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SCUOLA/ Il vicesindaco di Milano: gli studenti "meticci" ci salvano dalle classi-ghetto

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Il dialogo serve costruire uomini e donne nuovi. I processi educativi sono al servizio della felicità dei singoli.

Nel dibattito inevitabile tra «ius sanguinis» e «ius soli», immagino che lei sia per il secondo. Ma l’Italia secondo lei è pronta?

Credo che sia il momento di avviare una seria riflessione, come ha inteso fare il capo dello Stato. Mi sembra improprio chiedere a un bambino che nasce nel nostro paese 18 anni di permanenza ininterrotta per avere la cittadinanza. So di ragazzi che si sono visti negare il diritto alla cittadinanza, anche se sono ragazzi italiani a tutti gli effetti, perché hanno trascorso un’estate con la famiglia nel paese di origine. La nostra normativa è francamente troppo restrittiva.




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COMMENTI
01/12/2011 - no a slogan calati dall'alto (francesco taddei)

Per riorganizzare la scuola non basta una riassettata. bisogna avere degli ideali da cui partire e applicarli alla realtà. credo che la frequenza regolare della scuola dell'obbligo sia condizione necessaria per acquisire la cultura italiana e quindi la cittadinanza. per quello che riguarda la legislazione in quella fascia d'età ogni essere umano è uguale, ma per acquisire la cultura di un paese occorre un percorso.