periodicamente il corpo docente con adeguata preparazione e tempismo. Ogni Ds dovrebbe imparare a tabulare le osservazioni sistematiche dei suoi docenti per agire prima che accada il fatto eclatante di perdita del controllo. A quel punto “agganciare” il/la malcapitato/a diverrà un’impresa titanica e il datore di lavoro corre il rischio di essere anche denunciato per azione di mobbing quando decidesse, a tutela dell’insegnante stesso, di inviarlo/a a visita medico collegiale (Cmv) per l’opportuna verifica e l’adeguata ricognizione delle condizioni di salute psicofisiche.



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COMMENTI
22/12/2011 - Patologie psichiatriche (Pietro De Nicolao)

Ma allora c'è proprio un errore nell'articolo: c'è scritto "Attualmente si attesta al 49,8% la percentuale degli insegnanti con patologie psichiatriche". La frase, così com'è, si può interpretare solo come: "di tutti gli insegnanti, il 49,8% soffre di patologie psichiatriche". Se fosse vero, avrei paura ad andare a scuola! Sarebbe il caso di precisare che la percentuale si riferisce solo agli insegnanti sottoposti ad accertamento medico, citando correttamente l'articolo della rivista scientifica.

RISPOSTA:

Gentile Pietro De Nicolao, la sua obiezione dimostra di non tenere conto della mia precedente risposta a Giorgio Ragusa. Provi a leggerla anche lei. I commenti sono preziosi e stimolanti, ma le risposte hanno un peso notevole. Resta il fatto inequivocabile che, dalla pubblicazione scientifica comparativa del 2004, cui faccio riferimento, i grafici hanno evidenziato l'ulteriore impennata sia delle psicopatie sia delle neoplasie a carico degli insegnanti passati al CMV. Mi perm etto di segnalarle gli articoli, qui pubblicati, dello specialista/ricercatore c itato nella suddetta risposta per chiarirsi ancora meglio le idee e tornare a sc uola maggiormente consapevole dell'importanza della professione docente, troppe volte schiacciata dagli stereotipi dell'opinione pubblica e dall'"ignoranza" in materia di tutela della loro salute, anche mentale Attualmentela percentuale ris contrata si attesta ben oltre il 50%. Legga qui e capirà ancora meglio. http://www.ilsussidiario.net/Autori/L/1626/Vittorio-Lodolo-D-Oria/L#_1626 Cordialmente. ADG

 
03/12/2011 - Grazie (Giorgio Ragusa)

Ora è tutto chiaro e purtroppo drammatico!

 
24/11/2011 - C'è un errore nell'articolo? (Giorgio Ragusa)

Quasi il 50% dei docenti soffre di problemi psichici? Mi pare esagerato? Da dove ha preso questo dato l'autrice del servizio? Concordo pienamente cmq con il fatto che è la scuola che è malata e la sua malattia contagia.

RISPOSTA:

Gentile Giorgio Ragusa, la ringrazio per la domanda che mi dà l'opportunità di chiarire il suo legittimo dubbio. Purtroppo non ci sono errori. La percentuale da lei segnalata si riferisce all'autorevole pubblicazione La Medicina del Lavoro n° 5/2004 (primo firmatario lo specialista Vittorio Lodolo D'Oria). Dalla stessa si evince altresì un altro dato allarmante: il tumore del 14,2% degli insegnanti che si presentano all'accertamento medico non a tutti gli insegnanti, così come quella da lei ritenuta errata. La diagnosi psichiatrica si riferisce a coloro che sono sottoposti ad accertamento medico e non - assolutamente - a tutto il corpo docente. Colgo l'occasione per anticipare un paio di dati significativi riguardanti invece l'ultimo studio, pubblicato in inglese dallo stesso Autore, ma più recenti, dell'ottobre 2011. L'indagine è stata svolta nell'arco dell'ultimo triennio su campione statistico di 6.132 insegnanti di 14 regioni. In esso vi si legge che solo il 19% degli insegn anti è consapevole di essere a rischio di burnout. Dallo stesso testo ho estrapo lato l'altra percentuale riguardante la perdita del controllo in classe, almeno una volta, il 27%. Il titolo della pubblicazione è eloquente: "Sono consapevoli gli insegnanti delle potenziali conseguenze dello stress-lavoro-correlato quali le patologie psichiatriche e quelle oncologiche?" Cordialmente. ADG

 
24/11/2011 - Il disagio: un sintomo del male del sistema scuola (enrico maranzana)

Il disagio connesso alla funzione docente ha una precisa causa: l’indeterminatezza del compito e delle relative responsabilità. L’insegnante è solo, immerso in un ambiente non governato, conflittuale. Condivide con i colleghi i traguardi formativi, i traguardi educativi e i traguardi dell’istruzione .. ma ideazione e coordinamento non esistono: la progettualità è prassi sconosciuta [CFR. DPR sull’autonomia - art. 1]. Deve soddisfare le attese più disparate che, spesso, hanno poca attinenza con la sua professionalità.. In altre parole: se si vuole realmente affrontare la questione delle malattie professionali si deve prioritariamente studiare l’ambiente di lavoro e ricondurre la sua gestione nell’alveo della razionalità, della scientificità. E’ la scuola ad essere malata e il docente, che in essa è catapultato, è soggetto al contagio! Un esempio: focalizzare la scelta operativa facendo “calare un velo pietoso sulla discutibile OPZIONE di preselezionare i futuri Ds mediante quiz” è una mossa che occulta superficialità, scarse professionalità, pressapochismo dei vertici dell’istituzione.